Author Archives: sedebraincare

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abilità di guida

Abilità di guida: le novità tra funzioni cognitive e tratti di personalità

Abilità di guida. Le abilità di guida riguardano un argomento spesso discusso dalle neuroscienze, ma allo stesso tempo sottovalutato nella vita quotidiana. Quello che si tende ad ignorare riguarda proprio l’insieme di abilità cognitive necessarie ad ogni individuo affinché si possa definire idoneo alla guida: il fatto che l’atto del guidare divenga “automatico” non prescinde dal fatto che ognuno di noi debba possedere, al momento della guida, determinate facoltà cognitive che rendono possibile non solo la guida, ma la guida sicura per sé e per gli altri.

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allenamente

Corso potenzia il tuo primo muscolo: AllenaMente

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Il corso si organizza in cinque differenti moduli, ognuno autoconclusivo, collegati però da un profondo filo logico. I temi sono quelli del cervello e della mente, dei modi in cui questi agiscono nel modificare il nostro quotidiano. Abilità di crescita, “blocchi” e difficoltà, creatività e logica vengono declinati in un percorso mirato a permettere ai discenti di riappropriarsi del ruolo di leader di se stessi, agendo sui punti di forza e contenendo i punti di debolezza necessari all’equilibrio del sistema. Professionisti, sportivi, studenti possono beneficiare di questo corso, così come tutti coloro che desiderano utilizzare spunti di crescita ed espansione.

 

  1. modulo 1= Il cervello e la mente: vivere o sopravvivere
  2. modulo 2= La porta d’accesso al quotidiano: l’attenzione
  3. modulo 3= Le fondamenta del quotidiano: la memoria
  4. modulo 4= La logica nel caos: ragionamento e creatività
  5. modulo 5= Perchè funziona e perchè no? la mente come forza ed ostacolo del potenziamento

Per avere ulteriori informazioni riguardo al corso clicca qui e per l’iscrizione manda una mail a info@braincare.it

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Sport e prevenzione della demenza – Giornata Mondiale Alzheimer

Istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata Mondiale dell’Alzheimer riunisce ogni anno in tutto il mondo malati, familiari e associazioni Alzheimer.  Questa ricorrenza ha il compito e l’obiettivo di creare una coscienza pubblica sui problemi provocati da questa malattia, ma allo stesso tempo di condividere informazioni utili alla cura e alla prevenzione.

La demenza di Alzheimer è una sindrome che comprende un complesso di condizioni con alcune caratteristiche comuni. Si contraddistingue per il deterioramento della memoria e di almeno un’altra funzione cognitiva. Da più di dieci anni sono disponibili farmaci ed esercizi di stimolazione cognitiva in grado di rallentare l’evoluzione dei sintomi della malattia ma la loro efficacia è limitata ad una parte delle persone coinvolte.

Come già evidenziato da un articolo dell’American Psychological Association (http://www.apa.org/monitor/2018/03/inbrief.aspx) l’esercizio fisico svolge un ruolo importante nell’approccio alla demenza. L’esercizio motorio aiuta infatti a preservare la memoria e altre funzioni rallentando il deterioramento.

Ben 14 clinical trials hanno analizzato la RMN cerebrale di 737 persone (di età media di 66 anni) per verificare gli effetti dell’esercizio aerobico sul volume dell’ ippocampo. I partecipanti furono divisi in 3 gruppi: soggetti sani, pazienti con Mild Cognitive Impairment (MCI) e pazienti con malattie mentali, comprese la depressione e la  schizofrenia.

In tutti i gruppi l’esercizio aerobico era associato con un buon mantenimento del volume dell’ippocampo di sinistra (coinvolto nella memoria e in altre funzioni cognitive), ma non di entrambi.

Per questo motivo la Dottoressa Anna Cantagallo insieme allo staff di esperiti di Brain Care consiglia e promuove una regolare attività fisica accompagnata da una corretta alimentazione.

