Prevenire e curare la dislessia attraverso i videogames

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Prevenire e curare la dislessia attraverso i videogames

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La dislessia. La dislessia è uno dei disturbi più diffusi nell’età evolutiva e consiste in un complesso deficit neurobiologico che comporta difficoltà di lettura, di comprensione, di pronuncia oltre che di scrittura, pur avendo uno sviluppo intellettivo normale. Quindi in poche parole il livello di capacità di lettura nei bambini affetti da dislessia è ben inferiore rispetto al loro età cronologica. Diverse sono le teorie che hanno cercato di spiegare le origini di questo disturbo e al momento le più accreditate sembrano essere due. La prima è la teoria fonologica che associa la causa del disturbo ad un problema a livello del processo linguistico-fonologico e quindi alla difficoltà di rappresentazione, memoria e/o recupero del suono della parola.

La seconda, invece, che è la teoria magnocellulare, si collega principalmente a cause neurocognitive, con l’individuazione di un deficit a livello dell’attenzione visiva e della via magnocellulare dorsale (https://ac.els-cdn.com/S0960982214000621/1-s2.0-S0960982214000621-main.pdf?_tid=baa46b26-b711-4240-94e9-f93c40df0db6&acdnat=1545152282_3b2c2235a12179857d37d4691b043853). Quindi in questo caso si osserva come l’attenzione visuo-spaziale abbia un ruolo fondamentale nella capacità di scomposizione grafemica. Attualmente i trattamenti più consolidate si basano sul potenziamento fonologico con l’obiettivo di migliorare e velocizzare la lettura.

Tuttavia scoperte recenti supportano la teoria magnocellulare e quindi il potenziamento delle abilità visuo-attentive. Queste si basano sull’utilizzo di videogiochi, Action Video Games (AVG), che mirano ad allenare il funzionamento cognitivo e in particolare il sistema attentivo implicato nella via magnocellulare-dorsale. Questo tipo di videogiochi, infatti, sono caratterizzati da un’elevata velocità, oltre che da un alto grado percettivo, cognitivo e motorio. Dunque il trattamento tramite AVG porta notevoli miglioramenti nelle abilità di lettura, potenziando l’attenzione visiva e quindi di conseguenza il processo visivo ed uditivo (https://ac.els-cdn.com/S0960982213000791/1-s2.0-S0960982213000791-main.pdf?_tid=f48355b5-204a-4937-a0b7-f2e5a3a20bc1&acdnat=1545152404_47af880ea5c0fc2ee89349186260a68d).Inoltre confrontando i bambini sottoposti ad un trattamento di circa 12 ore con videogames e quelli che hanno seguito una riabilitazione logopedica, si vede che quest’ultimi hanno registrato un miglioramento inferiore rispetto ai primi.dislessia

In conclusione si può affermare che i videogames possono essere un ottimo strumento per curare e prevenire la dislessia, anche perché portano il bambino ad affrontare una riabilitazione cognitiva sotto forma di gioco e possono essere utilizzati a scopo preventivo, poiché non richiedendo abilità di lettura, possono essere somministrati molto prima.

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About Author

Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini. La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno. Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili. E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli. E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN). Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR). Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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