Tag Archives: Anna Cantagallo

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abilità motorie

Abilità motorie: tDCS biemisferico e miglioramento delle abilità motorie delle dita della mano

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Abilità motorie. Alcuni autori si sono chiesti quale fosse il ruolo delle aree ipsilaterali motorie e premotorie nell’apprendimento motorio. Una risposta ci arriva dall’elegante studio di Sheena Waters all’University College di Londra (http://www.jneurosci.org/content/37/31/7500#sec-2) che ha dimostrato come entrambi gli emisferi si coordinino durante l’apprendimento delle abilità motorie fini (in particolare delle abilità musicali). Questo processo può essere accelerato tramite l’applicazione simmetrica della tDCS alla corteccia motoria.

Allo studio di Waters hanno partecipato 64 soggetti sani con dominanza motoria destra, i quali dovevano riprodurre delle sequenze non numerate a 5 cifre su di una tastiera simile a quella del pianoforte. Ai partecipanti veniva indicata la mano con cui dovevano eseguire la serie di tasti tramite una casella verde posta a lato della sequenza bersaglio. L’obiettivo del compito era quello di eseguire la sequenza il più velocemente possibile commettendo il numero più basso di errori possibili. Dopo ogni sequenza i partecipanti ricevevano un feedback sulla tendenza della loro prestazione. Nello studio erano previste tre condizioni da sperimentare: una con tDCS bilaterale, una con tDCS unilaterale e una con stimolazione fittizia. I concorrenti venivano assegnati casualmente ad una delle tre condizioni sperimentali e in tutte le condizioni l’attivazione funzionale del loro cervello veniva monitorata tramite fMRI. I risultati presentano che la tDCS applicata bilateralmente porta ad un sostanziale miglioramento della prestazione rispetto agli altri due tipi di stimolazione. Questo sembra essere dovuto al fatto che la stimolazione bilaterale porta ad un’amplificazione della plasticità dei due emisferi e del sincronismo fra i due programmi motori svolti dalle due mani. Inoltre, l’imaging funzionale durante l’esecuzione delle sequenze ha rivelato aumenti sostenuti, indipendenti dalla polarità positiva o negativa, dell’attività in entrambe le cortecce motorie rispetto al gruppo senza stimolazione. Questi risultati suggeriscono una cooperazione tra le due cortecce motorie durante l’apprendimento di abilità motorie, piuttosto che un’interazione competitiva e indicano che la stimolazione cerebrale biemisferica può portare ad un aumento della plasticità cerebrale con un conseguente miglioramento delle prestazioni motorie fini, come quelle utili e indispensabili in ambito musicale. Se volessi raffinare le tue abilità motorie di precisione noi possiamo aiutarti: vieni a trovarci a BrainCare!

Per soddisfare la tua curiosità visita la pagina: https://www.braincare.it/blog/tdcs-tecniche-innovative-in-riabilitazione-neuropsicologica/ .


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Movimento e psiche: gli effetti benefici dell’attività fisica sulla mente

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Attività fisica. L’attività fisica rappresenta un ottimo alleato sia per la mente che per il corpo e praticare uno sport in maniera costante porta diversi benefici. Infatti tra questi si annoverano effetti positivi sulla circolazione sanguigna, la motilità intestinale, l’attività cerebrale e il tessuto muscolare. Oltre a tutto ciò esso procura enormi benefici anche a livello mentale. Prova ad esempio a pensare come ti senti dopo una corsa di 30 minuti: sicuramente affaticato, ma allo stesso tempo mentalmente più leggero perché le ansie e le preoccupazioni sembrano essere sparite. Questo è dovuto al fatto che l’attività fisica, porta al rilascio di endorfine che hanno un effetto analgesico ed eccitante, al pari dell’oppio o della morfina. Queste quindi fungono da vero e proprio regolatore dell’umore, combattendo in alcuni casi dei propri stati depressivi. Ciò poi non dipende dalla quantità di tempo che viene dedicato all’attività fisica in quanto alcuni studi dimostrano che bastano anche 10/15 minuti al giorno, perché si vedano degli effetti immediati. Inoltre rende le persone più energiche e motivate e quindi più portate a voler raggiungere un obiettivo, complice anche il fatto che lo sport interviene sull’autostima, facendo sentire più sicuri. Legato a quest’ultimo aspetto, poi, non si può sottovalutare che l’attività fisica stabilisce un senso di disciplina, che porta ad essere più ligi e rispettosi verso le proprie responsabilità. In poche parole quindi è davvero un toccasana per la mente e il corpo!!

