Massimiliano Sechi. Il team BrainCare intervista Massimiliano Sechi

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Massimiliano Sechi

Massimiliano Sechi. Il team BrainCare intervista Massimiliano Sechi

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Massimiliano Sechi. Il team BrainCare intervista Massimiliano Sechi

Massimiliano Sechi. Giulia: “Hai raggiunto risultati straordinari in diversi videogiochi…sei stato campione del mondo ed hai battuto molti record…ma quale è stato il ruolo di queste conquiste nel tuo potenziamento personale?”

-Massimiliano Sechi: ”Il loro ruolo è stato quello di spingermi a mettermi in gioco ed entrare in un mondo diverso che è quello del coaching: tutto è iniziato dalla passione per i videogiochi, ma l’ho fatto anche per far capire alle persone come nonostante la disabilità si possano raggiungere comunque dei grandi risultati. Io giocavo con persone che non avevano una disabilità: loro avevano dieci  dita e io due gomiti. Questo mi ha aiutato a capire quanto avrei potuto fare per le altre persone: mostrando che, indipendentemente dal tuo punto di partenza, se hai un obiettivo chiaro la determinazione, l’impegno e la costanza ti possono far raggiungere grandi risultati.”

Massimiliano Sechi

-Giulia: ”Online: sia sui videogiochi che sui social sono sempre più diffuse violenze e minacce…qual è il tuo rapporto con i social media e come gestisci questa negatività?”

-Massimiliano Sechi: ”Quando ero campione di videogiochi sono stato vittima di cyberbullismo e all’inizio ho nascosto la mia identità cambiando nickname, poi ho capito che queste violenze avrebbero continuato ad avere un effetto su di me fino a farmi credere che quello che dicevano era vero! Nel momento in cui tu metti gratitudine e accettazione nella tua vita capisci che quello che ti fa male è utile per insegnarti qualcosa: grazie agli insulti che ho ricevuto ho imparato a comprendermi meglio ed ho superato delle convinzioni che avevo inconsciamente.”

-Giulia: “Quindi adesso hai un buon rapporto coi social?

-Massimiliano Sechi: “Certo!”

-Giulia: ”Cosa  ti ha spinto a rivolgerti a BrainCare e come ti sei trovato col nostro team?”

-Massimiliano Sechi:  “Mi ha spinto una chiacchierata con la dottoressa Anna. Volevo capire come utilizzare le vostre competenze, esperienze e visioni per aiutare gli altri. Non mi aspettavo di fare tutti questi test, ma è stato bellissimo anche perché sono molto curioso. E’ una bella realtà dove storie diverse si uniscono per dare la possibilità ad altre persone di comprendersi e lavorare per il proprio potenziamento.”

-Giulia: ”Pensi che ti sarà utile quello che hai fatto qui per il tuo lavoro?”

-Massimiliano Sechi: ”Sì, ne parlavo anche prima con la dottoressa Cantagallo: sia la cura dell’alimentazione che dell’aspetto mentale, in particolare essere consapevole di come funziona il mio cervello durante diverse attività che faccio quotidianamente, è importante. Infatti le azioni che ripeti nella quotidianità diventano abitudini che cambiano il tuo comportamento e il tuo carattere.”

-Giulia: ”Sì poi come abbiamo visto insieme c’è un collegamento mente-corpo, me lo hai mostrato anche tu con la meditazione. Che cosa ti ha portato a praticarla?”

-Massimiliano Sechi: ”La curiosità, il mio intuito e la voglia di essere connesso con il mio inconscio, ovvero “la banca dati universale”, perché in qualche modo siamo tutti connessi col nostro inconscio, ma con la meditazione possiamo dargli più spazio e accedere a informazioni a cui razionalmente non arriveremmo. Questo mi ha spinto a volermi conoscere ancora di più e proseguire nello sviluppo di un potenziale che molti definiscono “paranormale”, anche se in realtà credo lo chiamino così semplicemente perché non è molto conosciuto.”

-Giulia: ”E credi di esserti spinto fino a questo punto per la tua disabilità o ci saresti arrivato comunque?”

