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sport di resistenza

Sport di resistenza. Gli sport di resistenza sono “ansiolitici”

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Sport di resistenza. Gli sport di resistenza sono “ansiolitici”

Sport di resistenza.  Lo sport di resistenza rientra nell’ambito di tutti quegli esercizi di potenza, come ad esempio il sollevamento dei pesi. Si potrebbe pensare che discipline del genere non portino particolari benefici, se non quelli legati ad una migliore forma fisica; tuttavia, un recente studio pubblicato da Sports Medicine e condotto dal ricercatore Brett Gordon, ha riscontrato che questi esercizi sarebbero in grado di ridurre gli stati d’ansia di chi li mette in pratica.

Lo studio (https://www.medscape.com/viewarticle/886093), messo a punto da alcuni ricercatori irlandesi, consiste in un’analisi di 16 precedenti studi, e ha coinvolto ben 922 partecipanti; questi ultimi sono stati suddivisi in due gruppi: mentre un gruppo aveva il compito di svolgere esercizi di forza, il secondo non praticava alcuna attività. Quello che è emerso è che allenamenti che prevedono esercizi di forza sono associati ad una riduzione dei sintomi ansiogeni.sport di resistenza

Tuttavia, poiché sono stati presi in considerazione soltanto sport di resistenza, non è possibile stabilire se gli effetti positivi derivanti possano portare o meno benefici rispetto ad altre tipologie di esercizi.

Quel che è certo è che il cosiddetto “resistance exercise training”, abbreviato con la sigla RET, porta a significative riduzioni d’ansia sia in soggetti sani che in quelli affetti da patologie fisiche o mentali. L’effetto benefico di questi sport di resistenza è tale da essere paragonato a quello derivato dai trattamenti di prima linea, ovvero quelli farmacologici o psicoterapici.

Il vantaggio del RET risiede nel fatto che richiede un basso costo ad un rischio minimo: per tale motivo, si rileva uno strumento ideale per ridurre l’ansia sia in soggetti malati che sani.

Gli effetti positivi dell’esercizio fisico sulla salute mentale sono ben consolidati; pertanto, se sei interessato a potenziare il tuo benessere, un team di fisioterapisti e psicologi è la soluzione ideale: essi ti accompagneranno per tutto il percorso, indicandoti le tecniche di rilassamento adatte a controllare il tuo livello di attivazione degli stati ansiogeni e della tensione psicofisica. Puoi trovare maggiori informazioni sul nostro sito, al link https://www.braincare.it/neuroscienze-e-sport/.

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linguaggio

Linguaggio. Come l’afasia anomica influenza la produzione narrativa

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Linguaggio. Come l’afasia anomica influenza la produzione narrativa