Rispetto alla prevenzione, sono stati pubblicati online (The Lancet Neurology), i risultati dello studio europeo LipiDiDiet (http://www.dottnet.it/articolo/22567/alzheimer-nutrienti-per-contrastare-lamalattia/?tag=10440380055&tkg=2&anc=e8a370bba58b9e1291eb8ff074e8c12d&news=299&cnt=4) che dimostra come l’assunzione una volta al giorno di una miscela di nutrienti permetta una significativa stabilizzazione delle performance cognitive e funzionali e una riduzione dell’atrofia cerebrale nelle persone con Alzheimer in fase iniziale. Questa miscela di nutrienti comprende acidi grassi essenziali, vitamine e antiossidanti.

Il progetto europeo LipiDiDiet affronta l’impatto dei lipidi nutrizionali sulle prestazioni neuronali e cognitive nell’invecchiamento, nella malattia di Alzheimer e nella demenza vascolare. Questo si basa su precedenti osservazioni che i lipidi modificano il rischio di demenza. Soprattutto alcuni lipidi omega-3 sembrano abbassare il rischio di Alzheimer.


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parole

Impara a colpire con le parole

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Parole. Riuscire ad essere interessanti e coinvolgenti in ogni ambito e in poco tempo tramite le parole è importantissimo. Ma la vera sfida è proprio la capacità di catturare l’attenzione dell’altro. Infatti ci sono diversi ostacoli interni che limitano una comunicazione efficace come ad esempio le nostre paure e la nostra mente. Allo stesso tempo però anche l’ambiente esterno può essere un freno per l’espressione corretta delle nostre parole, in quanto a volte lo stesso auditorio e la relazione con questo possono bloccare. Le nostre abilità cognitive inoltre organizzano le parole perché  diventino comunicazione ad alto impatto e quindi azione. La vera arte comunicativa quindi consiste proprio nel “raggiungere” gli altri tramite le emozioni e la voce. Quest’ultima infatti è come una sorta di strumento musicale, che se usato nella maniera corretta permette di esprimere la parte più profonda di noi stessi e quindi racconta una parte di quello che siamo, come se fosse un bigliettino da visita. Infatti se dovessi pensare a qualcuno con una voce molto bassa, che lascia andare le parole in maniera soave, a che personalità l’assoceresti? Molto probabilmente ad una persona serena ed equilibrata. Se invece vuoi entusiasmare la persona che hai di fronte? Usa delle parole attivanti che trasmettano tutta la passione di quello che stai dicendo.parole  Le parole non hanno sempre lo stesso colore! Quando vuoi esprimere entusiasmo il tono  della voce diventa medio-alto e l’espressione in volto è caratterizzata da un sorriso evidente e sincero. Quindi le parole fanno sempre da intermediario nella relazione con l’altro, in quanto una leggera modulazione del tono di voce potrebbe veicolare significati molto diversi tra loro. La voce, dunque, sono un’arma segreta: la possiedi da sempre ma forse non la conosci fino in fondo! Per questo motivo nel corso della serata si parlerà di come poter utilizzare mente, emozioni e parole nella maniera più adeguata in modo da poter sfruttare a pieno tutte le tue potenzialità. Potrai scoprire come rendere più efficace la tua comunicazione, dando la giusta enfasi ed emozione a quello che si sta trasmettendo.

Non perdere tempo ed iscriviti subito alla serata, mandando una mail ad info@braincare.it o tramite il link di eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-impara-a-colpire-con-le-parole-49887327339

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stress

Stress. Vieni a scoprire quanto sei Di-Stressato e che cos’è il Biofeedback

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Stress. Il termine stress è comunemente abusato, il ritmo frenetico, i mille impegni hanno reso questo termine di uso comune. In psicologia lo stress è una risposta psicofisica a compiti anche molto diversi tra loro, di natura emotiva, cognitiva o sociale, che la persona percepisce come eccessivi. Fu Selye il primo a parlare di stress, definendolo come “una risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”. In base alla durata dell’evento stressante è possibile distinguere due categorie: se lo stimolo si verifica una volta sola e ha una durata limitata si parla di ‘stress acuto’, se invece la causa permane nel tempo si utilizza l’espressione ‘stress cronico’. A livello biologico quando siamo sottoposti ad un periodo intenso e lungo di stress il nostro corpo cambia, ormoni quali il cortisolo e l’adrenalina aumentano, alterando e intaccando il sistema immunitario, esponendoci così al rischio di infiammazioni e malattie correlate a questo.

