Tossicodipendenza – Che ruolo ha l’assunzione di droghe nel funzionamento cognitivo ed emotivo di giovani tossicodipendenti?

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Tossicodipendenza – Che ruolo ha l’assunzione di droghe nel funzionamento cognitivo ed emotivo di giovani tossicodipendenti?

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Tossicodipendenza – Che ruolo ha l’assunzione di droghe nel funzionamento cognitivo ed emotivo di giovani tossicodipendenti?

Tossicodipendenza – Come prevenire o curare i danni delle droghe sulle funzioni cognitive e emozionali

Anna Cantagallo racconta che durante l’adolescenza i giovani sono particolarmente vulnerabili e propensi a testare sostanze stupefacenti.

Fare uso di droghe in maniera precoce influisce negativamente sul funzionamento cognitivo e sulla capacità di regolazione emotiva, essendo le aree cerebrali più colpite quelle frontali.

“Il disturbo da uso di sostanze presenta sintomi cognitivi, comportamentali e fisiologici oltre ai problemi psicologici e sociali che spesso sono causa stessa dell’assunzione.

Le droghe provocano delle modificazioni cerebrali che a volte non cessano dopo la disintossicazione e che si traducono a livello comportamentale in comportamenti ripetitivi e di desiderio patologico.

Dal punto di vista della personalità, coloro che mostrano un rischio più elevato di iniziare ad assumere sostanze stupefacenti sono i soggetti con ridotto autocontrollo.”

Tossicodipendenza – Che ruolo ha l’assunzione di droghe nel funzionamento cognitivo ed emotivo di giovani tossicodipendenti?

Per quanto riguarda lo sviluppo cerebrale, qual è la fase più a rischio in cui si potrebbero assumere droghe?

“Gli adolescenti – spiega Anna Cantagallo – non sono più vulnerabili solamente per quanto riguarda l’aspetto di liberazione e la propensione a farsi “trascinare” dai coetanei, ma anche da un punto di vista più propriamente organico.

Infatti le regioni prefrontali, in cui sono localizzate le funzioni di controllo cognitivo, non hanno ancora raggiunto piena maturità.

Il sistema emozionale che ha sede nell’area limbica invece è già pienamente sviluppato.

Si va a creare dunque uno squilibrio, come teorizzato da Somerville e colleghi nel 2010, in questo “sistema duale”, tra intensa attivazione socio-emotiva e scarso controllo cognitivo.

L’effetto di quest’asincronia è lo scarso giudizio dell’adolescente che non vede il reale pericolo dei comportamenti che mette in atto, come appunto l’assunzione di sostanze.”

Tossicodipendenza – Che ruolo ha l’assunzione di droghe nel funzionamento cognitivo ed emotivo di giovani tossicodipendenti?

Quali alterazioni si verificano a livello neurobiologico?

“Quando si parla di neuro-tossicità delle droghe si intende il fatto che esse siano in grado di aumentare la concentrazione di dopamina nelle sinapsi tra i neuroni dell’area tegmentale ventrale, area del desiderio e  della motivazione, e quelli del nucleus accumbens, ovvero il circuito della ricompensa.

Le varie proiezioni neurali dell’area tegmentale ventrale verso altre aree cerebrali fanno sì che queste modificazioni avvengano in gran parte dell’encefalo.

Questa neurotossicità delle sostanze stupefacenti è alla base delle alterazioni neurali che provocano i cambiamenti comportamentali manifestati dai soggetti che ne fanno uso.

Le funzioni cognitive che ne risentono in maggior misura sono il decision making, il controllo inibitorio, e la memoria.

Per quanto riguarda la presa di decisione i tossicodipendenti sono attratti da scelte svantaggiose che concedono di ottenere ricompense immediate.

Lo dimostrano studi di neuroimaging che evidenziano un’anomalia nell’attività della corteccia prefrontale ventro-mediale.

I deficit nel controllo inibitorio sono associati  a una riduzione di attività della parte dorsale della corteccia cingolata anteriore, mentre quelli relativi alla memoria sono legati all’eccessiva concentrazione dopaminergica nel circuito della ricompensa.”

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Che cosa si intende quando si parla di “disregolazione emotiva” nella tossicodipendenza?

“Studi come quello di Fuchs e colleghi del 2004 – racconta Anna Cantagallo – dimostrano l’alterazione delle normali funzioni delle regioni frontali da parte delle sostanze stupefacenti, e quindi conseguenti anormalità nel controllo cognitivo ed emotivo.

Verdejo-Garcia e Bechara, nel 2009, applicano la teoria dei marker somatici di Damasio alla capacità di regolare le emozioni in condizioni di assunzione di sostanze psicoattive.

In base a questa teoria, durante il processo decisionale, il sistema cognitivo codifica oltre alle informazioni fisiologiche anche quelle emotive relative allo stimolo percepito.

I tossicodipendenti, non avendo intatte le abilità di decision making, non sono dunque in grado di fare queste valutazioni, e la conseguenza è la messa in atto di comportamenti privi di giudizio e impulsivi.

Tossicodipendenza – Che ruolo ha l’assunzione di droghe nel funzionamento cognitivo ed emotivo di giovani tossicodipendenti?

Le principali manifestazioni dei deficit di controllo emotivo in questi soggetti sono l’alessitimia (l’incapacità di identificare le proprie emozioni e di comunicarle verbalmente), il sensation seeking (ricerca del benessere in comportamenti rischiosi) e una bassa intelligenza emotiva.

” Per questi disturbi sono stati sperimentati protocolli valutativi volti a misurarli e protocolli terapeutici deputati a ridurli.

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Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini.La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno.Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili.E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli.E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN).Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR).Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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