Author Archives: Anna Cantagallo

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Svelato il ruolo degli amici per il proprio benessere futuro

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Svelato il ruolo degli amici per il proprio benessere futuro

Amici. Gli amici sono quelle persone che occupano un posto speciale nel nostro cuore e che portano molta positività nelle nostre vite. Lo scrittore e musicista Andrea De Carlo dice “Nell’amico c’è qualcosa di noi, un nostro possibile modo di essere, il riflesso di una delle altre identità che potremmo assumere”. Con gli anni, infatti, impariamo quanto gli amici possano influire nel nostro percorso di crescita e quanto possano essere importanti per noi; ma ci siamo mai chiesti quanto possano esserlo per la nostra salute futura? Sani rapporti di amicizia costruiti nella prima fase della vita risultano essere fondamentali per l’integrazione sociale da adulti.

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voce

Parole e voce: la tua arma segreta

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Voce. Saper essere interessanti e generare fiducia e consenso in pochissimi minuti è fondamentale, chiunque tu abbia davanti a te e in tutti gli ambiti. La vera sfida sta nel catturare subito l’attenzione dell’altro e far sì che rimanga affascinato da noi.voce Ma quali ostacoli interni abbiamo alla comunicazione efficace? La nostra mente, le nostre paure, i nostri limiti.La relazione e l’uditorio, nonché l’ambiente sono invece ostacoli esterni alla comunicazione efficace. Le nostre abilità cognitive inoltre organizzano le nostre parole perché  diventino comunicazione ad alto impatto e quindi azione.Ma la comunicazione è anche l’arte di “raggiungere” gli altri con le parole e le emozioni da essa trasportate. La voce può essere definita il nostro strumento musicale naturale, che ognuno di noi possiede e che non sempre viene utilizza nella maniera adeguata. Questa infatti è uno strumento che permette prima di tutto di esprimere noi stessi, ma anche di veicolare pensieri ed emozioni. È come il nostro bigliettino da visita, in quanto ci identifica e rivela un po’ di quello che siamo. Prova ad immaginare una voce soave e bassa a che tipo di personalità l’assoceresti? Sicuramente ad una persona tranquilla ed equilibrata. Oltre che essere identificativa si interpone sempre nella relazione tra noi e gli altri. Una leggera modulazione del tono utilizzato, potrebbe far si che uno stesso concetto veicoli significati diversi. Infatti non sempre utilizzi lo stesso colore di voce quando parli! Se vuoi mostrare solarità userai un volume medio-alto e un sorriso costante e sincero. E se vuoi esprimere fiduciosa autorevolezza? Dovrai essere efficace e convincente, ma anche comprensivo e disponibile  nei confronti dell’altra persona. Questa è la voce della relazione “di cura”.Quando invece senti di voler entusiasmare e coinvolgere l’altro, usa quella attivante, che esprime tutta la passione per quello che stai dicendo e che sprona all’azione.

Essa quindi rappresenta una vera e propria arma segreta: la possiedi da sempre, ma forse non la conosci fino in fondo!

Per questo motivo nel corso della serata si parlerà di come poter utilizzare mente, emozioni e voce nella maniera più adeguata in modo da poter sfruttare a pieno tutte le tue potenzialità. Potrai scoprire come rendere più efficace la tua comunicazione, dando la giusta enfasi ed emozione a quello che si sta trasmettendo.

Non perdere tempo ed iscriviti subito alla serata, mandando una mail ad info@braincare.it o tramite il link di Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-parole-e-voce-la-tua-arma-segreta-44444168705

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saggezza

Non basterà più apparire saggi, ora c’è uno strumento che ci dice se lo siamo davvero

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Non basterà più apparire saggi, ora c’è uno strumento che ci dice se lo siamo davvero

Saggezza. Come possiamo definire in maniera il più possibile esaustiva questa caratteristica degli esseri umani? La saggezza secondo il dizionario italiano è “L’equilibrio nel comportamento e nel consiglio, che è frutto di una matura consapevolezza ed esperienza delle cose del mondo”; dal punto di vista psicologico è considerata “fine ultimo”, intesa perciò come un obiettivo ideale nella vita di ciascuno e come la massima realizzazione delle potenzialità umane.

