Author Archives: Anna Cantagallo

  • -
felictà

Felicità. Raggiungere la felicità o fare in modo che essa arrivi a noi spontaneamente?

Tags : 

Felicità. La Psicologia Positiva, di cui lo psicologo statunitense Martin E. P. Seligman è considerato il padre, è quella parte della psicologia che si occupa di individuare delle modalità attraverso cui la persona possa potenziare le proprie capacità e raggiungere un benessere maggiore. È un approccio alternativo in quanto la Psicologia Tradizionale si è da sempre concentrata sugli aspetti che peggiorano la vita dell’individuo e sulle possibili soluzioni da adottare per debellarli e condurre un’esistenza priva di disagio.

Ciò però non equivale ad ottenere un miglioramento delle proprie condizioni, ma a rientrare nella curva statistica della “normalità” e non su quel picco da tutti ambito della “felicità”.

Una proposta per il potenziamento delle risorse di ciascun individuo è quella di ShawnAchor, un ricercatore americano specializzato in felicità. Nel suo libro “Il vantaggio della felicità” spiega come attraverso 7 semplici passi l’individuo possa raggiungere alti livelli di efficienza e successo sia a livello lavorativo che quotidiano con l’aiuto della felicità.

Questi sono: “il vantaggio della felicità”, “il fulcro e la leva”, “l’effetto tetris”, “ cadere in su”, “il cerchio di zorro”, “la regola dei 20 secondi” e “l’investimento sociale”.

Nella Psicologia Positiva il punto di partenza è il concetto di “plasticità cerebrale”ovvero l’idea che  il cervello possa essere modificato nei suoi circuiti elettrici nel corso della vita.

Ora sintetizzeremo ciò che Achor ritiene essere centrale in ognuno dei 7 passi alla luce di questa informazione.

felicità

Innanzitutto egli evidenzia come si possano ottenere benefici nella salute o in ambito lavorativo dallo sperimentare emozioni positive perché ciò amplia lo spettro cognitivo (memoria e attenzione per esempio). La meditazione, l’esercizio e la pratica di un punto di forza sono solo alcune delle modalità attraverso cui poter raggiungere la felicità.

Ritiene che anche il modo in cui l’individuo percepisce se stesso e la realtà giochi un ruolo fondamentale: secondo i principi della Teoria dell’Aspettativa (es.https://www.psicosocial.it/effetto-pigmalione/)  se ci si aspetta un evento positivo il cervello elabora dei modelli uguali a quelli che costruirebbe se effettivamente fosse avvenuto qualcosa di soddisfacente. È pertanto importante mantenere un atteggiamento mentale propositivo, ma con aspettative realistiche.

È possibile secondo Achor addestrare il cervello a cercare nella realtà gli aspetti che potrebbero giovare piuttosto di quelli deleteri: si è visto in uno studio condotto tramite il gioco del Tetris (http://www.lescienze.it/news/2009/09/02/news/piu_tetris_piu_corteccia_cerebrale-573753/) che i circuiti cerebrali possono essere modificati e creati. Il cervello tramite la pratica, come ad esempio la lista giornaliera delle “tre benedizioni”, filtra le informazioni che, tramite il pensiero, lo rendono più selettivo a determinati stimoli.

Non bisogna dimenticare che non bisogna dimenticare che è piuttosto usuale incontrare sulla propria strada degli ostacoli ed, riguardo ciò, egli ritiene opportuno mettere in luce l’aspetto utile del fallimento che alcune volte questi ci portano a sperimentare: la possibilità di creare una Terza Via. Quando si incontra un ostacolo è importante costruire una via alternativa alla negazione o all’evitamento per fare in modo di essere spinti verso la soluzione. Questo meccanismo mentale  può essere conseguito creando una realtà “controfattuale” di successo, con uno stile esplicativo ottimista e con il modello ABCD che porta alla “decatastrofizzazione”.