-Massimiliano Sechi:  ”Credo che questa dovesse essere la mia vita, credo tutto accada per un motivo e tutto abbia una sua logica. Io ho scelto questo corpo nel momento in cui sono nato e di conseguenza non poteva essere diverso tutto il resto.”

-Giulia: ”Perché hai deciso di intraprendere la carriera di motivatore? In che cosa consiste?”

-Massimiliano Sechi:  ”Ho deciso di intraprendere la carriera di coach dopo che avendo superato grandi difficoltà nella mia vita ho pensato “se ci sono riuscito io, possono riuscirci tutti”, è stata la consapevolezza di aver toccato il fondo e credere di non potermi rialzare seguita invece da un graduale potenziamento  a far scattare tutto. Dopo che è successo su di te, portare la tua esperienza nella vita delle altre persone è un’emozione: quando guardi i loro occhi e vedi i tuoi occhi di tanti anni fa senza speranza e senza fiducia e poi riesci ad aiutarle e a trasformare la loro vita, capisci perché ha senso che una persona soffra tanto se poi ne può aiutare centinaia o migliaia. Dobbiamo mettere da parte l’egoismo e capire che siamo qui per evolvere e per essere felici, e per esserlo dobbiamo rendere felici le persone che abbiamo intorno.”

-Giulia: ”Per quanto riguarda il tuo progetto “No excuses” di cosa si tratta e come è nato?

-Massimiliano Sechi:  “No excuses” non è un semplice motto, ma uno stile di vita. Qualsiasi sia la tua situazione nonostante i problemi e i momenti di sconforto che hai e avrai, sapere che sei qui per conoscerti e migliorare e che la sofferenza può essere un mezzo per questo, non ti permette di avere scuse. Non hai scuse per non trovare un motivo per essere felice e grato.”

-Giulia: ” …E sei arrivato a pensare questo concetto nel momento esatto in cui avevi capito di non aver superato completamente la tua disabilità?”

-Massimiliano Sechi:  ”Esatto.”

-Giulia: ”Quali sono i tuoi progetti futuri? Visto che sei super impegnato?”

-Massimiliano Sechi:  ”Di progetti futuri ce ne sono tanti a cominciare dalla scuola di coaching che sta partendo, alla Onlus che ha lo scopo di aiutare e supportare chi vive la disabilità come i ragazzi  e i genitori. Nella onlus ci sono supporti sia di coaching che di psicoterapia, ma indipendentemente dal tipo di ruolo le persone che ne fanno parte hanno voglia di dare, metterci il loro cuore e sono lì per riconoscere il potenziale negli altri. In realtà quando ti metti al servizio degli altri, quello che si arricchisce di più sei tu perché le esperienze diverse degli altri entrano in risonanza con quello che ti serve per evolvere. Avere la voglia di dare senza per forza ricevere qualcosa in cambio ti fa vedere il mondo da una prospettiva totalmente nuova.

-Giulia: ”Nella scuola di coaching che figure professionali ci sono?”

-Massimiliano Sechi:  ”Ci saranno coach, ma anche psicologi e psicoterapeuti, medici. Io parto dal presupposto che non è mai la certificazione che hai a definirti come professionista, ma il tuo obiettivo, quello che vuoi rappresentare per le persone che hai davanti. In questo BrainCare ci può fornire competenze e passioni. Per me essere coach, essere medico, psicologo oppure un religioso che passa attraverso la fede, sono mezzi e per me non è il mezzo che utilizzi a fare la differenza, ma il risultato che ottieni e il tuo scopo.

-Giulia: ”L’importante è che tutti lavorino per un obiettivo comune.”

-Massimiliano Sechi:  ”Certo! L’obiettivo ovviamente è il benessere della persona. Un altro mio progetto è quello di viaggiare il mondo per crescere. Viaggiare ti apre la mente, ti  insegna culture diverse ti insegna a rapportarti in maniera diversa, ti fa apprezzare quello che hai e ti fa capire come sei arrivato ad essere quello che sei adesso e quindi è fondamentale farlo secondo me.”

http://massimilianosechi.com/

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About Author

Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini.La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno.Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili.E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli.E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN).Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR).Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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