Dilip Jeste, docente di psichiatria dell’Università di San Diego e direttore del centro Healthy Aging, sostiene sulla base di evidenze scientifiche che la saggezza dipenda dalle caratteristiche anatomiche e funzionali del cervello di ogni singolo individuo e che le varie reti neurali governino in maniera personalizzata le varie componenti di questa qualità umana.

Alla luce di questa ultima definizione è stato implementato un nuovo strumento di misurazione della saggezza, l’SD-WISE (San Diego Wisdom Scale), che si basa su parametri neurobiologici e psicosociali (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=sd-wise+wisdom).

Da un progetto di ricerca denominato Successful Aging Evaluation (SAGE) a cui hanno partecipato volontariamente adulti rientranti nella fascia d’età 25-104 anni è risultata questa scala di misura che propone ai soggetti una serie di affermazioni a cui rispondono se sono o meno d’accordo.

I risultati ottenuti attraverso l’SD-WISE sono stati confrontati con quelli ottenuti in altri due test già in uso clinico che sono la  ’12-item Three-Dimensional Wisdom Scale’ e la ’40-item Self-Assessed Wisdom Scale’ e le conclusioni a cui si è giunti sono che il nuovo strumento può essere considerato utile in ambito clinico e anche di ricerca sperimentale per la neurobiologia della saggezza o  per gli interventi pratici volti al suo sviluppo.

saggezza

Non potremo più fare i furbi portando lunghe barbe grigie o munendoci di spessi occhiali da vista perché questa nuova scala di misura ci potrebbe smascherare!

Esiste una visione della saggezza proposta dagli studiosi cognitivisti come un insieme di capacità che si possono acquisire per risolvere i problemi della vita e gli eventi che si presentano nella quotidianità; apprenderle in modo da essere il più efficienti possibile è l’espressione massima delle potenzialità di ciascuno di noi.

A tal proposito:

  1. se desideri valutare le tue soft skills o le cosiddette “competenze trasversali”, ovvero quelle capacità che raggruppano le qualità personali, l’atteggiamento in ambito lavorativo e le conoscenze nel campo delle relazioni interpersonali in BrainCare trovi le 12 metriche (https://www.braincare.it/blog/le-12-metriche-per-la-valutazione-delle-human-resource-in-azienda/ )
  2. e/o potenziare le tue abilità cognitive e raggiungere una migliore raffinatezza di problem solving in BrainCare puoi trovare la Palestra Cognitiva (https://www.braincare.it/palestra-cognitiva/).

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meditazione

Imparare l’arte della meditazione

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Meditazione.  Il termine meditazione deriva dal latino “meditatio”, ovvero riflessione e consiste in una pratica di concentrazione della mente verso specifiche immagini,  pensieri o oggetti.

Quindi in sostanza è una tecnica che permette di conoscere a fondo se stessi entrando in uno stato di profondo benessere mentale.

E in che modo si può raggiungere questa totale pace interiore? Sicuramente non è facile riuscire a lavorare così a fondo su stessi, però in modo graduale è possibile avvicinarsi sempre di più a questo mondo.

Prima di tutto però è necessario trovare il luogo adeguato per poter meditare e solitamente è bene trovare un luogo tranquillo, che favorisca il rilassamento.

meditazione

Dopodiché si può procedere con la vera e propria meditazione che si caratterizza per tre fasi: la prima che consiste in una respirazione profonda che serve per calmare la mente, una seconda nella quale il canto del mantra ha lo scopo di suscitare sentimenti positivi ed una terza fase che consiste in quella meditativa vera e propria nella quale la persona si concentra sulla propria mente e pensieri.

Inoltre vi sono molti studi che hanno dimostrato che la meditazione ha degli effetti molto positivi sia sulla mente che sul fisico. Infatti questo tipo di pratica permette di avere una migliore gestione delle emozioni, oltre che aumentare la concentrazione, la forza, la vitalità e la resistenza alla fatica e al dolore.