Partire da piccoli obiettivi è un’altra modalità utile al raggiungimento di grandi traguardi perché permette di riprendere il controllo sulle situazioni che ci appaiono eccessivamente difficoltose e avere la strada più spianata verso l’ambita felicità. Avere un locus of control interno spinge al cambiamento perché riducendo lo stress aumenta la performance, ma anche la tecnica di “divisione della realtà” che riguarda la comprensione degli aspetti della realtà che si possono e non si possono controllare, permette di incanalare i propri sforzi in ambiti più accessibili. A tal proposito esiste la “Teoria della Definizione degli Obiettivi” che stabilisce essere più vantaggioso porre obiettivi di media difficoltà (sotto-obiettivi)  in quanto rende possibile ottenere risultati via via più importanti fino alla vetta del raggiungimento dell’obiettivo primo con un vissuto – indovina un po’ – di felicità soggettiva.

per raggiungere un maggiore benessere è fondamentale che ciascun individuo ponga questi comportamenti nel “cammino della minore resistenza”: ogni azione necessita di un’energia di attivazione per essere svolta e dipende dalla forza di volontà, una risorsa limitata, perciò più viene reso abitudinario un comportamento desiderabile minore probabilità si avrà di ricadere nella routine scorretta. Le abitudini, di norma, richiedono una bassa energia di attivazione e minore forza di volontà per essere compiute.

In conclusione lo studioso mette in risalto l’importanza delle relazioni sociali e della coesione sociale all’interno di un gruppo: gli altri risultano essere fonte di energia e motivazione anche e soprattutto nel momento in cui vivono momenti positivi. Le persone intorno a noi fungono da barriera anti-stress ed è perciò auspicabile riuscire a coltivare nel tempo una buona rete di supporto sociale con cui riuscire a condividere la nostra e altrui felicità.

Esistono però punti di vista differenti sull’utilità della felicità. Un esempio è quello riportato dal medico e psicoterapeuta Russ Harris nel suo libro “La trappola della felicità”: credere che la felicità sia una condizione naturale dell’uomo e che debba compiere ogni sforzo per raggiungerla porta l’individuo al desiderio di controllare ogni aspetto della propria vita senza considerare che ciò lo costringe ad utilizzare maggiori risorse mentali e lo riconduce ciclicamente ai pensieri negativi che cerca di eliminare.

Una volta riconosciute e sconfitte queste trappole del pensiero la persona è pronta ad abbracciare la pratica dell’ACT (Accetta, Connettiti, Traduci), un processo che si basa su ricerche scientifiche e che è alla base della recente scuola di pensiero chiamata “Mindfulness”. È un’alternativa che comprende 6 principi: defusione, espansione, connessione, sé osservante, valori e azione ragionata.

L’ACT è pertanto una modalità che porta all’accettazione della propria vita interiore, è un punto di partenza per la costruzione del miglioramento e della felicità. In questo ambito il controllo citato nella tesi precedente viene sostituito dalla “defusione”, ovvero l’accettazione della realtà per quella che è senza la necessità di combatterla. Le emozioni sono un altro punto di differenza con quanto sostenuto da Achor in quanto egli ritiene che siano intrinsecamente legate ai pensieri e che influenzino la tendenza dell’essere umano ad agire, ma che non controllino direttamente le sue azioni. Utile può essere la tecnica dei “dieci respiri” in quanto permette di sganciare l’attenzione dal flusso dei pensieri e di guardarlo dall’esterno per raggiungere una consapevolezza superiore.

Per connettersi con i propri valori, cioè i propri desideri profondi, è utile essere in contatto con il proprio corpo, l’ambiente, i suoni e il respiro; in questo modo la vita diventerà degna di essere vissuta in felicità  poiché le azioni avranno una motivazione positiva di base. Il raggiungimento di questa meta avviene innanzitutto stabilendo obiettivi a breve, medio e lungo termine che possano essere a loro volta scomposti in piani d’azione. Mantenendo fissi i propri valori e ponendo aspettative realizzabili, la tecnica ACT produrrà un cambiamento nella vita di chi sceglie di accettarla così come è.

Restano aperti molti interrogativi in quanto la Psicologia Positiva non ha ancora trovato una modalità soddisfacente di applicazione nelle terapie e nella prevenzione e non è ancora chiaro se i tratti positivi abbiano una derivazione genetica o siano frutto dell’interazione con l’ambiente (http://www.humantrainer.com/articoli/fata-psicologia-positiva.PDF).

La Mindfulness, invece, è una tecnica che può essere utilizzata parallelamente ad ogni genere di psicoterapia e studi scientifici ne sostengono il suo valore a livello preventivo e per l’evitamento di episodi remissivi di molte patologie tra cui depressione, ansia e molte altre (http://www.elicoides.it/wp-content/uploads/2015/10/dialoghi-adleriani-TOSI-05.pdf).

