Resilienza – come la resilienza è una dote sia per il singolo che per il team

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Resilienza – come la resilienza è una dote sia per il singolo che per il team

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Resilienza – come la resilienza è una dote sia per il singolo che per il team

Resilienza: una risorsa per il manager

La capacità di affrontare situazioni di crisi e l’abilità di “utilizzare” nuove risorse personali per rispondere adeguatamente a nuove richieste ambientali viene chiamata in psicologia resilienza, termine preso in prestito dalla metallurgica per indicare la resistenza di un metallo alle forze che vi vengono applicate.

Da qualche anno anche nel modo del lavoro i top manager parlano di processi di resilienza.

Proprio come le persone, ogni organizzazione ha le proprie caratteristiche (assetti organizzativi, modus operandi, dinamiche interne e radici) e pertanto i progetti di resilienza organizzativa dovranno essere sistematici e operare in diversi livelli persone, struttura e processi.

Resilienza – come la resilienza è una dote sia per il singolo che per il team

“Il primo target su cui intervenire per favorire la resilienza organizzativa sono i team, la resilience management è infatti un’azione collettiva implementata dal gruppo con micro obiettivi costruiti su alcune capitali competenze che rappresenteranno la struttura portante del nuovo team:

la solidarietà, il sostegno reciproco, l’empowerment e il senso di comunità, l’autocontrollo e l’auto-organizzazione.” spiega Anna Cantagallo

Un team formato e costruito su queste competenze sarà allenato a prevenire le crisi, all’utilizzo efficiente delle risorse a disposizione e ideare innovazione low cost liberando l’ingegno collettivo.

I laboratori di formazione del nuovo “team resiliente” saranno progettati allo sviluppo di una mentalità resilience oriented dove le persone saranno in grado di anticipare mentalmente le difficoltà future e di applicare, in una sorta di role playng, le risorse personali e di gruppo.

Il team resilience oriented sarà in grado di controllare in anticipo l’efficacia delle strategie di fronteggiamento delle crisi, di attivare politiche di contenimento (circoscrivere i danni e l’ansia durante le emergenze da gestire), cogliere i piccoli segni anticipatori della crisi prima che siano evidenti, ridimensionare e avere più chiavi di interpretazioni dei problemi e delle possibilità di superarli. Tutto questo per trasformare le crisi in opportunità di rinnovamento.

Resilienza – come la resilienza è una dote sia per il singolo che per il team

Quali sono le competenze fondamentali richieste ad un team resiliente? Conclude Anna Cantagallo: “Sette sono i punti capitali:

  • Inclinazione all’aiuto reciproco e alla solidarietà
  • Avviamento ai valori condivisi e senso di responsabilità sociale
  • Senso di fiducia nel costruire una progettualità, anche a fronte delle scarse risorse
  • Capacità di imparare dalle esperienze difficili
  • Guidare positivamente le emozioni negative proprie ed altrui
  • Potenziare le differenze soprattutto inter-generazionali
  • Mantenere il focus sugli obiettivi da raggiungere e sulle strategie da impiegare.”

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About Author

Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini. La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno. Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili. E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli. E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN). Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR). Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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