Per questo motivo non continuare a trovare scuse per rimandare il momento di iscriverti in palestra o quando torni a casa non stenderti sul divano, ma vai a farti una bella camminata: il tuo fisico e la tua mente sicuramente ti ringrazieranno!! Se sei quindi interessato ad approfondire ancora di più tutti gli aspetti benefici derivanti dall’attività fisica sulla mente, iscriviti subito alla serata tramite il link EventBrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-movimento-e-psiche-gli-effetti-benefici-dellattivita-fisica-sulla-mente-53061586634 o mandando una mail ad info@braincare.it.

Ti aspettiamo!!

 


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allenamente

Corso potenzia il tuo primo muscolo: AllenaMente

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allenamente

Il corso si organizza in cinque differenti moduli, ognuno autoconclusivo, collegati però da un profondo filo logico. I temi sono quelli del cervello e della mente, dei modi in cui questi agiscono nel modificare il nostro quotidiano. Abilità di crescita, “blocchi” e difficoltà, creatività e logica vengono declinati in un percorso mirato a permettere ai discenti di riappropriarsi del ruolo di leader di se stessi, agendo sui punti di forza e contenendo i punti di debolezza necessari all’equilibrio del sistema. Professionisti, sportivi, studenti possono beneficiare di questo corso, così come tutti coloro che desiderano utilizzare spunti di crescita ed espansione.

 

  1. modulo 1= Il cervello e la mente: vivere o sopravvivere
  2. modulo 2= La porta d’accesso al quotidiano: l’attenzione
  3. modulo 3= Le fondamenta del quotidiano: la memoria
  4. modulo 4= La logica nel caos: ragionamento e creatività
  5. modulo 5= Perchè funziona e perchè no? la mente come forza ed ostacolo del potenziamento

Per avere ulteriori informazioni riguardo al corso clicca qui e per l’iscrizione manda una mail a info@braincare.it

Ti aspettiamo!


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batteri

I batteri intestinali sono coinvolti nella sclerosi multipla

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Batteri. Con 110.000 casi in Italia, la Sclerosi multipla (SM) è una malattia autoimmune che colpisce il sistema nervoso. Si tratta, secondo i dati riportati dall’Associazione italiana Sclerosi Multipla, della seconda malattia neurologica più diffusa nel giovane adulto e la prima di tipo infiammatorio cronico. Colpisce più le donne che gli uomini (63,8% contro il 36,2%) e viene diagnosticata, nella maggior parte dei casi, tra i 20 e i 40 anni. I sintomi della sclerosi multipla variano in base alla zona del cervello colpita dalla malattia e vanno incontro a fasi di remissione e riacutizzazione. Si possono verificare una progressiva perdita della vista, debolezza e tremori con problemi di coordinamento e di equilibrio, deficit nel controllo della vescica, nell’attività intestinale, nella sessualità e nelle funzioni emotive e cognitive.
Vista la complessità e gravità della malattia, non sono poche le ricerche che sono state fatte sull’argomento. I ricercatori hanno imparato molto negli ultimi decenni, ma continuano a riflettere sul motivo per cui il sistema immunitario inizi ad attaccare delle zone specifiche del sistema nervoso, in particolare la sostanza che costituisce la guaina midollare degli assoni: la mielina.batteri
Due recenti studi sull’argomento (http://www.pnas.org/content/early/2017/09/05/1711233114.full e http://www.pnas.org/content/early/2017/09/05/1711235114.full ) pubblicati su PNAS, suggeriscono che i microbi intestinali possano svolgere un ruolo fondamentale nella neurodegenerazione associata alla Sclerosi Multipla. Cekanaviciute e collaboratori hanno analizzato la composizione microbiota di 71 pazienti affetti da SM e di 71 soggetti di controllo sani, individuando specifiche specie di batteri più o meno comuni nelle persone con sclerosi multipla rispetto alla popolazione generale. Poi si sono rivolti al compito molto più difficile di indagare come queste differenze nei batteri intestinali possano influenzare l’attacco del sistema immunitario alla mielina nel SNC. In primo luogo, il team ha esaminato se questi batteri potessero alterare il comportamento delle cellule immunitarie umane rendendole pro o anti-infiammatorie. Essi hanno esposto cellule immunitarie umane in piatti di laboratorio aggiungendo ad ogni campione dei batteri intestinali diversi, scoprendo che le due specie di batteri più comuni nelle persone con SM (Akkermansia muciniphila e Acinetobacter calcoaceticus) innescavano nelle cellule una reazione pro infiammatoria; mentre una terza specie di batteri (Parabacteroides distasonis), riscontrati a livelli inferiori nei pazienti con SM rispetto al gruppo di controllo, hanno indotto una risposta immuno-regolatoria e antinfiammatoria.