Linguaggio.  La capacità di comunicare e quindi di verbalizzare i sentimenti, i gesti, i pensieri è un’abilità prettamente umana, che è racchiusa nella sfera del linguaggio. In particolare fin dagli inizi dell’Ottocento questa abilità è stata molto studiata e all’inizio le aree cerebrali adibite al linguaggio sono state principalmente due: l’area di Broca e l’area di Wernicke.linguaggio  La prima localizzata nella terza circonlocuzione del lobo frontale dell’emisfero sinistro, deputata alla produzione, mentre la seconda situata nel lobo temporale superiore sinistro, implicata nella comprensione. Ad oggi, invece, molte ricerche hanno dimostrato che  sono coinvolte anche altre aree corticali e subcorticali, che fanno presupporre un’abilità distribuita su un’ampia rete cerebrale. Per questo motivo metodi riabilitativi tradizionali basati sull’ elettrostimolazione elettrica non sono sempre efficaci a causa della difficoltà nell’individuare le aree danneggiate. Inoltre a seconda dell’area colpita sono diversi gli esiti del danno e quindi di conseguenza il tipo di riabilitazione da mettere in atto. Ad esempio Anna Cantagallo ed altri collaboratori              (https://s3.amazonaws.com/academia.edu.documents/46922408/Narrative_discourse_in_anomic_aphasia20160630-6449-1iw9u3m.pdf?AWSAccessKeyId=AKIAIWOWYYGZ2Y53UL3A&Expires=1517333277&Signature=WsShivd5uBorymlnf%2BvhcPNLy78%3D&response-content-disposition=inline%3B%20filename%3DNarrative_discourse_in_anomic_aphasia.pdf) hanno approfondito la capacità narrativa in soggetti colpiti da afasia anomica. Quest’ultima consiste nella difficoltà di recupero del lessico e quindi di conseguenza a costruire una narrazione coerente. In particolare,  in questo studio sono state messe a confronto le abilità narrative di soggetti con afasia anomica cronica e quelle di persone sane. Quello che è emerso è che i partecipanti afasici producono lentamente, con una lunghezza ridotta dei periodi, usando molte perifrasi e con diversi errori grammaticali. Inoltre è stata vista una forte correlazione tra gli errori commessi per la costruzione di frasi complete e quelli commessi per creare coesione nella produzione, e tra i quest’ultimi e il lessico. Ciò dimostra che aspetti legati al recupero lessicale probabilmente inficiano il processo di produzione narrativa. Quindi in conclusione pazienti affetti da questo tipo di afasia interrompono frequentemente la loro produzione, utilizzando frasi molto semplici con frequenti ripetizioni ed errori lessicali. Questo rappresenta uno dei tanti esiti derivanti da una lesione cerebrale ad una specifica area del linguaggio e quindi conoscere quest’ambito in maniera approfondita è fondamentale. Se dunque sei interessato a saperne di più riguardo alla valutazione e riabilitazione dei disturbi del linguaggio e della comunicazione iscriviti al nostro corso compilando la scheda di iscrizione che trovi al link: BROCHURE CORSI 2018 e inviala assieme alla ricevuta di pagamento segreteria@braincare.it.

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memoria dei muscoli

Memoria dei muscoli. Come l’esercizio fisico è memorizzato dal DNA

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Memoria dei muscoli. Come l’esercizio fisico è memorizzato dal DNA

Memoria dei muscoli. Abbiamo una buona notizia per gli appassionati della pratica sportiva ma non sempre pronti a passare all’azione!. In un recente studio è stata scoperta una particolare caratteristica dei muscoli derivante da una proprietà del DNA: quest’ultimo, infatti, funziona come da memoria per l’attività sportiva svolta dalla muscolatura e ne favorisce un maggiore sviluppo nel momento in cui l’attività fisica viene nuovamente praticata, anche dopo un periodo di non attività fisica. Lo studio britannico pubblicato sulla rivista Scientific Reports dall’Università di Keele in collaborazione con quelle di Liverpool John Moores, Northumbria e Manchester Metropolitan (http://www.dottnet.it/articolo/23407/il-dna-memorizza-gli-allenamenti-sportivi-utile-per-il-doping/?tkg=1) ha preso in esame 850.000 siti del DNA umano attraverso nuove tecniche di analisi del genoma giungendo alla conclusione che l’attività fisica interviene attivamente disattivando gli interruttori molecolari che tengono spenti molti geni.Esiste quindi una memoria dei muscoli poiché nella successiva sessione sportiva i geni si attivano più facilmente perciò la crescita muscolare avviene più rapidamente e in maniera più elevata.Ciò significa che per gli sportivi della domenica c’è speranza e per gli atleti professionisti esiste la possibilità di programmare degli allenamenti personalizzati in quanto non tutti hanno la medesima modalità e quantità di attivazione molecolare.

memoria dei muscoli

Questa scoperta ha delle ripercussioni anche per quanto almeno 3 aspetti.

  1. Gli integratori: le sostanze esogene assunte dagli atleti per aumentare le performance sportive potrebbero proprio a causa della memoria dei muscoli procurare degli effetti a più lungo termine del previsto. Se desideri avere maggiori informazioni puoi visitare il nostro sito al seguente link: https://www.braincare.it/palestra-nutrizionale/.
  2. L’Elettromiostimolazione Viene praticata attraverso un’apparecchiatura provvista di elettrodi che stimolano i principali distretti muscolari e se effettuata mentre vengono eseguiti i movimenti specifici di uno sport risulta essere il 40% più efficace dell’allenamento senza stimolazione. Anch’essa attiva la memoria muscolare, dei programmi motori effettuati sotto stimolazione elettrica. Se desideri avere maggiori informazioni puoi visitare il nostro sito al seguente link: https://www.braincare.it/elettromiostimolazione/.
  3. Valutazione del genoma: attraverso l’esame del DNA puoi scoprire se sei portato maggiormente verso sport di resistenza o di velocità, e se sei predisposto ad una maggiore incidenza di traumi sportivi, oltre che scoprire quale integrazione alimentare può aiutarti a prevenire l’ossidazione del corpo in allenamento fisico intenso. Se desideri avere maggiori informazioni puoi visitare il nostro sito al seguente link:https://www.braincare.it/analisi-genomica/

