Medicina potenziativa: non si cura il malato, si potenzia la persona sana

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Medicina potenziativa: non si cura il malato, si potenzia la persona sana

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Medicina potenziativa: non si cura il malato, si potenzia la persona sana

Medicina potenziativa. È quella parte di medicina che si dedica all’intenzionale modifica e al potenziamento del naturale funzionamento psicofisico dell’uomo.

È il frutto di un cambiamento di paradigma, per il quale le tecniche che vengono impiegate nell’individuo malato o deficitario per riportarlo ad un stato di funzionamento considerato normale, sono utilizzate nel soggetto sano, concentrandosi sulla possibilità di affinare il valore della performance umana in ogni ambito, anche l’apparenza:

si passa, quindi, dalla restitutio ad integrum della terapia alla transformatio ad integrum della medicina potenziativa.

Inoltre, a differenza della cura, che termina quando il paziente è guarito, il potenziamento è potenzialmente sempre attuabile, ad ogni età: è limitato solo dal progresso tecnologico e dalle conoscenze.

Medicina potenziativa: non si cura il malato, si potenzia la persona sana

Questo processo di cambio di paradigma è stato accelerato dalla rivoluzione del rapporto medico-paziente a causa della diffusione universale delle informazioni resa possibile da Internet e con essa, è cambiato anche il concetto di salute, ora molto più affine a quello di benessere, che contiene una componente soggettiva.

L’accezione comune del termine “medicina”, però, può allontanare dal reale significato di medicina potenziativa, infatti non vengono adoperati esclusivamente farmaci, anzi spesso sono esercizi, i quali vanno a potenziare abilità che hanno un effetto a livello della quotidianità.

È possibile, ad esempio, perfezionare la propria capacità di multitasking tramite una serie di training per migliorare la propria performance sia in ambito professionale che nella vita quotidiana.

Inoltre non si tratta di una “invenzione” futuristica come l’immaginario comune pensa, infatti vi sono diverse forme di potenziamento tradizionale che vengono praticate da secoli, tra cui lo yoga, per migliorare il benessere psicofisico della persona, e il caffè, per tenere alta la concentrazione e, in generale, potenziare le funzioni esecutive.

Medicina potenziativa: non si cura il malato, si potenzia la persona sana

Forme più recenti di “human enhancement” – il termine usato in campo internazionale – annoverano, ad esempio, l’utilizzo di integratori, che nell’ambito della medicina potenziativa vengono utilizzati per prevenire o per incrementare per es. la massa muscolare, o la stimolazione magnetica transcranica, che consente di conseguire un miglioramento nei compiti di apprendimento procedurale e motori e anche nel consolidamento della memoria dichiarativa durante il sonno, come descritto in un articolo pubblicato su PubMed (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19543814).

BrainCare crede nell’utilità della medicina potenziativa e, attraverso le aree in cui è articolata, risponde ai bisogni e alle richieste di tutti.

BrainPower (http://www.braincare.it/area-espansione/) è rivolta soprattutto a imprenditori e atleti, ma anche a chiunque voglia potenziare le proprie abilità sensoriali, cognitive, emozionali e motorie per conquistare più velocemente i propri obiettivi nel breve e lungo periodo.

BrainFood (http://www.braincare.it/area-benessere/) è l’area dedicata del benessere della persona, dall’analisi del ritmo sonno-veglia per una migliore qualità del sonno e, di conseguenza, una maggiore efficienza giornaliera, all’Ossigeno-Ozono-Terapia (OOT) tramite la quale il sangue e gli organi, cuore e cervello compresi, vengono ossigenati.

Medicina potenziativa: non si cura il malato, si potenzia la persona sana

Di solito quest’ultima viene impiegata per trattare diverse patologie virali, dermatologiche e cardiovascolari e che nell’ambito della medicina potenziativa viene applicata nell’individuo sano per incrementare la resistenza cognitiva, l’autocontrollo emozionale e le difese immunitarie soprattutto sotto stress.

Inoltre il potenziamento di funzioni esecutive può essere raggiunto anche attraverso programmi nutrizionali particolari come la Dieta Mima Digiuno DMD del prof. Valter Longo, che con un breve periodo di 3 giorni in cui si simula appunto il digiuno si raggiungono risultati cognitivi notevoli a breve e a lungo termine, assieme ad una maggiore creatività e un effetto anti-aging.

L’area BrainCare (http://www.braincare.it/area-clinica/) è adibita, oltre alla valutazione dei livelli delle funzioni cognitive, soprattutto al miglioramento della working memory e, quindi, delle capacità di multitasking, ragionamento e calcolo.

Se, invece, desiderate allargare le vostre conoscenze sulle funzioni cognitive, il consiglio è quello di visitare l’area BrainAcademy (http://www.braincare.it/area-formazione/), per consultare i corsi che BrainCare propone e scegliere quelli più idonei ai vostri interessi.

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About Author

Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini. La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno. Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili. E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli. E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN). Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR). Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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