Rinascita – L’arte del reinventarsi di Anna Cantagallo

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Rinascita – L’arte del reinventarsi di Anna Cantagallo

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Rinascita – L’arte del reinventarsi di Anna Cantagallo

Rinascita – come gli stati down siano un’occasione incredibile di rinascita

“Lo zio era adirato con lui per come aveva sprecato il buon impiego di telegrafista a Villa de Leyva, ma si lasciò trasportare dalla sua convinzione che gli esseri umani non nascono sempre il giorno in cui le loro madri li danno alla luce, ma che la vita li costringe ancora molte altre volte a partorirsi da sè.”

G.G. Márquez – L’amore ai tempi del colera

Márquez, nella sua traccia narrativa denominata realismo magico, aveva l’abitudine di attestare verità sulla vita attraverso un astuto stratagemma narrativo.

Questo trucco era far diventare quella profonda verità la colonna portante di tutta la vita di un personaggio dei suoi romanzi.

Florentino Ariza, in questo libro in particolare, non riuscirebbe a vivere se non credesse vero che la vita ci costringe più volte a reinventarci e a partorirci da noi. Lo stratagemma sta nell’affezionarsi ad un personaggio identificandosi.

In questo modo, le sue credenze diventano le nostre.

Rinascita – L’arte del reinventarsi di Anna Cantagallo

Fuor d’identificazione, solo un bambino, perchè ancora ignaro delle verità dell’esistenza che solo l’esperienza può dare potrebbe non credere reale questa frase. Nella vita è fondamentale reinventarsi.

Se non lo facessimo non potremmo continuare a esserci.

Di tanto in tanto, ci accorgiamo di aver bisogno di cambiare, di sentire soffiare il vento del diverso. Sentiamo di essere diversi noi, ci chiediamo se le nostre scelte sono state tutte giuste o, consapevolmente, ne agguantiamo la quota d’errore.

Veniamo attraversati da eventi con il riverbero di un terremoto, che non costringono lo scuotere delle terre emerse, ma obbligano le porzioni di esperienza che compongono la nostra coscienza ad essere duramente riesaminate.

Rinascita – L’arte del reinventarsi di Anna Cantagallo

Anna Cantagallo ci stupisce con queste frasi: “Non esiste una ricetta per la reinvenzione di sè, ma certi stati emotivi possono dimostrarsi un ottimo trampolino di lancio per un cambiamento radicale.

  • Siete in un blue mood costante.

Vi sentite giù. Siete affaticati, stanchi, tendenti alla depressione. Non ce la fate più. State permanendo in uno stato affettivo negativo e non siete più motivati.

  • Non siete soddisfatti.

Avete un bel periodo e ce la mettete tutta, ma non vi sentite soddisfatti. Il vostro lavoro non vi dà quello che auspicavate.”

Sono due casi diversi e non necessariamente co-presenti nella vita di ognuno e, proprio per questo, necessitano di una rivisitazione sui generis.

La persona depressa necessita di una reinvenzione perchè il paesaggio che si prospetta al di fuori della sua psiche è, almeno momentaneamente, una prigione. Vorrebbe solo aver le chiavi per aprirla, uscire e sentirsi vivo.

Quest’uscita dalla prigionia della sua stessa mente può avvenire (nei casi gravi) attraverso un graduale percorso di psicoterapia e (nei casi più leggeri) attraverso alcuni accorgimenti che, seppur apparentemente semplici, nascondono dei benefici enormi:

1) Attività fisica.

Il movimento ha delle implicazioni neurologiche, fisiche e psichiche enormi. Favorisce e causa attivamente il rilascio di endorfine, dopamina, serotonina e adrenalina. Sono neurotrasmettitori fondamentali per il nostro buon umore e la vostra determinazione, che devono essere rilasciati se vogliamo sentirci vivi.

Il movimento causa un cambiamento della nostra percezione di noi stessi, ci vediamo sotto una luce migliore, diversa. Possiamo reinventare la chimica del nostro cervello e il nostro corpo, al tempo stesso.

2) Fare e farsi del bene.

Dire grazie a qualcuno o scrivere delle lettere di gratitudine è una potentissima medicina che aiuta l’emergere del buon umore.

L’espressione della gratitudine comporta dei mutamenti cerebrali strutturali, soprattutto nelle regioni devolute all’empatia e alla teoria della mente.

Se volete davvero reinventarvi, pensate a quelle persone e a quelle situazioni che vi hanno reso ciò che siete ora. Dovete sempre benedire le vostre radici, solo così prenderete coscienza delle brecce nella vostra vita che potete sfruttare per cambiare mindset.

3) Sfruttate il disfattismo.

Chi dice che un periodo nero è necessariamente negativo?

La vita non è una scalata di montagna che ascende e basta: la vita è un saliscendi faticoso e per sopravvivere bisogna imparare ad amare anche i propri momenti bui. Le giornate o i periodi negativi hanno il beneficio di farvi riflettere su chi siete e su cosa pensate di voi stessi in maniera critica.

Se imparerete a criticare ciò che credete sia un lato negativo della vostra personalità e ad accettarlo, realizzerete che il cambiamento non è poi così impossibile.continua Anna Cantagallo.

D’altra parte, la persona insoddisfatta necessita di una reinvenzione perchè, nonostante ci stia mettendo cuore e anima in un progetto in cui crede, non vede adeguatamente ripagati i suoi sforzi. La persona insoddisfatta necessita di fare piccole cose:

  • Continuare ad avere un mindset positivo ed ottimista.

La luce in fondo al tunnel c’è, basta solo scorgerlo. Ciononostante, reinventarsi diventa fondamentale per avere una sorta di torcia psichica che indirizziamo verso la fine del tunnel stesso.

Se mutiamo internamente, attraverso piccoli gesti quotidiani, la strada verso la soddisfazione personale sarà decisamente più percorribile.

  • Riposare meditando.

Respirate di pancia ogni tanto. Chi vi ha detto che ‘pancia in dentro, petto in fuori’ fa sempre bene? Respirate con la pancia in fuori.

Sentite l’afflato dell’ossigeno attraverso i vostri capillari, immaginatevi l’aria come una fonte di energia che fate entrare e che assorbe la vostra negatività e che poi, uscendo, la porta via.

  • Essere coraggiosi e elastici.

Dovete crederci fino in fondo e, nel caso il vostro progetto non decolli, cambiate: la flessibilità è un top skill di questi anni, richiesto dappertutto.

  • Vi è un ulteriore consiglio che sia le persone insoddisfatte e le persone depresse che cercano di cambiare possono sfruttare per migliorare le loro giornate: scorgere una vocazione. Questa è l’impresa più difficile e la più grande fortuna che possa capitarvi, quella di trovare qualcosa che amate fare. Una volta trovata, non ci sarà un giorno in cui non sarete motivati a continuare per quella strada, spingerete sempre e con forza. Solo allora reinventarsi sarà possibile, perchè la trasformazione accadrà attorno ad un’attività che vi appassiona e vi rende vivi.

Potrete, finalmente, diventare ciò che davvero siete. Provateci fino in fondo. Partorite la vostra nuova vita.

Rinascita – L’arte del reinventarsi di Anna Cantagallo

E nel caso (improbabile) in cui nulla di ciò funzioni? Anna Cantagallo conclude: “Prendete un biglietto aereo e andate a cambiare prospettiva, anche solo per un weekend.

Viaggiate quanto più potete, per fiatare il cambiamento nell’aria e nel mondo, prima di reinventarvi dal di dentro.”

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