Per vedere come questi batteri potrebbero influenzare il sistema immunitario nel suo complesso, i ricercatori hanno introdotto ognuna di queste tre specie di batteri nell’intestino di topi da laboratorio affetti da SM: questo ha causato nei roditori la perdita di cellule immuno-regolatorie chiave e lo sviluppo di una neurodegenerazione più grave, suggerendo che i microbioti possano contribuire alla progressione della Sclerosi Multipla.
“Per essere chiari, non pensiamo che il microbioma sia l’unica causa dell’SM”, ha detto Cekanaviciute. “Ma sembra che questi microbioti possano far migliorare o peggiorare la malattia” aggiungendo che può essere utile soprattutto a scopo di prevenzione e contenimento. Gli autori sperano infatti che la ricerca futura comprenderà esattamente come queste popolazioni batteriche influenzino lo sviluppo e la progressione della SM. Ad esempio, gli autori hanno notato durante le ricerche che almeno una delle specie di batteri trovate nei pazienti, produce molecole che imitano le proteine della mielina, suggerendo che la presenza di questi batteri potrebbe confondere il sistema immunitario causando l’attacco alla stessa.
Non vorresti conoscere quali batteri vivono in predominanza nel tuo organismo? Sapendo la concentrazione dei microbioti nel nostro intestino possiamo imparare a coltivare quelli benefici, ostacolando invece quelli patogeni. Attraverso l’analisi delle feci potrai valutare il tuo microbioma intestinale, confrontarlo con quello di un soggetto sano, regolare il tuo stile di vita (alimentare e non solo) in base ai risultati per ottenere un minor rischio di infiammazioni, patologie cardiovascolari, problemi gastro-intestinali e molto altro!

Ti aspettiamo in BrainCare, vieni a trovarci!


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trauma cranico

Trauma cranico: l’inquadramento clinico e gli approcci riabilitativi

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Trauma cranico. Il trauma cranico è conseguente ad un evento fisico di tipo meccanico che può coinvolgere qualsiasi tipo di area cranico-encefalica. Da questo ne possono conseguire fratture del cranio, commozioni cerebrali, contusioni o danni alle cellule nervose. Quindi nel primo caso vi è una rottura delle ossa del cranio, nel secondo una perdita temporanea della funzione cerebrale e nel terzo una lacerazione del cervello dovuta ad un accumulo di sangue.

I danni derivanti possono quindi portare ad un lieve deterioramento come ad una disabilità permanente sia da un punto di vista cognitivo che comportamentale. Infatti questo può essere considerato ad alto danneggiamento quando i deficit coinvolgono il linguaggio, la memoria, le abilità percettive, la sfera emotiva, le funzioni esecutive e l’attenzione.

Ovviamente il diverso grado di gravità dipende da diversi fattori, quali l’area cerebrale colpita, l’età e lo stato di salute della persona.trauma  cranico

Tuttavia gli studi e la ricerca dimostrano come il nostro cervello sia dotato della capacità di modificarsi e riorganizzarsi. Quindi un giusto percorso di stimolazione può portare ad un recupero del danno riportato.

A questo proposito vi sono diversi programmi riabilitativi che possono essere messi in atto prendendo in considerazione il livello di gravità, il tempo trascorso dal momento del trauma e la sintomatologia riportata.

Alcuni di questi possono essere l’approccio strutturale, che lavora sulla funzione cerebrale compromessa, quello comportamentale che interviene sugli atteggiamenti inadeguati all’interazione sociale e quello occupazionale che riaddestra la persona a svolgere le attività di vita quotidiana.

BrainCare propone, quindi, un corso di formazione finalizzato ad una maggiore conoscenza del trauma cranico, ponendosi come obiettivo quello di fornire nozioni cliniche e modelli teorici, comprendere le basi della riabilitazioni e le implicazioni neuropsicologiche, oltre che tutto l’aspetto legato alla valutazione.

Se quindi interessato a saperne di più sul trauma cranico manda una mail a segreteria@braincare.it.