Una meditazione corretta, inoltre, porta ad una produzione di sostanze e ormoni che hanno un effetto positivo sull’umore. Infatti si è visto che soprattutto nel caso dei disturbi d’ansia ha un effetto benefico in quanto insegna ad avere una corretta respirazione e a focalizzare la mente su specifiche immagini e pensieri, nel momento in cui si attiva lo stato di agitazione.

Se sei quindi interessato a conoscere più a fondo l’arte della meditazione e gli effetti benefici che ne derivano dalla sua pratica, iscriviti subito alla serata tramite una mail ad info@braincare.it o tramite il link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-imparare-larte-della-meditazione-43613970560

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settimana

Settimana Mondiale del Cervello: alla scoperta delle Neuroscienze

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Settimana. La Settimana Mondiale del Cervello è una campagna mondiale , che si svolge una settimana all’anno, che ha come scopo quello di diffondere le nuove scoperte neuroscientifiche, in modo da poter favorire il progresso e la ricerca riguardo al cervello.

L’obiettivo di questo evento è quello di far conoscere le Neuroscienze portando le persone ad avere una maggiore consapevolezza delle proprie funzioni cognitive e di promuovere la salute e il benessere della mente e del corpo.

I nostri eventi

                                                                                        13 Marzo 2018         

Memoria e attenzione : due alleate per la mente. Mettile in gioco!

 

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15 Marzo 2018

Rivoluziona il tuo movimento con le Neuroscienze

 

settimana

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16 Marzo 2018

Scopri quanto sei di-stressato!

 

settimana

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sport

Sport. Come lo sport agisce sulla mente e sul fisico

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Sport. Come lo sport agisce sulla mente e sul fisico

Sport. Quanti di voi hanno deciso che settembre era il momento giusto per iscriversi in palestra, ma fino ad ora ci sono andati soltanto un paio di volte? Questo è ciò che accade normalmente alla maggior parte delle persone, in quanto i ritmi frenetici non sempre permettono di fare attività fisica.

Tuttavia proprio lo sport potrebbe essere un ottimo alleato per poter affrontare lo stress. Infatti praticare esercizio fisico in maniera regolare e costante porta numerosi benefici sia a livello fisico che mentale. Nello specifico lo sport induce degli effetti positivi sulla circolazione sanguigna, sull’attività cerebrale, sul transito intestinale, sulle ossa e aiuta ad essere più tonici ed elastici. Quindi in poche parole è un tocca sana per la mente e il corpo!sport

Ovviamente vi sono diversi studi che dimostrano ciò, come ad esempio il fatto che anche un leggero livello di attività fisica riduce di molto il rischio di malattie cardiovascolari, in quanto abbassa il livello di colesterolo cattivo e aumenta quello buono, oltre che migliorare la pressione arteriosa.

Allo stesso tempo però lo sport agisce anche sulla nostra mente, attraverso il rilascio di endorfine che hanno un effetto analgesico ed eccitante, simile all’oppio o alla morfina. La loro produzione regola l’umore, influenzandolo positivamente, e combattendo in alcuni casi anche dei veri e propri stati depressivi.

Inoltre se si pratica uno sport di gruppo, questo può essere un ottimo vincolo sociale in quanto predispone al lavoro in team. Ma anche darsi delle sfide in solitaria potrebbe allenare il generale senso di auto-efficacia che caratterizza le persone di successo.

Per questi motivo l’attività fisica dovrebbe essere svolta con una certa costanza cercando di renderla parte integrante della nostra giornata, non dimenticando però di viverla come un momento di svago e gratificazione, in cui vi è una perfetta sintonia tra mente e corpo.

In questa serata dunque verranno approfonditi più nel dettaglio gli aspetti benefici derivanti dallo sport, unendo sia le conoscenze derivanti dalla medicina che l’esperienza diretta e pratica di mental e fitness coach. Porta un abbigliamento comodo: ti faremo provare alcune sensazioni nuove nel tuo corpo!

