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Memoria di lavoro. Le onde beta stabiliscono cosa ricordare e che cosa dimenticare

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Memoria di Lavoro. La memoria di lavoro (Working Memory) è una componente della memoria a breve termine che permette di mantenere attive, per pochissimo tempo, un certo numero di informazioni e allo stesso tempo di poterle manipolare. Quindi è quella componente mnestica che ad esempio permette di memorizzare un numero di telefono o che consente di fare velocemente un calcolo a mente.  Molti sono stati gli studi rivolti a questo tipo di memoria e tra questi vi è una ricerca condotta dal Massachussets Istitute of Tecnology che ha dimostrato come le onde beta abbiamo una funzione di “cancelli” per la working memory (file:///C:/Users/braincare/Downloads/s41467-017-02791-8.pdf),in quanto stabiliscono quali informazioni devono essere immagazzinate in memoria e quali devono essere dimenticate. In poche parole quindi il ritmo cerebrale può dire molto rispetto al modo in cui le informazioni vengono conservate. Infatti se da una parte le onde beta fanno da “freno” e scelgono quali input influenzano il comportamento, quelle gamma sono associate alla codifica e al recupero.

Partendo da queste evidenze i ricercatori hanno registrato l’attività cerebrale della corteccia prefrontale di alcuni animali, mentre questi erano impegnati a svolgere un compito di memoria di lavoro. In particolare veniva richiesto loro di osservare un paio di oggetti, ad esempio A seguito da B e subito dopo gliene venivano presentati altri due. A questo punto dovevano stabilire se A fosse seguito da B ma non da C o se B non fosse seguito da A. Gli animali erano poi istruiti a rilasciare una barra nel caso in cui avessero individuato la giusta sequenza. I risultati di questo studio mostrano come ci sia un’alternanza delle onde beta e delle onde gamma, nelle diverse fasi dell’esperimento. Infatti nel momento in cui l’animale teneva in memoria l’oggetto A, anticipando l’inizio della seconda sequenza, c’era un aumento delle onde gamma; se l’oggetto visto invece era A vi era una caduta delle onde beta, in quanto segnalavano che l’informazione non era più necessaria e che quindi poteva non essere mantenuta nella memoria di lavoro. I ricercatori, dunque, concludono che le onde beta hanno un ruolo fondamentale per stabilire la selezione delle informazioni che è necessario tenere a mente per l’esecuzione di uno specifico compito.memoria di lavoro

In questa ricerca,poi, si osserva come gli elementi interferenti possano avere un ruolo fondamentale nello stabilire il funzionamento della working memory e proprio rispetto a questo punto è stato eseguito uno studio dalla Dott.ssa Anna Cantagallo e colleghi (https://s3.amazonaws.com/academia.edu.documents/46088091/Attentional_distractor_interference_may_20160530-27636-df0rep.pdf?AWSAccessKeyId=AKIAIWOWYYGZ2Y53UL3A&Expires=1547478098&Signature=2y%2FMhNDQZK3vr0veSLia5oLwCVg%3D&response-content-disposition=inline%3B%20filename%3DAttentional_distractor_interference_may.pdf), che mostra come il funzionamento della memoria di lavoro sia influenzato dal tipo di stimoli attentivi utilizzati. In particolare l’interferenza si riduceva in compiti legati all’attenzione selettiva.

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Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

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Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

Memoria di lavoro – Il modello di Baddeley definisce la memoria di lavoro come una sorta di magazzino temporaneo che trattiene le informazioni per un arco di tempo limitato in modo da poterle utilizzare immediatamente.

“La memoria di lavoro, racconta Anna Cantagallo, è quella funzione cognitiva che ci consente di svolgere compiti complessi e di elaborare e usare temporaneamente le informazioni mano a mano che le teniamo in memoria.

Questo vale, ovviamente, anche per l’apprendimento di altre lingue.”

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

“Come tutti i magazzini – spiega Anna Cantagallo – anche quello della memoria di lavoro ha un limite d’informazioni che è in grado di trattenere e un limite di tempo oltre il quale esse vanno perdute e dimenticate.

Il magazzino fonologico ha come ruolo non solo quello di ricordare parole familiari, ma anche di apprenderne di nuove, in base al loro suono.

Il magazzino semantico-lessicale permette alle informazioni nuove di essere conservate e riutilizzate nel loro significato.”

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

Ci sono ricerche che sostengono quest’ipotesi?

“Juff e Harrington, nel 2012, hanno esaminato le variazioni individuali nella memoria di lavoro che causano le differenze che gli individui presentano nell’apprendere una nuova lingua e nell’usarla.

Si sono interessati soprattutto ai vari processi linguistici, ovvero la scrittura, la lettura, la comunicazione verbale, la grammatica, e la pragmatica.

Un altro studio del 2012, di Martin ed Ellis, vuole indagare il rapporto tra memoria di lavoro, memoria a breve termine fonologica, e capacità di avere la padronanza di una lingua straniera.

I soggetti coinvolti vengono sottoposti alla somministrazione del listening span per valutare la memoria di lavoro verbale, e alla ripetizione e il riconoscimento di non-parole per valutare la memoria a breve termine fonologica.

La fase sperimentale è quella in cui i partecipanti devono apprendere parole e frasi in una lingua straniera artificiale creata appositamente per lo studio”

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

A quali risultati conduce lo studio?

“Gli autori rilevano una correlazione significativa tra capacità di ripetizione fonologica e riconoscimento di non parole, e produzione e comprensione del vocabolario.

La memoria di lavoro verbale, invece, sembra essere in relazione soltanto con la produzione di parole.

Alla luce di questi risultati si possono considerare memoria fonologica e di lavoro come indipendenti ma entrambe significative nell’influenzare l’apprendimento del dizionario della lingua straniera.”

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

E per lingue reali, invece che artificiali?

“Engel de Abreu e Gathercole, nel 2012, hanno preso in considerazione varie lingue reali, indagando la relazione tra memoria a breve termine fonologica memoria di lavoro da una parte, e abilità linguistiche nella prima (lingua madre), nella seconda, e nella terza lingua.

Per quanto riguarda l’apprendimento della lingua madre, sono state riscontrate forti correlazioni tra consapevolezza fonologica e precoci abilità di lettura e scrittura.

La somiglianza fonologica tra le prime due lingue apprese potrebbe andare a favorire lo sviluppo di una strategia di apprendimento basata sulla precedente consolidazione della lingua madre.

Se invece la seconda lingua appresa è fonologicamente diversa dalla prima, occorre disporre di processi cognitivi più semplici come la coscienza fonologica.

Risulta chiaro – conclude Anna Cantagallo – come la memoria fonologica sia fondamentale nell’apprendere nuove configurazioni sonore, e quindi acquisire il vocabolario di una seconda lingua.”

Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

Programmi consolidati per la valutazione e l’allenamento della memoria fonologica nel breve termine e della working memory, o memoria di lavoro, verbale, possono pertanto essere utili per apprendere una seconda  e anche una terza lingua straniera.

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Memoria di lavoro nell’apprendimento di una seconda lingua: come aumentarlo?

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