Efficacia personale. I due atteggiamenti che condizionano la nostra vita

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Efficacia personale. I due atteggiamenti che condizionano la nostra vita

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Efficacia personale. Da cosa dipende l’efficacia personale? Una delle principali distinzioni che si possono fare è quella riguardante il modo in cui ognuno di noi concepisce le abilità; secondo la docente di Psicologia di Stanford Univerity Carol Dweck, esisterebbero due tipi di mentalità a riguardo: la mentalità statica, in inglese fixed mindset, e quella dinamica, chiamata invece growth mindset.

Persone con mentalità statica sono fermamente convinte che abilità come intelligenza o creatività siano innate in ognuno di noi, e che pertanto non possano essere modificabili: secondo questi individui, “intelligenti si nasce”.

Persone con mentalità dinamica invece credono che solo una pratica costante possa far emergere il nostro vero potenziale. Il loro motto è quindi “intelligenti si diventa”.

Queste differenze hanno importanti implicazioni nel modo di considerare la propria efficacia, e in particolare nella modalità di affrontare i fallimenti: mentre infatti una fixed mindset vede la sconfitta come prova di uno scarso talento, una growth mindset utilizza invece il fallimento come sprone per intensificare gli sforzi e trovare nuove strade.efficacia personaleMa quali sono i fattori alla base di queste differenze? Sembra che un ruolo fondamentale sia svolto dai genitori: essi infatti, soprattutto nei primissimi anni di vita, influenzano in maniera determinante le nostre convinzioni.

Generalmente, ogni bambino che viene al mondo possiede un’innata predisposizione verso una growth mindset; a fare la differenza è la visione dei genitori: quelli con un’analoga mentalità incentivano tale predisposizione, cosa che invece non fanno genitori con una mentalità statica, che spesso giudicano i figli, dicendo loro ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

In sintesi, ciò che fa la differenza nel modo di concepire l’efficacia personale è il fatto di essere indirizzati a valorizzare il talento piuttosto che l’esercizio.

Tuttavia, la responsabilità non è tutta dei genitori: la Dweck infatti ha dimostrato che ognuno di noi è in grado di sviluppare una mentalità dinamica.

Ancora più interessante è il fatto che la nostra non è una mentalità totalmente statica o dinamica: essa è sempre il risultato di un mix tra le due componenti. Pertanto, anche la persona più “statica” possiede una piccola componente di dinamicità, e viceversa.

Questa diversa predisposizione permea molti aspetti della nostra vita, tra cui le relazioni d’amore: possedere una mentalità statica infatti correla positivamente con una visione dell’amore basata sulla ricerca dell’”anima gemella”; individui che appartengono a questa categoria concepiscono quindi la relazione come un rapporto che dev’essere perfetto e senza alcun intoppo durante il cammino.

Al contrario, la visione tipica di una mentalità dinamica è quella che accetta il fatto che relazioni senza ostacoli non esistono; anzi, esse acquisiscono valore proprio in funzione del tempo dedicato a lavorare sugli aspetti più deboli. Tutto può essere plasmato, basta possedere la giusta dose di determinazione e la voglia di migliorarsi giorno dopo giorno.

Se anche tu sei interessato a lavorare sui tuoi atteggiamenti o inclinazioni, presso BrainCare troverai quello che fa per te: un team di medici e psicologi ti accompagnerà infatti nella creazione di un percorso totalmente personalizzato, mirato a migliorare il tuo approccio nei confronti della vita lavorativa, familiare, e personale.

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About Author

Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini. La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno. Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili. E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli. E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN). Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR). Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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