stressUn aiuto alla gestione dello stress è rappresentato dal biofeedback, una tecnica non-farmacologica, con considerevole prove di efficacia nel trattamento e nella gestione di diversi disturbi (cefalea, incontinenza urinaria, insonnia). Il trattamento, infatti, ha lo scopo di insegnare al paziente stesso a gestire i propri stati interni regolando il proprio funzionamento psicofisiologico (autoregolazione fisiologica). Si tratta quindi di un processo di apprendimento basato sui rinforzi. Il Biofeedback  può essere applicato in ambito clinico (medico e psicologico), nella prevenzione e benessere o nell’ottimizzazione della prestazione ( sport e organizzazioni). Durante la seduta di training il Biofeedback utilizza stimoli visivi e/o acustici collegati con il parametro fisiologico che si desidera autoregolare. Il paziente, in tempo reale, ha la possibilità di monitorare l’andamento dei segnali fisiologici che si attivano al di fuori della sua attenzione consapevole e apprendere la loro autoregolazione. Il training di biofeedback  è una procedura non invasiva, senza effetti collaterali, col vantaggio non solo di aumentare l’autoregolazione fisiologica, ma anche di promuovere il benessere personale.

Quindi se anche tu sei interessato ad approfondire meglio questa tematica iscriviti mandando una mail ad info@braincare.it o tramite il link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-scopri-quanto-sei-di-stressato-48443114660

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fibromialgia

Fibromialgia. Lo sport aiuta la psiche: un contributo alla fibromialgia

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Fibromialgia. Diversi studi hanno visto lo sport come protagonista in malattie come la fibromialgia. In particolare, nel trattamento della fibromialgia negli adolescenti è stato ripreso l’addestramento neuromuscolare dalla medicina dello sport, con risultati che vedono una riduzione della disabilità ed un incremento della sicurezza in questi pazienti. Come fa? Il programma FIT Teens combina la psicoterapia e l’esercizio a metodi all’avanguardia che vengono impiegati per prevenire gli infortuni (ad esempio le valutazioni biomeccaniche, la realtà virtuale o il motion capture tridimensionale).fibromialgia Il programma è stato inserito in uno studio cominciato lo scorso anno, comprendente 400 partecipanti i cui risultati parziali (in attesa dei definitivi che arriveranno nel 2022) sono già positivi, come l’autore Susmita Kashikar Zuck del Cincinnati Children’s Hospital osserva: i pazienti dichiarano di fidarsi maggiormente del proprio corpo, obiettivo importante per questa tipologia di pazienti che a causa della malattia perde subito tale fiducia (http://www.popsci.it/canali-medicina/dolore/fibromialgia-un-aiuto-dalla-medicina-dello-sport.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03).

Quel che è stato importante modificare in tali pazienti riguarda proprio la concezione del movimento, quindi dell’attività fisica. Spesso, i pazienti con fibromialgia tendono a sviluppare paura di muoversi e associano all’attività fisica il dolore. Grazie a questo studio sono state integrate la terapia cognitivo-comportamentale e l’esercizio neuromuscolare, facendo sì che venisse migliorata la competenza nel movimento minimizzando il dolore muscolare dopo l’esercizio.

Le attività fisiche proposte agli adolescenti variano da moderate a vigorose in base alle loro scelte e i ragazzi vengono poi istruiti sul modo di inserire queste attività all’interno del loro programma in maniera graduale. L’allenamento neuromuscolare, invece, riguarda la forza centrale, il controllo della postura, la ripresa dallo stress e la coordinazione. Dal punto di vista psicologico vengono impegnati in skill gestionali che comprendono la distrazione cognitivo comportamentale, la gestione dello stress, il rilassamento muscolare, la scansione delle attività.