Quindi se hai voglia di scoprire in che modo lo sport può influenzare la tua vita, iscriviti subito alla serata (fino ad esaurimento dei posti limitati) inviando una mail all’indirizzo info@braincare.it o tramite il link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-come-lo-sport-agisce-sulla-mente-e-il-fisico-42632073680

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Alzheimer: gli interventi riabilitativi per il paziente e gli effetti sul caregiver

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Alzheimer: gli interventi riabilitativi per il paziente e gli effetti sul caregiver

Alzheimer. La malattia di Alzheimer (AD) è un disordine degenerativo che progredisce nel tempo a carico del sistema nervoso centrale, contraddistinto dalla graduale e continua compromissione delle funzioni cognitive, del deficit delle abilità funzionale e la comparsa di disturbi comportamentali. In passato la riabilitazione non farmacologica dell’AD era considerata negativamente data la natura degenerativa della malattia, del carattere progressivo e dai danni che provoca sulle funzioni cognitive. Tuttavia i recenti studi evidenziano come il sistema nervoso centrale adulto sia dotato di una plasticità e si è arrivati ad una precisa identificazione ed evoluzione dei disturbi cognitivi, che hanno rafforzato le basi concettuali per sostenere gli interventi riabilitativi non farmacologici.alzheimer

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per “riabilitazione” si intende quell’insieme di interventi che mirano allo sviluppo di una persona al suo più altro potenziale sotto il profilo fisico, psicologico, sociale, occupazionale ed educativo, in relazione al suo deficit fisiologico o anatomico e all’ambiente. Dunque l’approccio riabilitativo deve prevedere sia interventi mirati alla persona, sia all’ambiente per renderlo più adattivo, alla famiglia e/o ai caregiver per trasmettere delle competenze assistenziali. L’intervento riabilitativo non deve riferirsi esclusivamente alla sola stimolazione cognitiva ma è anche richiesta una attenta valutazione delle disfunzioni personali, familiari e sociali. Infatti, si parla di Progetto Assistenziale Individualizzato (PAI) che riguarda una valutazione interdimensionale e interprofessionale che ha come obiettivo l’identificazione di risorse cognitive e funzionali che sono ancora intatte su cui poter intervenire per potenziarle e prevenire un’ulteriore perdita. Esistono varie tipologie di interventi riabilitativi (diretti ed indiretti: paziente, famiglia, ambiente) (individuali e/o di gruppo), varie tipologie di tecniche (cognitive e cognitivo- comportamentali). L’assistenza di una persona con Alzheimer può essere un’esperienza devastante per i caregiver, soprattutto per i familiari, che presentano livelli di stress elevati. L’eccesso di stress può culminare in burnout, un esaurimento emotivo in cui l’individuo non si sente in grado di soddisfare le esigenze che gli vengono richieste. Tale condizione riduce la produttività, indebolisce le energie del soggetto interessato, aumenta il senso di impotenza e la demotivazione. Quindi nel caso di sostegno ad individui affetti da Alzheimer può capitare che a pagarne le conseguenze maggiori, in termini di equilibrio ed energia, siano i familiari/caregiver. A tal riguardo esistono degli interventi mirati ai caregivers di educazione, supporto e servizi che migliorano non solo il loro benessere ma anche quello del paziente affette da demenza. Tali interventi sono il counselling familiare e psicoeducazionali, per facilitare i processi di adattamento all’ambiente domestico e per fornire un sostegno psicologico grazie ai gruppi di supporto.