Ti aspettiamo!


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energia

Ritrova la tua energia con Alkaenergy

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Energia. A metà giornata saresti già desideroso di stenderti sul divano? Hai sonno dopo pranzo? Arrivi a sera stanco e privo di energia? Quando chiudi la porta di casa non riesci a lasciar fuori le tensioni accumulate durante la giornata? Quello di cui hai bisogno è Alkaenergy! Questo protocollo alimentare è stato creato per la necessità di avere appena sveglio e in meno di 20 minuti l’energia necessaria per poter affrontare sessioni di combattimento israeliano. Esso è basato su studi di bio-chimica che hanno trovato la giusta combinazione tra alimenti naturali.energia

Alkaenergy, quindi, è un protocollo adatto soprattutto a chi ha bisogno di energia per poter affrontare uno stile di vita molto frenetico o per coloro che percepiscono un costante senso di stanchezza nel corso della giornata. Inoltre è molto efficace anche per quelli che svolgono attività fisica a livelli sia agonistici che amatoriali, e che vogliono più energia per migliorare le loro prestazioni. E’  importante specificare: questo protocollo non è una dieta per perdere peso o per ridurre la massa grassa, in quanto la persona non è costretta a nessun tipo di restrizione alimentare, purché segua un’alimentazione sana ed equilibrata.

 

 

Gli effetti sono garantiti e misurabili infatti la costanza nel seguire il protocollo porta a:

  • Risparmio metabolico energetico fino a quasi il 20%
  • Incremento fino al 30% dell’energia e della resistenza
  • Incremento fino al 30% della resilienza
  • Più della metà del fabbisogno alimentare ed elettrico alcalino in soli 20 minuti
  • Aumento fino al 10% della massa magra e della densità ossea
  • Riduzione fino al 10% della massa grassa

Riassumendo quindi Alkaenergy è un protocollo semplice e naturale, rapido e sicuro, misurabile e individuale! Se il tuo obiettivo è quindi di ritrovare l’energia persa  migliorando le tue prestazioni in ambito lavorativo,  personale e sportivo, iscriviti subito alla serata mandando una mail ad info@braincare.it o tramite il link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-ritrova-la-tua-energia-con-alkaenergy-51578323153

Enjoy AlkaLife, ti aspettiamo!!


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ansia sociale

Come i cibi fermentati riducono l’ansia sociale

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Ansia sociale. L’ansia sociale è una patologia che rappresenta qualcosa di più di una semplice timidezza, è un disturbo psicologico caratterizzato da un’intensa e persistente paura di affrontare le situazioni in cui si è esposti.ansia sociale

Per le persone con questa condizione, la vita è caratterizzata dalla solitudine e dall’isolamento. Nei casi più gravi possiamo assistere ad un’interruzione della vita quotidiana, delle relazioni sociali e romantiche, del lavoro e dell’istruzione. La prescrizione di farmaci come benzodiazepine, beta-bloccanti e antidepressivi, è stata la linea d’azione più utilizzata per combattere il disturbo d’ansia sociale. In diversi casi però questi farmaci hanno comportato complicati effetti collaterali; una soluzione più sicura e decisamente meglio tollerata possiamo trovarla negli alimenti fermentati. Recenti ricerche condotte dalla School of Social Work dell’Università del Maryland hanno dimostrato un collegamento tra il disturbo d’ansia sociale e l’intestino. I ricercatori hanno inoltre scoperto che i giovani adulti che mangiano più alimenti fermentati, hanno meno sintomi di ansia sociale.

Nell’esperimento da loro condotto, è stato chiesto a 710 giovani studenti iscritti ai corsi introduttivi di psicologia, di compilare un questionario sul consumo di alimenti fermentati, nevrosi e ansia sociale.Nello specifico, il questionario chiedeva di scegliere i cibi maggiormente consumati tra cui yogurt, kefir, latte di soia, crauti, cioccolato fondente, succhi di frutta con microalghe, tempeh, zuppa di miso, kefir, e kimchi. Il dato emergente da questa ricerca è che gli individui che consumano cibi fermentati hanno un minor numero di sintomi di natura ansiosa. Inoltre, in presenza di alti livelli di nevroticismo, si osserva un effetto protettivo più intenso: i soggetti con instabilità emotiva elevata che mangiano molti alimenti probiotici esperiscono ancor meno ansia sociale.