Pertanto, come afferma la Dott.ssa Anna Cantagallo, “il contributo da parte dello sport alla psiche è da rivalutare, senza considerare questo rapporto come unilaterale; aprirsi a queste nuove prospettive può rappresentare un importante punto di inizio sia per la ricerca sperimentale di nuove prospettive nello studio della psiche sia nella pratica clinica per nuove opportunità di trattamento”.

Se pensi di trovarti in queste condizioni e hai riscontrato i problemi esposti sopra, contattaci in BrainCare e formuleremo insieme un programma individualizzato su misura per te!


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programmi motori

I programmi motori per il benessere psichico. Corso di formazione.

Presso il nostro centro organizziamo un corso di formazione sulle tipologie e i benefici dei programmi motori per il benessere psichico.

Puoi scaricare QUI la brochure e vedere il programma della giornata di corso che si terrà Sabato 26 Gennaio 2019.

Intanto ti parlo di alcuni studi che hanno approfondito i benefici dello sport sul disturbo d’ansia. In particolare, gli studi hanno cercato di capire quali sport facciano la differenza rispetto ad altri nell’esercitare un’azione ansiolitica: una revisione di 16 studi pubblicata da Sports Medicine ha dimostrato che gli sport con “allenamento contro resistenza” (ovvero esercizi di potenza come il sollevamento pesi) riescano a diminuire lo stato d’ansia in coloro che li praticano.

In quest’ottica, chi pratica questi sport soffrirebbe meno di disturbi d’ansia.

Brett Gordon, autore dello studio sopracitato, istruttore di educazione fisica e ricercatore in tema di sport presso l’Università di Limerick in Irlanda, indica che  “l’allenamento regolare con esercizi di potenza, (resistance exercise training, RET) ha significativamente ridotto l’ansia nei soggetti sani e anche in quelli con una patologia fisica o mentale, e la dimensione dell’effetto di queste riduzioni è paragonabile a quella dei trattamenti di prima linea, quali farmaci e psicoterapia” (http://www.popsci.it/gli-sport-di-resistenza-sono-ansiolitici.html).

Non è possibile, ad oggi, indicare se questa tipologia sia l’unica efficace nel trattamento dei disturbi d’ansia, né se sia migliore o peggiore di altre; ciò che risulta però importante è che grazie a questi studi vi sono nuove prospettive per gli approcci terapeutici al disturbo d’ansia, molto spesso considerato dai pazienti come “insuperabile”, dato il grado di difficoltà che produce nel condurre la vita di ogni giorno.

Come la dott.ssa Anna Cantagallo ci indica, “il trattamento del disturbo d’ansia prevede un approccio che non sia limitato alla prescrizione di farmaci ansiolitici, che spesso portano ad assuefazione dopo brevi periodi; insieme ad una terapia psicologica, l’incontro con le neuroscienze ha permesso di considerare altre tipologie di approcci, che riconsiderano l’utilizzo di nuove strategie, quali ad esempio gli sport che dimostrano una particolare efficacia per queste specifiche condizioni”.

Se i sintomi ansiosi non si risolvono e hai voglia di provare dei nuovi approcci terapeutici da affiancare ai classici, in BrainCare puoi trovare un team di professionisti che metteranno le loro competenze ed il loro tempo a disposizione per proporti nuove soluzioni su misura per te.


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Meditazione e rilassamento nella pratica clinica. Corso di formazione.

E quando si parla di benessere fisico e mentale abbiamo imparato che il saper rilassarsi è un passo fondamentale verso il miglioramento della propria qualità di vita.

Al di là del senso comune però, raggiungere uno di rilassamento non è né facile né banale.

Molte volte infatti, anche se vogliamo rilassarci, le strategie che mettiamo in atto non sono efficaci e spesso la nostra percezione di rilassamento è errata.

Diversi studi scientifici dimostrano infatti come alcune tecniche specifiche, se applicate in modo rigoroso da professionisti specializzate, abbiano effetti significativi e duraturi sul nostro benessere.