Vieni a trovarci in BrainCare e affidati ai nostri esperti della mente e delle emozioni a trovare la tua strada migliore per raggiungere un solido stato di benessere e la felicità. Ti aspettiamo!


  • -

Obesità. Una bilancia interna può aiutare a combatterla

Tags : 

Obesità. Una bilancia interna può aiutare a combatterla

Obesità. La medicina ci mette in guardia da questa pericolosa condizione, ma allo stesso tempo, se non prendiamo le giuste precauzioni, la società ci porta in questa direzione. La disponibilità e la convenienza di “cibi spazzatura” insieme alla sedentarietà a cui siamo costretti dal lavoro di oggi, infatti, sono i principali cause dell’obesità. L’obesità è la patologia tipica del mondo occidentale e in generale delle società del benessere. L’obesità viene stabilita, secondo i criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, attraverso l’Indice di Massa Corporea (IMC), che mette a rapporto la massa espressa in chilogrammi e il quadrato dell’altezza espressa in metri. Per essere normopeso, bisogna avere un IMC compreso tra 18,50 e 24,99. I valori al di sotto di questa soglia definiscono i soggetti sottopeso e gravemente sottopeso (IMC < 16), mentre i valori al di sopra di 24,99 definiscono i soggetti sovrappeso (25 < IMC < 29,99), con obesità moderata (30 < IMC < 34,99), con obesità grave (35 < IMC < 39,99) e con obesità gravissima (IMC ≥ 40).

Read More


  • -

La ricostruzione del sé estetico: con e senza bisturi

Tags : 

Bellezza. La bellezza è un concetto estremamente soggettivo e personale anche se esistono canoni universalmente condivisi. Questi derivano in primo luogo dal passato che propone l’immagine di una donna con vita sottile e seno prospero, e di un uomo alto e muscoloso. Tuttavia anche nel presente la pubblicità e i media trasmettono un’idea di bellezza che non lascia spazio all’imperfezione. Di conseguenza le persone sono portate a seguire un’immagine irrealistica di sé, che li conduce ad una scarsa accettazione e ad una continua ricerca di una perfezione che non c’è.

Questo fa sì che numeri sempre maggiori, si avvicinino alla chirurgia plastica per avere il naso alla francese uguale alla propria attrice preferita o l’addome scolpito come uno sportivo ad alti livelli.

Tuttavia l’intervento chirurgico non porta soltanto ad ottenere l’aspetto fisico desiderato, ma richiede anche un processo di embodiment e quindi di revisione del sé che non sempre è facile da raggiungere. Infatti gli aspetti psicologici e cognitivi sono determinanti in quanto la persona deve accettare o inglobare un’immagine di sé, che seppur desiderata, è, anche se temporaneamente,  estranea al proprio corpo. Questo meccanismo non si attiva soltanto nell’ambito della chirurgia plastica a fini estetici, ma anche per interventi chirurgici di natura ricostruttiva post oncologici.

È importante, dunque, che in ogni caso il paziente sia accompagnato emotivamente in tutte le fasi del suo percorso, in modo che il concetto di bellezza venga integrato con la sua persona.

L’obiettivo di questa serata è quello di far conoscere l’innovativo processo integrato tra le due discipline, le Neuroscienze e la Chirurgia Plastica. Come le prime mostrino che il cervello abbia un ruolo determinante nel definire il concetto di bellezza, tramite l’attivazione di specifiche aree cerebrali legate principalmente al piacere e alla gratificazione. E come il chirurgo possa “scolpire” o “dipingere” una nuova  immagine del sé.

Interverranno la Dott.ssa Anna Cantagallo, medico esperto in Neuroscienze che parlerà processi universali della percezione della bellezza in generale e della percezione del sé estetico, e il Dott. Pietro Loschi, medico specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, che parlerà della sua professione come strumento delle persone che desiderano piacersi nuovamente allo specchio.

Un’ occasione per approfondire con etica e competenza un tema tanto di interesse quanto di discussione, come l’estetica e la percezione di sé. Iscriviti subito all’evento mandando una mail ad info@braincare.it o tramite il link EventBrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-ricostruzione-del-se-estetico-con-e-senza-bisturi-46362619844?aff=es2

Ti aspettiamo!