Obiettivi

  • Fornire strumenti adeguati al riconoscimento della demenza di Alzheimer
  • Comprendere il ruolo del caregiver
  • Capire come affrontare la demenza di Alzheimer dal punto di vista medico e psicologico
  • Imparare ad ascoltare le esigenze del caregiver e del paziente con demenza di Alzheimer

Programma Corso

8 .30 -09.00: Registrazione dei partecipanti
9.00 – 10.00: Cosa è la demenza di Alzheimer e come riconoscerla
10.00 – 11.00:  Valutare la persona affetta da demenza di Alzheimer
11.00 – 11.30:  Pausa caffè
11.30 – 12.30: Chi è il caregiver e quale è il suo ruolo per il paziente
12.30 – 13.30: Cosa è il Caregiver Burden
13.30 – 15.00:  Pausa Pranzo
15.00 – 16.00: Strategie efficaci per contrastare lo stress del caregiver
16.00 – 18.00: Strategie di riabilitazione per il paziente con demenza di Alzheimer

Docente:
Dott.ssa Anna Cantagallo:
Medico neurologa e fisiatra, referee in neuroscienze. Direzione scientifica BrainCare.

Quota di partecipazione:
122 € + IVA

Sede:
BrainCare Direzione Generale – Via Fornace Morandi 24, Padova

Modalità di iscrizione:

Per iscriverti ai corsi 2018 è sufficiente compilare la scheda di iscrizione che trovi nella BROCHURE CORSI 2018 inviarla assieme alla ricevuta di pagamento a segreteria@braincare.it

Per effettuare il bonifico di iscrizione ai corsi seguire le seguenti coordinate bancarie:
IBAN: IT 70 Q 03268 12100 052832701030
Intestato a BrainCare srl
Banca Sella s.p.a., via S. Marco, 11/C – 35129 – Padova

Per completare l’iscrizione è sufficiente inviare la ricevuta del pagamento e il modulo di iscrizione adeguatamente compilato, al seguente indirizzo: segreteria@braincare.it.

Il corso fa parte del programma formativo del 2018 in tema di neuropsicologia. Scopri qui tutti i corsi in programma.


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comportamento

Valutazione e riabilitazione dei disturbi del comportamento conseguenti a lesioni cerebrali e sostegno e addestramento ai familiari

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Comportamento. Il comportamento riguarda l’espressione manifesta, l’azione e la reazione, di un individuo inserito in un contesto sociale. I disturbi del comportamento si manifestano attraverso una difficoltà di controllo e di gestione delle proprie emozioni, incapacità di adattare il proprio comportamento all’ambiente, scarsa capacità di empatia, bisogno urgente di soddisfare i propri bisogni, aggressività, rabbia, trasgressione alle norme sociali e morali, incapacità di relazione. I disturbi comportamentali generalmente sono dovuti ad una lesione delle aree prefrontali del cervello e delle loro connessioni con altre strutture cerebrali, che possono manifestarsi immediatamente dopo il trauma o a distanza di tempo, e permanere nel tempo.comportamento

Tali comportamenti “anomali” possono determinare un deterioramento delle relazioni dell’individuo affetto da lesione e il suo intorno sociale prossimale e distale, dato che la lesione cerebrale agisce modificando le componenti della personalità e le reazioni emotivo-motivazionali. Per riabilitare tali pazienti è necessario approfondire attraverso l’utilizzo di test quali funzioni sono state alterate dalla lesione. Gli interventi non farmacologici per i disturbi comportamentali comprendono la musicoterapia, l’arteterapia, la danza, la ludoterapia, la Pet terapia. Molti studi recenti evidenziano che la gravità dei sintomi comportamentali sia più dovuta a delle variabili contestuali piuttosto che individuali. Dietro ad un comportamento aberrante si cela una profonda sofferenza e dunque una necessità di sostegno. Importantissimo ruolo ricopre il sostegno dalla rete sociale prossimale, costituita dai membri della famiglia (caregivers). La letteratura scientifica ci insegna che specifici interventi rivolti all’addestramento di familiari, rappresentano uno strumento per contrastare l’evoluzione di disturbi cognitivi e comportamentali legati a lesioni cerebrali. E’ necessario dunque rendere il familiare autonomo e competente nell’assistenza, ridurre lo stato di ansia migliorando la vita familiare e rendere anche l’ambiente sicuro e adattabile al paziente. L’addestramento dei caregiver è possibile grazie al trasferimento di conoscenze, metodologie e strumenti di gestione comportamentale.