Se sei interessato ad elaborare un programma alimentare adatto alle tue esigenze specifiche, inserito in una consulenza medica, nutrizionale e psicologica  che valuti tutti gli aspetti della tua persona, per migliorare il tuo stato di benessere attuale, puoi rivolgerti al team di BrainCare dove potrai trovare l’aiuto che cerchi grazie agli interventi personalizzati messi a punto dal nostro team di professionisti.


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fiducia

Come imparare a trasmettere e dare fiducia all’altro

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Fiducia. Riuscire a creare un clima di fiducia è fondamentale in qualsiasi tipo di relazione che si vuole andare ad instaurare. Infatti sia in amore, sia in amicizia, che sul lavoro è importante avere e dare fiducia alla persona che si ha di fronte. Ovviamente questa non può essere messa sullo stesso piano, in quanto gli ambiti sono molto differenti tra loro. Ad esempio in un rapporto di amore ti aspetti che l’altra persona ti dia la sicurezza che possa essere una relazione duratura, mentre nell’amicizia che ci sia sempre lealtà.Anche nel lavoro la fiducia è un aspetto da non sottovalutare, in quanto è importante che questa venga trasmessa da tutto il team in modo da poter collaborare in modo produttivo e soddisfacente.fiducia

In quest’ambito i fattori che la vanno a determinare sono principalmente 4:

  • Comprensione, ovvero la capacità di capire le necessità dell’altra persona, andandole incontro e assecondandola
  • Correttezza, quindi l’abilità del manager di far conoscere la propria leadership mantenendo sempre il rispetto e l’onestà nei confronti dell’altro
  • Coerenza, quindi avere un comportamento che sia in linea con i propri impegni e promesse
  • Competenza, riuscire a mostrare ed accrescere le proprie competenze in modo da aumentare la fiducia in chi gestisce il team

Ovviamente perché si possa instaurare fiducia non basta che si mantenga un certo tipo di comportamento, ma è necessario che venga sempre associato ad una specifica azione. Infatti alcune di queste possono essere creare un ambiente di lavoro sereno, incoraggiare e sostenere il proprio team e mettere in atto una comunicazione efficace.

Permettere ,quindi, che ognuno possa condividere le proprie idee e valori con chiarezza e trasparenza, sentire di avere il sostegno e la stima di quelli che fanno parte del proprio gruppo di  lavoro, è alla base del successo.

Se quindi anche tu sei interessato a capire in che modo poter dare e trasmettere fiducia per rendere il tuo lavoro più efficace, creando una team sempre più affiatato e produttivo, iscriviti subito alla serata mandando una mail ad info@braincare.it o tramite Eventbrite al link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-come-imparare-a-trasmettere-e-dare-fiducia-allaltro-50849927502

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lobi frontali

Lobi frontali. I lobi frontali e il loro ruolo nelle funzioni esecutive

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Lobi frontali. I lobi frontali rappresentano la parte più estesa del cervello umano oltre che essere quelli che completano il loro sviluppo per ultimi. In questo caso la corteccia si suddivide in diverse aree con differenti funzioni: quella motoria divisa in primaria e non primaria e quella prefrontale che ha connessioni con i sistemi sensoriali e motori, di tipo corticale e sottocorticale.lobi frontali

Diverse sono le funzioni che svolgono i lobi frontali e una di queste sono le funzioni esecutive. Nello specifico l’area coinvolta è quella prefrontale che, come detto in precedenza, si collega alle aree motorie, percettive e limbiche del cervello. Svolge quindi un ruolo fondamentale nei processi cognitivi e nella regolazione del comportamento.

L’area prefrontale poi si divide in due parti, corteccia dorsolatarale e orbitofrontale. La prima è una delle componenti principali dei processi esecutivi in quanto è deputata al comportamento strategico, astrazione, pianificazione, flessibilità cognitiva e memoria di lavoro. La seconda, invece, è legata al problem solving e alla modulazione delle reazioni emotive.Ma quando si parla di funzioni esecutive a cosa si fa riferimento? Il loro ruolo fondamentale riguarda:

  1. Pianificazione
  2. Problem solving
  3. Astrazione
  4. Flessibilità cognitiva
  5. Sintesi e analisi di informazioni
  6. Decision making
  7. Regolazione delle emozioni

A seconda di quale parte della corteccia prefrontale viene colpita i deficit possono essere di diversa natura. Infatti persone con lesioni alla corteccia prefrontale dorsolaterale sviluppano comportamenti perseverativi, ovvero reiterando lo stesso tipo di azione. Nel caso invece di danni a livello della corteccia prefrontale orbitofrontale vi sono difficoltà nella gestione della vita quotidiana con comportamenti socialmente disadattivi e incapacità di prendere decisioni che integrino le informazioni emotive e sociali.