Inoltre se sei interessato a scoprire di più riguardo ai benefici che lo sport può portare alla mente e al corpo, iscriviti alla serata Cibo per la Mente. Per saperne di più, clicca qui.

 


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afasia

Afasia. Valutazione e riabilitazione dei disturbi del linguaggio e della comunicazione

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Afasia. Valutazione e riabilitazione dei disturbi del linguaggio e della comunicazione

Afasia.La comunicazione è un aspetto essenziale della vita umana, è ciò che più ci caratterizza in quanto specie e rappresenta una base imprescindibile nello sviluppo delle capacità di interazione verso una sempre maggiore autonomia. Tuttavia, a seguito di un ictus o lesione cerebrale possono presentarsi dei disturbi del linguaggio. Occorre distinguere tipologie di disturbi differenti: le afasie dovute alla perdita parziale o completa della capacità di esprimersi o di comprendere parole scritte o dette a voce, la cui lesione interessa il centro del linguaggio nel cervello; i disturbi di articolazione del linguaggio (disartria) dovuti ad un’alterata funzione dei muscoli coinvolti nell’articolazione; disturbi di fonazione (disfonia) dovuti ad un’alterata funzione dei muscoli coinvolti nella fonazione; disturbi della comunicazione verbale dovuti ad alcune malattie mentale o a demenza. Concentrandoci sugli afasici possiamo riscontrare dei disturbi dell’espressione orale, della comprensione, della scrittura e della lettura. Per cui è possibile identificare delle tipologie anche in base alla sede della lesione: afasia globale, associata a grave difetto di comprensione, scrittura, lettura ed espressione orale non fluente; afasia di Broca, in cui la scrittura e la lettura sono generalmente alterate e l’espressione orale non è fluente; afasia di Wernicke, fluente ed associata a un grave difetto di comprensione, scrittura e lettura; afasia amnestica e di conduzione.

afasia

La valutazione del linguaggio, orientata all’individuazione di un’afasia, prevede l’utilizzo di vari test, tra cui: il Test di costruzione frasi, Test di Fluenza Verbale Fonemica, Esame Neuropsicologico per l’Afasia (ENPA), Batteria sul Linguaggio dell’emisfero Destro (BLED), Batteria per l’Analisi dei Deficit Afasici (BADA) e molti altri. Per la valutazione delle prestazioni dell’individuo in diverse prove di produzione e di comprensione è bene eseguire diverse prove che possano indirizzarci circa la natura del problema.

Sulla base delle informazioni ottenute dalle valutazioni precedenti vengono, quindi, stabilite priorità logiche e cronologiche del trattamento; si procede all’individuazione dell’approccio ritenuto più appropriato in base alle caratteristiche del paziente. La letteratura mostra come nelle afasie fluenti la consapevolezza da parte del paziente dei propri deficit rappresenta un primo step affinchè possa realizzarsi una modifica dei comportamenti tali da indurre il paziente all’uso di una comunicazione intenzionale più efficace. Invece, nei soggetti con afasia non fluente è prioritaria una stimolazione linguistico-verbale attraverso l’apprendimento di strategie utili all’evocazione lessicale e al ripristino della programmazione motorio-articolatoria.