Obiettivi

  • Fornire nozioni base sulla condizione del paziente con lesione cerebrale
  • Imparare a gestire la condizione patologica in famiglia
  • Conoscere le difficoltà psicologiche e fisiche del paziente
  • Imparare a valorizzare le risorse e i limiti del paziente

Programma del corso

8.30 -09.00: Registrazione dei partecipanti
9.00 – 10.00: Conoscere le principali lesioni cerebrali
10.00 – 11.00:  Presentazione di test per la valutazione della lesione cerebrale specifica
11.00 – 11.30:  Pausa caffè
11.30 – 12.30: Come riabilitare le principali funzioni colpite dalle lesioni cerebrali
12.30 – 13.30: Come sostenere la famiglia di un paziente
13.30 – 15.00:  Pausa Pranzo
15.00 – 16.00: Strategie cognitive e comportamentali da attuare con il paziente colpito da lesione cerebrale
16.00 – 18.00: Promozione di gruppi di sostegno e di auto mutuo aiuto per i familiari dei pazienti colpiti da lesione cerebrale

Docente:
Dott.ssa Anna Cantagallo:
Medico neurologa e fisiatra, referee in neuroscienze. Direzione scientifica BrainCare.

Quota di partecipazione:
122 € + IVA

Sede:
BrainCare Direzione Generale – Via Fornace Morandi 24, Padova

Modalità di iscrizione:

Per iscriverti ai corsi 2018 è sufficiente compilare la scheda di iscrizione che trovi nella BROCHURE CORSI 2018 inviarla assieme alla ricevuta di pagamento a segreteria@braincare.it

Per effettuare il bonifico di iscrizione ai corsi seguire le seguenti coordinate bancarie:
IBAN: IT 70 Q 03268 12100 052832701030
Intestato a BrainCare srl
Banca Sella s.p.a., via S. Marco, 11/C – 35129 – Padova

Per completare l’iscrizione è sufficiente inviare la ricevuta del pagamento e il modulo di iscrizione adeguatamente compilato, al seguente indirizzo: segreteria@braincare.it.

Il corso fa parte del programma formativo del 2018 in tema di neuropsicologia. Scopri qui tutti i corsi in programma.


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funzioni esecutive

Funzioni esecutive: valutazione e riabilitazione

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Funzioni esecutive. Le funzioni esecutive sono quelle capacità che riguardano i processi mentali finalizzati all’elaborazione di schemi cognitivo-comportamentali adattivi che servono ogni qualvolta bisogna risolvere un nuovo compito. Il DSM-V definisce le abilità esecutive come alla base della pianificazione, presa di decisioni, memoria di lavoro, risposta correttiva a un feedback di errore, abitudini predominanti, flessibilità mentale. Le tre funzioni di base delle funzioni esecutive sono: shifting, la flessibilità cognitiva di passare da un’operazione mentale a un’altra controllando l’interferenza reciproca tra le due azioni; inhibition, abilità di controllare le risposte automatiche che interferiscono nel raggiungimento di uno scopo; updating, capacità di mantenere, aggiornare ed elaborare le informazioni a mente nel tempo utile alla risoluzione di un compito.funzioni esecutive

La sindrome disesecutiva colpisce per lo più i sistemi cognitivi legati alla programmazione, organizzazione, controllo comportamentale o flessibilità nell’adattarsi a situazioni nuove.  Dunque un deficit relativo alle funzioni esecutive comporta una incapacità di inibizione di risposte automatiche che sono non pertinenti al compito, una difficoltà a pianificare con accuratezza i compiti e mantenere uno schema comportamentale inibendo qualsiasi tipo di interferenza e un deficit della memoria di lavoro che potrebbe ripercuotersi sull’attenzione.

I test che sono più utilizzati per la valutazione delle funzioni esecutive sono: la Torre di Londra, che prova la capacità di pianificazione, di problem solving e d’inibizione; dimentional change card sort test, è un compito che valuta la flessibilità, matching familiar figure test, valuta l’uso di strategie di ricerca visiva, controllo della risposta impulsiva e dell’interferenza.

