Esplosività. In che modo gli atleti possono performare in maniera esplosiva

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Esplosività. In che modo gli atleti possono performare in maniera esplosiva

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Esplosività. In che modo i grandi atleti riescono a mostrare una grande esplosività quando stanno gareggiando? Sicuramente il fatto che Usain Bolt sia diventato l’uomo più veloce del mondo dipende sia da una sua predisposizione naturale, che dal suo sistema neuromuscolare.

Infatti sia negli uomini che negli animali esistono due tipi di fibre, le une adibite alle contrazioni rapide e le altre a quelle lente. Le prime vengono reclutate nel corso dei movimenti rapidi ed esplosivi, mentre le seconde vengono utilizzate nei movimenti che hanno bisogno di resistenza.Per averne un’idea più chiara basta pensare alla carne scura e bianca del pollo: la prima è concentrata sulle gambe e cosce e quindi permette all’animale di mettere in atto movimenti più lenti come il camminare, la seconda invece è sul petto e le ali e quindi consente azioni di vera esplosività. E nell’uomo come funziona questa distinzione? La persona media possiede nella parte inferiore del corpo una maggiore concentrazione di fibre scure, mentre un vero campione ha una quantità elevata di fibre bianche. Questo viene confermato anche da alcuni studi: l’atleta ha una percentuale più alta di fibre a contrazione rapida che gli permette di correre più velocemente durante uno sprint di 40 secondi.Campioni come Bolt quindi funzionano come dei ghepardi in grado di mettere in atto una contrazione rapida estrema.

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Non tutti però sono come il campione giamaicano, quindi un modo per poter raggiungere l’esplosività nella fase iniziale della contrazione è quello di aumentare lo sviluppo della forza in modo rapido (RFD Rate of Force Development).

In poche parole non potendo raggiungere questa forza estrema nella fase di movimento rapido devono concentrare tutta l’energia nella fase precedente.

I movimenti rapidi richiedono contrazioni che avvengono sulla scala cronologica di 50-200 ms, ma in genere occorrono 300-500 ms per sviluppare la forza massima. L’esplosività non viene raggiunta fino a 500ms, quindi i movimenti rapidi (50-200ms) sono migliorati tramite RFD.E nella pratica che cosa dovrebbero fare gli atleti, che non hanno la fortuna di essere nati come Bolt, per poter aumentare la contrazione rapida e la RFD?La tecnica più efficace è quella di mettere in atto ripetizioni rapide ad alta velocità, che permettono di aumentare la velocità di trasferimento del segnale dal cervello ai muscoli. Questo aspetto poi è stato confermato da uno studio danese del Journal of Applied Physiology (https://www.physiology.org/doi/pdf/10.1152/japplphysiol.00283.2002) che ha registrato un  correlazione tra l’aumento dell’attività cerebrale e la RFD, che si esplica con una maggiore attivazione della fibra neuromuscolare. Qui in BrainCare offriamo la possibilità di aumentare l’esplosività durante l’allenamento muscolare a contrazione rapida, attraverso l’utilizzo della tDCS. Quest’ultima infatti permette di rendere i segnali neurali più efficienti, in modo da poterli convogliare su capacità motorie di potenza al picco.Quindi se stai aspirando a raggiungere l’esplosività di un ghepardo non esitare a contattarci!


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Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini.La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno.Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili.E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli.E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN).Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR).Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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