Anna Cantagallo

http://www.annacantagallo.com/anna-cantagallo/

https://www.facebook.com/BrainCare.IT/

Dott. Pietro Loschi

https://www.facebook.com/pietroloschichirurgia/

Www.pietroloschi.it


  • -
dolori fisici

Dolori fisici. Ruolo selle attività quotidiane, geografia e fasce d’età

Tags : 

Dolori fisici. Chi può affermare di non aver mai avuto alcun problema fisico che gli abbia causato anche una minima sensazione di dolore? Nessuno, ma il quadro della sintomatologia algica in Italia è stato oggetto di studio e i dati emersi risultano essere interessanti.In un’indagine ISTAT (https://www.istat.it/it/archivio/204655) condotta nell’arco di quattro settimane nel 2015 e resa pubblica nel 2017 è emerso che una parte di italiani molto più consistente di quanto si possa immaginare soffre per dolori fisici.Precisamente 20 milioni di italiani dichiarano di aver avuto qualche acciacco nell’arco del mese in cui l’indagine è stata svolta e per 5 milioni di loro il dolore è stato anche di entità “forte o molto forte”.dolori fisici

Nel momento in cui il dolore fisico si presenta ed è persistente ha certamente degli effetti poco piacevoli nella quotidianità della persona che li sperimenta: in questa indagine emerge che il 29.7% degli italiani subisce un effetto lieve da parte del dolore, il 28.7% un effetto moderato e il 14,3% un effetto “grave o molto grave” di tale condizione.Inoltre, a soffrire maggiormente sono le donne che dichiarano nel 45.6% dei casi di essere afflitte da dolori mentre gli uomini lo affermano solo nel 32.5%. L’intensità del dolore percepito varia anche in base alla regione, al reddito e al livello d’istruzione oltre che per età. La Sardegna e l’Umbria risultano essere le regioni d’Italia in cui il dolore fisico è maggiormente percepito con percentuali pari rispettivamente al 15.2% e 12.6%; le fasce di popolazione con reddito minore riportano con percentuali più alte la sofferenza fisica delle fasce con reddito maggiore; il dolore influisce di più nell’attività lavorativa se il livello di istruzione è alto e la sofferenza è di lieve entità, mentre se è “forte o molto forte” influisce maggiormente nei soggetti con livello d’istruzione basso; infine, gli over65 sono i più colpiti da dolori fisici con picchi del 59.1%. Il dolore fisico risulta essere una problematica molto diffusa e degna di maggiore attenzione per il fatto che ha delle ripercussioni in alcuni casi anche significative nella vita quotidiana e lavorativa costituendo quindi un fattore limitante. L’approccio al dolore cronico è sia farmacologico che riabilitativo, associato a programmi di  prevenzione e di elaborazione della componente soggettiva del dolore. Soltanto un team specializzato e interprofessionale di fisioterapisti, medici e psicologi  ti aiuteranno nella valutazione e nella diagnosi e soprattutto nel trattamento del dolore cronico.  Ti aspettiamo o aspettiamo la persona che tu conosci e alla quale consiglierai il nostro team!


  • -
peso

Sostituire la posizione seduta con qualche ora in piedi per dimagrire

Tags : 

Peso. Sostituire la posizione seduta con qualche ora in piedi per dimagrire

Peso. Stare in piedi non è mai stato così utile! Quanti di noi trascorrono la maggior parte della giornata seduti per lavoro o semplicemente per pigrizia? Siamo in molti, ma un recente studio può convincerci finalmente ad alzarci e cambiare le nostre abitudini quotidiane perché stare in piedi può farci dimagrire.

In una meta-analisi (http://journals.sagepub.com/doi/pdf/10.1177/2047487317752186) condotta da Lopez-Jimenez, direttore della cardiologia preventiva presso la Mayo Clinic di Rochester (USA), è emerso che trascorrere 6 ore in piedi anziché seduti può far perdere fino a 54Kcal in più al giorno poiché vengono bruciate in media 0,15Kcal/minuto. I risultati presi in esame sono quelli di 46 studi, su un totale di 1.184 partecipanti (età media 33 anni, 60% maschi, con indice di massa corporeo medio 24 e peso 65 Kg). Questo risultato porta alla conclusione che in un anno è possibile perdere sino a 2,5kg in più e in un piano quadriennale ciò porterebbe a un dimagrimento di addirittura 10kg. La quantità di peso perduta potrebbe addirittura essere maggiore in quanto lo studio è stato condotto facendo restare semplicemente in stazione eretta i partecipanti, mentre in una situazione reale la persona sposta il peso da un piede all’altro, si muove facendo brevi passeggiate per aprire la porta o un armadio ad esempio. peso

Stare in piedi potrebbe quindi rappresentare il primo step verso la reale attività fisica ed essere nel frattempo una buona abitudine da acquisire per perdere e controllare il peso.