Intervenire sulle Funzioni Esecutive significa lavorare con un insieme di capacità molto complesse che hanno ripercussioni sull’autonomia e sul funzionamento sociale del paziente. Ad esempio si può lavorare sulla pianificazione, esplicitando una sequenza di azioni che bisogna mettere in atto per raggiungere un obiettivo; memoria di lavoro visuo-spaziale e verbale; training di inibizione, proponendo attività che seguono il paradigma di Stroop, volto a bloccare la risposta più immediata ed automatica e favorire quella che potremmo definire secondaria; training di shifting, cambiare il criterio in atto nel corso dell’azione. La letteratura ci insegna che per potenziare le funzioni esecutive nei pazienti cerebrolesi bisogna utilizzare delle procedure che si focalizzano sull’esercizio continuo e su più livelli, al fine di incrementare la possibilità che gli effetti del training si trasferiscano ad altre abilità su cui non si è direttamente lavorato.

Obiettivi:

  • Acquisire la capacità di progettare un percorso di riabilitazione con un paziente con disturbi delle funzioni esecutive
  • Fornire modelli clinici e teorici che presentino le problematiche coinvolte da tali disturbi
  • Comprendere il cambiamento clinico e psicologico del paziente
  • Imparare a riconoscere e valutare un paziente con deficit delle funzioni esecutive

Programma corso:

8.30 -09.00: Registrazione dei partecipanti
9.00 – 10.00: Modelli teorici e clinici: le funzioni esecutive
10.00 – 11.00:  Aspetti valutativi delle funzioni esecutive
11.00 – 11.30:  Pausa caffè
11.30 – 12.30: Modelli per la riabilitazione delle funzioni esecutive
12.30 – 13.30: Strategie di valutazione e riabilitazione: modelli clinici specifici
13.30 – 15.00:  Pausa Pranzo
15.00 – 16.00: Presentazione di casi clinici con discussione
16.00 – 18.00: Strategie e tecnologie di valutazione e riabilitazione personalizzate per casi specifici

Docente:
Dott.ssa Anna Cantagallo:
Medico neurologa e fisiatra, referee in neuroscienze. Direzione scientifica BrainCare.

Quota di partecipazione:
122 € + IVA

Sede:
BrainCare Direzione Generale – Via Fornace Morandi 24, Padova

Modalità di iscrizione:

Per iscriverti ai corsi 2018 è sufficiente compilare la scheda di iscrizione che trovi nella BROCHURE CORSI 2018 inviarla assieme alla ricevuta di pagamento a segreteria@braincare.it

Per effettuare il bonifico di iscrizione ai corsi seguire le seguenti coordinate bancarie:
IBAN: IT 70 Q 03268 12100 052832701030
Intestato a BrainCare srl
Banca Sella s.p.a., via S. Marco, 11/C – 35129 – Padova

Per completare l’iscrizione è sufficiente inviare la ricevuta del pagamento e il modulo di iscrizione adeguatamente compilato, al seguente indirizzo: segreteria@braincare.it.

Il corso fa parte del programma formativo del 2018 in tema di neuropsicologia. Scopri qui tutti i corsi in programma.


