Memoria prospettica. La nostra memoria del futuro

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Memoria prospettica. La nostra memoria del futuro

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Memoria prospettica. La nostra memoria del futuro

Memoria prospettica. Quando si pensa alla memoria si è portati a far riferimento ad eventi passati nel breve e nel lungo termine, ma in realtà esiste anche una memoria del futuro, ovvero quella prospettica. Ma in cosa consiste di preciso? Alla capacità di ricordare le intenzioni che erano state programmate per un momento futuro.

Questo tipo di memoria è stata ampiamente studiata negli anni e nello specifico sono stati identificati due tipi di memoria prospettica, ovvero Event-based, quindi in risposta ad un evento e Time-based ovvero al momento stabilito.

In poche parole è quel tipo di memoria che permette di ricordare tutto quello che è stato programmato in precedenza. Ad esempio alla mattina alle 8 si stabilisce di vedere l’ultima puntata del proprio telefilm preferito che uscirà alle 21; quando si è finalmente arrivati a casa dal lavoro e si sta mangiando si intuisce che sta arrivando il grande momento e si accende la tv.

Un’azione che avviene in maniera automatica e che appare anche piuttosto scontata, ma che in realtà richiede il programmare l’azione da dover fare in futuro, il ricordarsi in tempo del proprio impegno, interrompere l’azione in corso ed eseguire quella intenzionale.

Tuttavia casi di lesione cerebrale possono portare ad un danno della memoria prospettica con la conseguente difficoltà a ricordare appuntamenti ed azioni da svolgere nel futuro.

memoria prospettica

Nell’ambito della neuropsicologia, però, esiste uno strumento specifico per la valutazione della memoria prospettica, chiamato CAMPROMPT. Esso consiste nel richiedere al paziente di ricordare una serie di azioni da svolgere in un arco di 20 minuti, mentre nel frattempo svolge dei compiti interferenti.

Questo può essere uno strumento molto utile per poter individuare la gravità del deficit e stabilire un programma riabilitativo efficace.

Quali? Ausili Time-based e Event-Based ampiamente studiati ad esempio da Wilson e al. nel 2001. In particolare hanno brevettato uno strumento chiamato Neuropage, che è un ausilio mnemonico esterno Time-Based simile al cercapersone, che viene precedentemente programmato per avvisare la persona nel momento in cui deve svolgere un determinato compito (http://jnnp.bmj.com/content/jnnp/63/1/113.full.pdf).

A questi si aggiungono anche quelli Event-based che tuttavia sono mezzo utilizzati poiché hanno una notevole complessità nel loro funzionamento.

Tuttavia quello che è importante è che a lungo andare questi strumenti favoriscono un certo grado di recupero della memoria prospettica.

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About Author

Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini. La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno. Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili. E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli. E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN). Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR). Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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