Le tensioni che normalmente accumuliamo durante la giornata, e delle quali molto spesso non ne abbiamo coscienza, se eccessive e prolungate, possono trasformarsi in disturbi cronici e avere ripercussioni anche significative per la nostra salute.

Le teorie proprie dell’approccio cognitivo-comportamentale evidenziano come i processi psicologici siano connessi con il rilassamento che, intervenire sui meccanismi che regolano quest’ultimo, può rappresentare un valido aiuto nella gestione dei disagi psicologici.

Gli psicoterapeuti che collaborano con Anna Cantagallo saranno in grado individuare quali sono i disagi legati al tuo stato di tensione e individuare quale tecnica di rilassamento può essere più adatta ad ognuno di noi.

Le tecniche maggiormente utilizzate nell’ambito della terapia cognitivo comportamentale sono

la desensibilizzazione sistemica (DS),
rilassamento progressivo di Jacobson,
il training autogeno,
l’ipnosi,
la respirazione lenta,
le tecniche immaginative.

Per approfondire le tecniche di rilassamento e meditazione BrainCare ha pensato di organizzare un corso di formazione in aula.

Si terrà Sabato 13 Ottobre 2018.

Scarica QUI la brochure con tutti i dettagli.

Per info o prenotazioni:  segreteria@braincare.it


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speaking to inspire

Corso Speaking to Inspire: parole e voce, le tue armi segrete

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Corso Speaking to Inspire: parole e voce, le tue armi segrete

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sport di resistenza

Sport di resistenza. Gli sport di resistenza sono “ansiolitici”

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Sport di resistenza. Gli sport di resistenza sono “ansiolitici”

Sport di resistenza.  Lo sport di resistenza rientra nell’ambito di tutti quegli esercizi di potenza, come ad esempio il sollevamento dei pesi. Si potrebbe pensare che discipline del genere non portino particolari benefici, se non quelli legati ad una migliore forma fisica; tuttavia, un recente studio pubblicato da Sports Medicine e condotto dal ricercatore Brett Gordon, ha riscontrato che questi esercizi sarebbero in grado di ridurre gli stati d’ansia di chi li mette in pratica.

Lo studio (https://www.medscape.com/viewarticle/886093), messo a punto da alcuni ricercatori irlandesi, consiste in un’analisi di 16 precedenti studi, e ha coinvolto ben 922 partecipanti; questi ultimi sono stati suddivisi in due gruppi: mentre un gruppo aveva il compito di svolgere esercizi di forza, il secondo non praticava alcuna attività. Quello che è emerso è che allenamenti che prevedono esercizi di forza sono associati ad una riduzione dei sintomi ansiogeni.sport di resistenza

Tuttavia, poiché sono stati presi in considerazione soltanto sport di resistenza, non è possibile stabilire se gli effetti positivi derivanti possano portare o meno benefici rispetto ad altre tipologie di esercizi.

Quel che è certo è che il cosiddetto “resistance exercise training”, abbreviato con la sigla RET, porta a significative riduzioni d’ansia sia in soggetti sani che in quelli affetti da patologie fisiche o mentali. L’effetto benefico di questi sport di resistenza è tale da essere paragonato a quello derivato dai trattamenti di prima linea, ovvero quelli farmacologici o psicoterapici.

Il vantaggio del RET risiede nel fatto che richiede un basso costo ad un rischio minimo: per tale motivo, si rileva uno strumento ideale per ridurre l’ansia sia in soggetti malati che sani.

Gli effetti positivi dell’esercizio fisico sulla salute mentale sono ben consolidati; pertanto, se sei interessato a potenziare il tuo benessere, un team di fisioterapisti e psicologi è la soluzione ideale: essi ti accompagneranno per tutto il percorso, indicandoti le tecniche di rilassamento adatte a controllare il tuo livello di attivazione degli stati ansiogeni e della tensione psicofisica. Puoi trovare maggiori informazioni sul nostro sito, al link https://www.braincare.it/neuroscienze-e-sport/.

Ti aspettiamo!