Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

  • -
comportamento

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

Tags : 

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

Memoria di lavoro – Il modello di Baddeley definisce la memoria di lavoro come una sorta di magazzino temporaneo che trattiene le informazioni per un arco di tempo limitato in modo da poterle utilizzare immediatamente.

“La memoria di lavoro, racconta Anna Cantagallo, è quella funzione cognitiva che ci consente di svolgere compiti complessi e di elaborare e usare temporaneamente le informazioni mano a mano che le teniamo in memoria.

Questo vale, ovviamente, anche per l’apprendimento di altre lingue.”

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

“Come tutti i magazzini – spiega Anna Cantagallo – anche quello della memoria di lavoro ha un limite d’informazioni che è in grado di trattenere e un limite di tempo oltre il quale esse vanno perdute e dimenticate.

Il magazzino fonologico ha come ruolo non solo quello di ricordare parole familiari, ma anche di apprenderne di nuove, in base al loro suono.

Il magazzino semantico-lessicale permette alle informazioni nuove di essere conservate e riutilizzate nel loro significato.”

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

Ci sono ricerche che sostengono quest’ipotesi?

“Juff e Harrington, nel 2012, hanno esaminato le variazioni individuali nella memoria di lavoro che causano le differenze che gli individui presentano nell’apprendere una nuova lingua e nell’usarla.

Si sono interessati soprattutto ai vari processi linguistici, ovvero la scrittura, la lettura, la comunicazione verbale, la grammatica, e la pragmatica.

Un altro studio del 2012, di Martin ed Ellis, vuole indagare il rapporto tra memoria di lavoro, memoria a breve termine fonologica, e capacità di avere la padronanza di una lingua straniera.

I soggetti coinvolti vengono sottoposti alla somministrazione del listening span per valutare la memoria di lavoro verbale, e alla ripetizione e il riconoscimento di non-parole per valutare la memoria a breve termine fonologica.

La fase sperimentale è quella in cui i partecipanti devono apprendere parole e frasi in una lingua straniera artificiale creata appositamente per lo studio”

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

A quali risultati conduce lo studio?

“Gli autori rilevano una correlazione significativa tra capacità di ripetizione fonologica e riconoscimento di non parole, e produzione e comprensione del vocabolario.

La memoria di lavoro verbale, invece, sembra essere in relazione soltanto con la produzione di parole.

Alla luce di questi risultati si possono considerare memoria fonologica e di lavoro come indipendenti ma entrambe significative nell’influenzare l’apprendimento del dizionario della lingua straniera.”

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

E per lingue reali, invece che artificiali?

“Engel de Abreu e Gathercole, nel 2012, hanno preso in considerazione varie lingue reali, indagando la relazione tra memoria a breve termine fonologica memoria di lavoro da una parte, e abilità linguistiche nella prima (lingua madre), nella seconda, e nella terza lingua.

Per quanto riguarda l’apprendimento della lingua madre, sono state riscontrate forti correlazioni tra consapevolezza fonologica e precoci abilità di lettura e scrittura.

La somiglianza fonologica tra le prime due lingue apprese potrebbe andare a favorire lo sviluppo di una strategia di apprendimento basata sulla precedente consolidazione della lingua madre.

Se invece la seconda lingua appresa è fonologicamente diversa dalla prima, occorre disporre di processi cognitivi più semplici come la coscienza fonologica.

Risulta chiaro – conclude Anna Cantagallo – come la memoria fonologica sia fondamentale nell’apprendere nuove configurazioni sonore, e quindi acquisire il vocabolario di una seconda lingua.”

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

Programmi consolidati per la valutazione e l’allenamento della memoria fonologica nel breve termine e della working memory, o memoria di lavoro, verbale, possono pertanto essere utili per apprendere una seconda  e anche una terza lingua straniera.

braincare-ultime-notizie-tutte

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

Ti potrebbe interessare anche:


 


About Author

Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini. La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno. Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili. E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli. E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN). Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR). Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

News Area Clinica

News Area Benessere

News Area Espansione

News Area Formazione

News Area Franchising