A questo proposito BrainCare organizza un corso in cui si approfondirà tutto ciò che riguarda la valutazione e la riabilitazione di persone con disturbi delle funzioni esecutive. Quindi se sei interessato a saperne di più, clicca QUI o manda una mail a segreteria@braincare.it.

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DNA. I benefici delle tecniche di rilassamento arrivano fino al DNA

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DNA. Da qualche decennio stanno prendendo piede tutte quelle tecniche che possono essere genericamente definite “interventi corpo-mente” (mind-body interventions o MBIs) che, soprattutto negli ultimi tempi, hanno cominciato ad avere dei supporti empirici e dei riconoscimenti da parte dei professionisti della salute mentale. In particolare queste tecniche comprendono alcune discipline con una più marcata componente fisica  come  Yoga, Tai Chi e Qigong; e altre invece più sedentarie come  meditazione, mindfullness, tecniche di regolazione della respirazione e tecniche di rilassamento. Nonostante le MBIs siano abbastanza diverse tra loro, sembra che tutte riescano a determinare dei benefici psicologici quali la riduzione dello stress percepito, la diminuzione dei livelli di ansia e l’innalzamento del tono dell’umore.

Gli studi di neuroimaging suggeriscono che queste tecniche riescano ad incrementare l’attività di alcune regioni cerebrali adibite ad importanti funzioni quali: la regolazione emozionale, la memoria, l’apprendimento e i processi auto-referenziali. Le ricerche sulle MBIs non si sono però limitate all’analisi cerebrale ma sono andate più a fondo, arrivando addirittura ad interessarsi al DNA e all’analisi dei geni.

meditazione

Una recente meta analisi condotta dalle università di Covetry e di Radboud e pubblicata sulla rivista Frontiers in Immunology (http://journal.frontiersin.org/article/10.3389/fimmu.2017.00670/full), ha voluto andare a fondo per capire se effettivamente queste tecniche corpo-mente causino dei cambiamenti osservabili nella forma dell’espressione genica e quali sono i cambiamenti molecolari alla base dei benefici psicologici già noti.

Per farlo sono stati messi a confronto 18 studi sull’argomento per un totale di 846 soggetti esaminati, frutto quindi della revisione di oltre un decennio di ricerche. Nel complesso ne è risultato che queste pratiche sono associate all’alterazione di una serie di pattern genici: in particolare è stata riscontrata una riduzione del fattore nucleare kappa B (NF-kB), una proteina associata allo stress. L’NF-kB  è una sostanza in grado di regolare l’espressione genica  in quanto attiva quelle parti di DNA adibite alla codifica delle chitochine. Queste ultime sono mediatori polipeptidici, non antigene-specifici, che fungono da segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e fra queste e diversi organi e tessuti;

Queste sostanze sono associate a risposte immunitarie dovute a eventi stressanti quali il “fight to flight” (attacco o fuga) e quindi sono stati filologeneticamente importanti per l’uomo. Nei tempi recenti però lo stress sta diventando sempre di più di tipo cronico per gli stressanti standard che siamo costretti a mantenere ogni giorno nella nostra quotidianità e l’espressione dei geni pro-infiammatori divenuta persistente sembra causare più che altro problemi medici e psichiatrici.

Questa review ha riscontrato che l’81% degli studi che hanno misurato l’attività dei geni legati all’infiammazione e/o alla proteina NF-κB,  hanno denotato una significativa riduzione dei livelli infiammatori in quelle persone che esercitavano le MBIs. Ciò significa che queste discipline sembrano in grado di correggere gli effetti che l’ansia e lo stress esercitano sul corpo e sull’espressione genica e suggerisce che le pratiche MBI possano portare ad un rischio ridotto di malattie legate all’infiammazione.

Saranno però necessari ulteriori studi e verifiche per comprendere in maniera più approfondita la portata di questi effetti oltre che un confronto con quelli esercitati da altre pratiche quali l’esercizio fisico e una nutrizione sana. Si tratta comunque di una scoperta di non poco rilievo per lo studio genico di patologie correlate allo stress.

Se sei interessato a saperne di più sulla meditazione e rilassamento iscriviti QUI al nostro corso BrainCare.

Ti aspettiamo!