In BrainCare con il programma BrainFood puoi tenere sotto controllo il tuo peso e perdere i kg di troppo attraverso la Palestra Nutrizionale (https://www.braincare.it/palestra-nutrizionale/) e conoscere il funzionamento del tuo organismo attraverso la Human Body Composition (https://www.braincare.it/metabolismo/ ) e l’Analisi del Genoma (https://www.braincare.it/analisi-genomica/) . Puoi richiederci una consulenza venendo a visitare il nostro centro.

Ti aspettiamo!


  • -
movimento arcaico

Il movimento arcaico e la psiche

Tags : 

Il movimento arcaico e la psiche

Movimento arcaico. Il movimento arcaico può essere considerato una perfetta integrazione tra la psiche, l’anima e il corpo. Infatti è una condizione durante la quale il sistema nervoso e gli altri organi sono in ottimo equilibrio tra loro, in un’integrazione psicofisica perfetta.

Ma più nella pratica che cos’è?. Il movimento arcaico non consiste nel mettere in atto esercizi strani o impossibili, quanto nel far riemergere abilità che sono sempre state presenti in te. Non devi quindi apprendere nuovi movimenti o routine, ma soltanto stimolare tuoi potenziali innati tramite la pratica di gesti archetipici. Tipo quali? Saltare, correre, arrampicarsi, lanciare…tutte azioni che mettevi in atto quando eri bambino e che sono tutt’ora presenti in te ( quando eri nelle ere storiche un antenato primate).movimento arcaico

In poche parole, quindi, il movimento arcaico fa in modo di eliminare tutti i condizionamenti che non ti permettono di riscoprire queste esperienze in modo del tutto naturale e genuino.

Questo tipo di movimento, dunque, riattiva energie nascoste e fa riscoprire le tue funzioni vitali e la tua corporeità.

Ma porta anche dei benefici a livello fisico ed emotivo? Assolutamente sì!

  • Favorisce una maggiore energia e vitalità
  • Aumenta la coordinazione
  • Porta maggior sicurezza in se stessi e nelle proprie capacità fisiche, mentali e relazionali
  • Favorisce un aumento della percezione delle proprie emozioni, sensazioni e bisogni
  • Porta a svolgere gli atti fisiologici, come mangiare e bere, in maniera più naturale
  • Migliora la respirazione
  • Induce ad accedere alla propria forza e al proprio istinto originario
  • Aumenta l’entusiasmo e il piacere
  • Aumenta l’energia sessuale e l’appagamento

In conclusione migliora la qualità di vita ad ogni età!

Nel corso di questa serata, infatti, l’obiettivo sarà quello di far conoscere più da vicino l’arte del movimento arcaico non solo in maniera teorica, ma anche tramite la pratica. Metti dunque un abbigliamento comodo, perché, faremo riemerge in te potenziali che credevi ormai di aver perso.

Se sei interessato iscriviti subito alla serata mandando una mail ad info@braincare.it o tramite il link Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-il-movimento-arcaico-e-la-psiche-45591108232

Ricorda che se sei stressato, ti senti poco energico o con qualche chilo di troppo non occorre iscriverti in palestra, ma soltanto fare un po’ di movimento arcaico!

Ti aspettiamo!


  • -
efficacia personale

Efficacia personale. I due atteggiamenti che condizionano la nostra vita

Tags : 

Efficacia personale. Da cosa dipende l’efficacia personale? Una delle principali distinzioni che si possono fare è quella riguardante il modo in cui ognuno di noi concepisce le abilità; secondo la docente di Psicologia di Stanford Univerity Carol Dweck, esisterebbero due tipi di mentalità a riguardo: la mentalità statica, in inglese fixed mindset, e quella dinamica, chiamata invece growth mindset.

Persone con mentalità statica sono fermamente convinte che abilità come intelligenza o creatività siano innate in ognuno di noi, e che pertanto non possano essere modificabili: secondo questi individui, “intelligenti si nasce”.

Persone con mentalità dinamica invece credono che solo una pratica costante possa far emergere il nostro vero potenziale. Il loro motto è quindi “intelligenti si diventa”.