Obiettivi

  • Fornire nozioni sul funzionamento del linguaggio e della comunicazione
  • Imparare a riconoscere i disturbi del linguaggio
  • Conoscere le modalità di riabilitazione
  • Conoscere nuove metodiche di valutazione e riabilitazione

Programma del corso:

8.30-09.00: Registrazione dei partecipanti
9.00-10.00: Linguaggio e comunicazione: modelli teorici
10.00-11.00: Afasie e loro classificazione
11.00-11.30: Pausa caffè
11.30-13.30: Valutazione dei disturbi del linguaggio: test neuropsicologici
13.30-15.00: Pausa Pranzo
15.00-17.00: Riabilitare la comunicazione: terapie logopediche, neuromotorie e tecnologie
17.00-18.00: Presentazione e discussione di casi clinici

Docente:
Dott.ssa Anna Cantagallo:
Medico neurologa e fisiatra, referee in neuroscienze. Direzione scientifica BrainCare.

Quota di partecipazione:
122 €

Sede:
BrainCare Direzione Generale – Via Fornace Morandi 24, Padova

Modalità di iscrizione:

Per iscriverti ai corsi 2018 è sufficiente compilare la scheda di iscrizione che trovi nella BROCHURE CORSI 2018 inviarla assieme alla ricevuta di pagamento a segreteria@braincare.it

Per effettuare il bonifico di iscrizione ai corsi seguire le seguenti coordinate bancarie:
IBAN: IT 70 Q 03268 12100 052832701030
Intestato a BrainCare srl
Banca Sella s.p.a., via S. Marco, 11/C – 35129 – Padova

Per completare l’iscrizione è sufficiente inviare la ricevuta del pagamento e il modulo di iscrizione adeguatamente compilato, al seguente indirizzo: segreteria@braincare.it.

Il corso fa parte del programma formativo del 2018 in tema di neuropsicologia. Scopri qui tutti i corsi in programma.

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Autoipnosi. Una tecnica di rilassamento per imparare a gestire lo stress

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Autoipnosi.  Cos’è davvero lo stress e come i suoi effetti si manifestano a livello psicofisico? Come possiamo riconoscerne i sintomi e prevenirne le cause? Diverse sono le tecniche di rilassamento ed una di queste è l’autoipnosi. Essa consiste in un’ipnosi auto-indotta, quindi letteralmente in uno stato ipnotico applicato su stessi.

In ambito terapeutico l’ipnotista conduce la persona ad entrare autonomamente nello stato ipnotico attraverso delle precise indicazioni. Infatti il raggiungimento di  uno stato di profondo rilassamento avviene tramite la concentrazione su una precisa immagine o idea.

autoipnosiOvviamente non basta chiudere gli occhi e pensare a qualcosa di bello per poter raggiungere l’autoipnosi, ma bisogna seguire delle specifiche fasi. Innanzitutto è necessario trovare una posizione adeguata, che predisponga la persona a rilassarsi. Normalmente quella ideale è distesa, ma non è obbligatoria, anche perché dipende molto dalla persona e da quanta confidenza ha con questa pratica.

In una seconda fase è necessario iniziare a rilassarsi, concentrandosi principalmente sul proprio respiro e predisponendo il corpo a quello che avverrà successivamente.

Una volta completata la prima fase, si può procedere a quella successiva di autoipnosi, in cui la persona attraverso la visualizzazione di specifiche immagini o situazioni è in grado di entrare in uno stato di profondo rilassamento.Questa fase non deve essere necessariamente di lunga durata, ma ciò che è importante è che la persona si abbandoni completamente a questo stato di benessere.

I motivi che spingono la persona ad avvicinarsi all’autoipnosi possono essere imparare a rilassarsi, ridurre il dolore, aumentare/ridurre la temperatura corporea, raggiungere un obiettivo lavorativo/sportivo e molti altri; ciò che è importante capire è che molte volte ciò che “funziona” in modo autonomo non è sempre utile, e per questo bisogna imparare a sfruttarne i principi per orientare l’energia psicofisica in direzione di un migliore benessere.

Nel corso di questo incontro verrà quindi affrontata la capacità della nostra mente di visualizzare, di creare immagini nuove e di percepire i cambiamenti corporei e fisiologi, che se utilizzati in maniera costruttiva, possono produrre reali modificazioni alle reazioni che le persone hanno di fronte agli eventi della vita.

Quindi se sei interessato ad imparare a riconoscere lo stress, al funzionamento della mente/corpo e agli elementi base per l’autoipnosi, iscriviti subito alla serata!

ISCRIVITI GRATUITAMENTE QUI

Info: info@braincare.it


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23 Settembre 2017

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