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trauma cranico

Trauma cranico: l’inquadramento clinico e gli approcci riabilitativi

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Trauma cranico. Il trauma cranico è responsabile della maggior parte delle disabilità permanenti nel mondo e avviene quando le lesioni cerebrali sono determinate da un trauma improvviso. Il trauma cranico può causare: fratture al cranio, cioè la rottura delle ossa del cranio; commozioni cerebrali, un trauma che determina una temporanea perdita della funzione cerebrale; contusione, è una lacerazione del cervello caratterizzata da un accumulo di sangue all’interno del cervello o tra il cervello e il cranio; danni alle cellule nervose. In molti casi, il trauma cranico può determinare l’insorgere di disabilità spesso permanenti da un punto di vista cognitivo e comportamentale, come amnesie, afasie, disturbi attentivi, alterazione dell’umore, alterazione del ritmo sonno-veglia etc. Il trauma può essere considerato di alto grado di danneggiamento quando comprende almeno una delle seguenti aree: apprendimento e memoria, linguaggio, abilità percettive, cognizione sociale (riconoscimento di emozioni), abilità esecutive, attenzione complessa. Può sussistere anche un lieve deterioramento cognitivo di una o più aree cognitive precedentemente menzionate. Gli eventuali problemi a lungo termine dovuti al trauma dipendono dalla sua gravità, dalla localizzazione nel cervello, dall’età e dallo stato di salute del paziente. Grazie alla ricerca sappiamo che il cervello è plastico anche in età adulta, cioè che tende a riorganizzarsi e modificarsi in seguito all’esperienza. Dunque il sistema di reti e di connessioni cerebrali tende modificarsi per rispondere meglio alle richieste dell’ambiente. In recenti studi è stato dimostrato che esiste una stimolazione della neurogenesi in prossimità di una lesione, che mostrano la possibilità naturale del nostro corpo di poter ottenere un recupero.

trauma cranico

La programmazione del trattamento riabilitativo di un trauma cranico deve tener conto del livello di gravità degli esiti post-traumatici, della distanza temporale dall’evento traumatico e del profilo sintomatologico neuropsicologico. Esistono vari approcci riabilitativi che intervengono a diversi livelli ed hanno obiettivi differenti. Tali approcci si distinguono in: strutturali, che intervengono sul livello strutturale di una determinata funzione che risulta compromessa; cognitiviste, intervengono su un passaggio o su una componente di una sequenza di elaborazione; comportamentistiche, intervengono applicando tecniche in grado di modificare comportamenti inadeguati nell’interazione ambientale e sociale; occupazionali, agiscono in modo ecologico ed olistico, attraverso il riaddestramento a compiere le attività più comuni della vita quotidiana. Le tipologie di intervento sopradescritte possono essere eseguite sia a livello individuale che di gruppo, il primo preferibile per la rieducazione dei disturbi cognitivi e il secondo per la rieducazione del comportamento comunicativo e relazionale.

Obiettivi:

  • Fornire nozioni cliniche e modelli teorici sul trauma cranico
  • Comprendere le basi della riabilitazione del TC
  • Conoscere la classificazione e la valutazione del TC
  • Comprendere le implicazione neuropsicologiche dopo un TC

Programma corso:

8.30 -09.00: Registrazione dei partecipanti
9.00 – 10.00: Il trauma cranico: modelli teorici e clinici
10.00 – 11.00:  Il trauma cranico: implicazioni neuropsicologiche e psicologiche
11.00 – 11.30:  Pausa caffè
11.30 – 12.30: Valutazione delle funzioni neuropsicologiche in seguito a TC
12.30 – 13.30: Principali strategie di riabilitazione in caso di TC
13.30 – 15.00:  Pausa Pranzo
15.00 – 16.00: Tecniche personalizzate nella riabilitazione del TC
16.00 – 18.00: Classificazione della gravità del TC e implicazioni riabilitative

Docente:
Dott.ssa Anna Cantagallo:
Medico neurologa e fisiatra, referee in neuroscienze. Direzione scientifica BrainCare.

Quota di partecipazione:
122 € + IVA

Sede:
BrainCare Direzione Generale – Via Fornace Morandi 24, Padova

Modalità di iscrizione:

Per iscriverti ai corsi 2018 è sufficiente compilare la scheda di iscrizione che trovi nella BROCHURE CORSI 2018 inviarla assieme alla ricevuta di pagamento a segreteria@braincare.it

Per effettuare il bonifico di iscrizione ai corsi seguire le seguenti coordinate bancarie:
IBAN: IT 70 Q 03268 12100 052832701030
Intestato a BrainCare srl
Banca Sella s.p.a., via S. Marco, 11/C – 35129 – Padova

Per completare l’iscrizione è sufficiente inviare la ricevuta del pagamento e il modulo di iscrizione adeguatamente compilato, al seguente indirizzo: segreteria@braincare.it.

Il corso fa parte del programma formativo del 2018 in tema di neuropsicologia. Scopri qui tutti i corsi in programma.