Queste differenze hanno importanti implicazioni nel modo di considerare la propria efficacia, e in particolare nella modalità di affrontare i fallimenti: mentre infatti una fixed mindset vede la sconfitta come prova di uno scarso talento, una growth mindset utilizza invece il fallimento come sprone per intensificare gli sforzi e trovare nuove strade.efficacia personaleMa quali sono i fattori alla base di queste differenze? Sembra che un ruolo fondamentale sia svolto dai genitori: essi infatti, soprattutto nei primissimi anni di vita, influenzano in maniera determinante le nostre convinzioni.

Generalmente, ogni bambino che viene al mondo possiede un’innata predisposizione verso una growth mindset; a fare la differenza è la visione dei genitori: quelli con un’analoga mentalità incentivano tale predisposizione, cosa che invece non fanno genitori con una mentalità statica, che spesso giudicano i figli, dicendo loro ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

In sintesi, ciò che fa la differenza nel modo di concepire l’efficacia personale è il fatto di essere indirizzati a valorizzare il talento piuttosto che l’esercizio.

Tuttavia, la responsabilità non è tutta dei genitori: la Dweck infatti ha dimostrato che ognuno di noi è in grado di sviluppare una mentalità dinamica.

Ancora più interessante è il fatto che la nostra non è una mentalità totalmente statica o dinamica: essa è sempre il risultato di un mix tra le due componenti. Pertanto, anche la persona più “statica” possiede una piccola componente di dinamicità, e viceversa.

Questa diversa predisposizione permea molti aspetti della nostra vita, tra cui le relazioni d’amore: possedere una mentalità statica infatti correla positivamente con una visione dell’amore basata sulla ricerca dell’”anima gemella”; individui che appartengono a questa categoria concepiscono quindi la relazione come un rapporto che dev’essere perfetto e senza alcun intoppo durante il cammino.

Al contrario, la visione tipica di una mentalità dinamica è quella che accetta il fatto che relazioni senza ostacoli non esistono; anzi, esse acquisiscono valore proprio in funzione del tempo dedicato a lavorare sugli aspetti più deboli. Tutto può essere plasmato, basta possedere la giusta dose di determinazione e la voglia di migliorarsi giorno dopo giorno.

Se anche tu sei interessato a lavorare sui tuoi atteggiamenti o inclinazioni, presso BrainCare troverai quello che fa per te: un team di medici e psicologi ti accompagnerà infatti nella creazione di un percorso totalmente personalizzato, mirato a migliorare il tuo approccio nei confronti della vita lavorativa, familiare, e personale.

Ti aspettiamo!


  • -
psicosi

Psicosi. Analisi automatizzata del linguaggio per la diagnosi nei giovani

Tags : 

Psicosi. La psicosi è un disturbo psichiatrico che si manifesta nell’individuo con disturbi del pensiero come deliri e allucinazioni, assenza di insight e compromissione dell’esame di realtà.

Tra i cambiamenti del pensiero e della percezione si possono notare: false credenze religiose, sensazione che le cose intorno non siano più le stesse, accelerazione ed aumento del flusso del linguaggio, tale che gli altri hanno difficoltà ad interrompere il discorso, riduzione dell’eloquio, problemi di memoria, aumentata distraibilità, difficoltà a concentrarsi, pensare di avere poteri particolari, allucinazioni.

Una particolarità che è stata indagata da un gruppo di ricercatori guidati da Cheryl Corcoran, dell’Icahn School of Medicine di New York è la modificazione del linguaggio nella psicosi: è stato sviluppato un sistema di analisi automatizzata del linguaggio in cui vengono rilevate anomalie legate all’utilizzo dei pronomi personali e a livello semantico.

Lo studio (https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=58494) è stato effettuato su soggetti di età compresa tra i 17 e i 22 anni divisi in una prima coorte di età media 17 anni e una seconda coorte in cui l’età media era di 22 anni; è stata analizzata la differenza di linguaggio di un gruppo di adolescenti che aveva appena manifestato sintomi psicotici da chi, invece, non manifestava questo genere di disturbo.

Il sistema è stato in grado di evidenziare una diminuita coerenza semantica, una maggiore variabilità in questa coerenza e un ridotto utilizzo di pronomi possessivi nei soggetti psicotici.

Nella prima coorte il sistema era in grado di classificare la psicosi nell’83% dei casi mentre nella seconda coorte ha individuato i ragazzi a rischio il 79% delle volte.

