Danno psichico e danno biologico: la neuropsicologia in ambito forense

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Danno psichico e danno biologico: la neuropsicologia in ambito forense

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Danno. Freud definiva traumi “gli eventi in grado di provocare un’eccitazione psichica tale da superare la capacità del soggetto di sostenerla o elaborarla”. Questa ovviamente è una definizione prettamente psicanalitica che associa all’evento traumatico stati di d’ansia, paura e angoscia. Se si lega invece ad un concetto di tipo forense il danno biologico, include tutto ciò che riguarda l’essere umano ovvero la sfera relazionale, la vita affettiva, la funzionalità cognitiva e la personalità.

Se si pensa poi al danno biologico in maniera più ampia si deve considerare il danno psichico, che a sua volta è collegato a quello morale ed esistenziale. Quali sono le differenze?.

Il danno psichico si differenzia da quello fisico perché non è qualcosa di esteriormente tangibile, in quanto coinvolge la psiche e porta il soggetto ad una riduzione evidente e durevole delle sue attività di vita quotidiana. Quindi nello specifico la persona manifesta un’alterazione dell’integrità psichica, con una riduzione di alcune funzioni mentali primarie, l’affettività, i meccanismi difensivi, le pulsioni e il tono dell’umore.

Il danno morale, invece, talvolta viene confuso con quello psichico, ma esso non rappresenta una vera e propria psicopatologia, ma soltanto una sensazione di dolore e di tristezza che interferisce sull’equilibrio interno ed esterno della persona, ma non danneggia il funzionamento di vita quotidiana.

Infine il danno esistenziale si manifesta come un cambiamento a livello della personalità e del modo di vivere della persona, modificandone lo stile e la qualità di vita.

Se sei interessato a saperne di più di questo argomento, la Dott.ssa Anna Cantagallo durante il corso di formazione parlerà della valutazione del danno biologico e psichico in ambito medico-legale, includendo anche il metodo di stesura di una relazione peritale e gli aspetti deontologici ad essa legati.


About Author

Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini. La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno. Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili. E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli. E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN). Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR). Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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