Inoltre, con un’accuratezza del 72% il programma è stato capace di distinguere da soggetti sani ben 16 adolescenti con esordio psicotico.psicosi

Secondo quanto riportato da Mary Clarke, della School of Medicine and Medical Sciences dell’University College di Dublino, in Irlanda, poiché in psicologia e in psichiatria non esistono i corrispettivi degli esami di laboratorio o delle radiologie per fare diagnosi questo strumento potrebbe rivelarsi molto utile anche combinato con la neuro imaging.

In Brain Care puoi trovare figure altamente specializzate come neurologi e psicologi pronti a offrirti le loro competenze sia nella valutazione psicologica che nella riabilitazione psichiatrica.

Se desideri avere qualche informazione in più consulta i link http://www.braincare.it/psicologia-e-psicoterapia/http://www.braincare.it/neurologia-riabilitazione-neurologica/ e http://www.braincare.it/neuropsicologia-2/ .

Ti aspettiamo!


  • -

Svelato il ruolo degli amici per il proprio benessere futuro

Tags : 

Svelato il ruolo degli amici per il proprio benessere futuro

Amici. Gli amici sono quelle persone che occupano un posto speciale nel nostro cuore e che portano molta positività nelle nostre vite. Lo scrittore e musicista Andrea De Carlo dice “Nell’amico c’è qualcosa di noi, un nostro possibile modo di essere, il riflesso di una delle altre identità che potremmo assumere”. Con gli anni, infatti, impariamo quanto gli amici possano influire nel nostro percorso di crescita e quanto possano essere importanti per noi; ma ci siamo mai chiesti quanto possano esserlo per la nostra salute futura? Sani rapporti di amicizia costruiti nella prima fase della vita risultano essere fondamentali per l’integrazione sociale da adulti.

Read More


  • -
voce

Parole e voce: la tua arma segreta

Tags : 

Voce. Saper essere interessanti e generare fiducia e consenso in pochissimi minuti è fondamentale, chiunque tu abbia davanti a te e in tutti gli ambiti. La vera sfida sta nel catturare subito l’attenzione dell’altro e far sì che rimanga affascinato da noi.voce Ma quali ostacoli interni abbiamo alla comunicazione efficace? La nostra mente, le nostre paure, i nostri limiti.La relazione e l’uditorio, nonché l’ambiente sono invece ostacoli esterni alla comunicazione efficace. Le nostre abilità cognitive inoltre organizzano le nostre parole perché  diventino comunicazione ad alto impatto e quindi azione.Ma la comunicazione è anche l’arte di “raggiungere” gli altri con le parole e le emozioni da essa trasportate. La voce può essere definita il nostro strumento musicale naturale, che ognuno di noi possiede e che non sempre viene utilizza nella maniera adeguata. Questa infatti è uno strumento che permette prima di tutto di esprimere noi stessi, ma anche di veicolare pensieri ed emozioni. È come il nostro bigliettino da visita, in quanto ci identifica e rivela un po’ di quello che siamo. Prova ad immaginare una voce soave e bassa a che tipo di personalità l’assoceresti? Sicuramente ad una persona tranquilla ed equilibrata. Oltre che essere identificativa si interpone sempre nella relazione tra noi e gli altri. Una leggera modulazione del tono utilizzato, potrebbe far si che uno stesso concetto veicoli significati diversi. Infatti non sempre utilizzi lo stesso colore di voce quando parli! Se vuoi mostrare solarità userai un volume medio-alto e un sorriso costante e sincero. E se vuoi esprimere fiduciosa autorevolezza? Dovrai essere efficace e convincente, ma anche comprensivo e disponibile  nei confronti dell’altra persona. Questa è la voce della relazione “di cura”.Quando invece senti di voler entusiasmare e coinvolgere l’altro, usa quella attivante, che esprime tutta la passione per quello che stai dicendo e che sprona all’azione.

Essa quindi rappresenta una vera e propria arma segreta: la possiedi da sempre, ma forse non la conosci fino in fondo!

Per questo motivo nel corso della serata si parlerà di come poter utilizzare mente, emozioni e voce nella maniera più adeguata in modo da poter sfruttare a pieno tutte le tue potenzialità. Potrai scoprire come rendere più efficace la tua comunicazione, dando la giusta enfasi ed emozione a quello che si sta trasmettendo.

Non perdere tempo ed iscriviti subito alla serata, mandando una mail ad info@braincare.it o tramite il link di Eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-parole-e-voce-la-tua-arma-segreta-44444168705

Ti aspettiamo!