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Sport e prevenzione della demenza – Giornata Mondiale Alzheimer

Istituita nel 1994 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Giornata Mondiale dell’Alzheimer riunisce ogni anno in tutto il mondo malati, familiari e associazioni Alzheimer.  Questa ricorrenza ha il compito e l’obiettivo di creare una coscienza pubblica sui problemi provocati da questa malattia, ma allo stesso tempo di condividere informazioni utili alla cura e alla prevenzione.

La demenza di Alzheimer è una sindrome che comprende un complesso di condizioni con alcune caratteristiche comuni. Si contraddistingue per il deterioramento della memoria e di almeno un’altra funzione cognitiva. Da più di dieci anni sono disponibili farmaci ed esercizi di stimolazione cognitiva in grado di rallentare l’evoluzione dei sintomi della malattia ma la loro efficacia è limitata ad una parte delle persone coinvolte.

Come già evidenziato da un articolo dell’American Psychological Association (http://www.apa.org/monitor/2018/03/inbrief.aspx) l’esercizio fisico svolge un ruolo importante nell’approccio alla demenza. L’esercizio motorio aiuta infatti a preservare la memoria e altre funzioni rallentando il deterioramento.

Ben 14 clinical trials hanno analizzato la RMN cerebrale di 737 persone (di età media di 66 anni) per verificare gli effetti dell’esercizio aerobico sul volume dell’ ippocampo. I partecipanti furono divisi in 3 gruppi: soggetti sani, pazienti con Mild Cognitive Impairment (MCI) e pazienti con malattie mentali, comprese la depressione e la  schizofrenia.

In tutti i gruppi l’esercizio aerobico era associato con un buon mantenimento del volume dell’ippocampo di sinistra (coinvolto nella memoria e in altre funzioni cognitive), ma non di entrambi.

Per questo motivo la Dottoressa Anna Cantagallo insieme allo staff di esperiti di Brain Care consiglia e promuove una regolare attività fisica accompagnata da una corretta alimentazione.

Rispetto alla prevenzione, sono stati pubblicati online (The Lancet Neurology), i risultati dello studio europeo LipiDiDiet (http://www.dottnet.it/articolo/22567/alzheimer-nutrienti-per-contrastare-lamalattia/?tag=10440380055&tkg=2&anc=e8a370bba58b9e1291eb8ff074e8c12d&news=299&cnt=4) che dimostra come l’assunzione una volta al giorno di una miscela di nutrienti permetta una significativa stabilizzazione delle performance cognitive e funzionali e una riduzione dell’atrofia cerebrale nelle persone con Alzheimer in fase iniziale. Questa miscela di nutrienti comprende acidi grassi essenziali, vitamine e antiossidanti.

Il progetto europeo LipiDiDiet affronta l’impatto dei lipidi nutrizionali sulle prestazioni neuronali e cognitive nell’invecchiamento, nella malattia di Alzheimer e nella demenza vascolare. Questo si basa su precedenti osservazioni che i lipidi modificano il rischio di demenza. Soprattutto alcuni lipidi omega-3 sembrano abbassare il rischio di Alzheimer.


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parole

Impara a colpire con le parole

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Parole. Riuscire ad essere interessanti e coinvolgenti in ogni ambito e in poco tempo tramite le parole è importantissimo. Ma la vera sfida è proprio la capacità di catturare l’attenzione dell’altro. Infatti ci sono diversi ostacoli interni che limitano una comunicazione efficace come ad esempio le nostre paure e la nostra mente. Allo stesso tempo però anche l’ambiente esterno può essere un freno per l’espressione corretta delle nostre parole, in quanto a volte lo stesso auditorio e la relazione con questo possono bloccare. Le nostre abilità cognitive inoltre organizzano le parole perché  diventino comunicazione ad alto impatto e quindi azione. La vera arte comunicativa quindi consiste proprio nel “raggiungere” gli altri tramite le emozioni e la voce. Quest’ultima infatti è come una sorta di strumento musicale, che se usato nella maniera corretta permette di esprimere la parte più profonda di noi stessi e quindi racconta una parte di quello che siamo, come se fosse un bigliettino da visita. Infatti se dovessi pensare a qualcuno con una voce molto bassa, che lascia andare le parole in maniera soave, a che personalità l’assoceresti? Molto probabilmente ad una persona serena ed equilibrata. Se invece vuoi entusiasmare la persona che hai di fronte? Usa delle parole attivanti che trasmettano tutta la passione di quello che stai dicendo.parole  Le parole non hanno sempre lo stesso colore! Quando vuoi esprimere entusiasmo il tono  della voce diventa medio-alto e l’espressione in volto è caratterizzata da un sorriso evidente e sincero. Quindi le parole fanno sempre da intermediario nella relazione con l’altro, in quanto una leggera modulazione del tono di voce potrebbe veicolare significati molto diversi tra loro. La voce, dunque, sono un’arma segreta: la possiedi da sempre ma forse non la conosci fino in fondo! Per questo motivo nel corso della serata si parlerà di come poter utilizzare mente, emozioni e parole nella maniera più adeguata in modo da poter sfruttare a pieno tutte le tue potenzialità. Potrai scoprire come rendere più efficace la tua comunicazione, dando la giusta enfasi ed emozione a quello che si sta trasmettendo.

Non perdere tempo ed iscriviti subito alla serata, mandando una mail ad info@braincare.it o tramite il link di eventbrite: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-impara-a-colpire-con-le-parole-49887327339

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stress

Stress. Vieni a scoprire quanto sei Di-Stressato e che cos’è il Biofeedback

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Stress. Il termine stress è comunemente abusato, il ritmo frenetico, i mille impegni hanno reso questo termine di uso comune. In psicologia lo stress è una risposta psicofisica a compiti anche molto diversi tra loro, di natura emotiva, cognitiva o sociale, che la persona percepisce come eccessivi. Fu Selye il primo a parlare di stress, definendolo come “una risposta aspecifica dell’organismo ad ogni richiesta effettuata su di esso”. In base alla durata dell’evento stressante è possibile distinguere due categorie: se lo stimolo si verifica una volta sola e ha una durata limitata si parla di ‘stress acuto’, se invece la causa permane nel tempo si utilizza l’espressione ‘stress cronico’. A livello biologico quando siamo sottoposti ad un periodo intenso e lungo di stress il nostro corpo cambia, ormoni quali il cortisolo e l’adrenalina aumentano, alterando e intaccando il sistema immunitario, esponendoci così al rischio di infiammazioni e malattie correlate a questo.

stressUn aiuto alla gestione dello stress è rappresentato dal biofeedback, una tecnica non-farmacologica, con considerevole prove di efficacia nel trattamento e nella gestione di diversi disturbi (cefalea, incontinenza urinaria, insonnia). Il trattamento, infatti, ha lo scopo di insegnare al paziente stesso a gestire i propri stati interni regolando il proprio funzionamento psicofisiologico (autoregolazione fisiologica). Si tratta quindi di un processo di apprendimento basato sui rinforzi. Il Biofeedback  può essere applicato in ambito clinico (medico e psicologico), nella prevenzione e benessere o nell’ottimizzazione della prestazione ( sport e organizzazioni). Durante la seduta di training il Biofeedback utilizza stimoli visivi e/o acustici collegati con il parametro fisiologico che si desidera autoregolare. Il paziente, in tempo reale, ha la possibilità di monitorare l’andamento dei segnali fisiologici che si attivano al di fuori della sua attenzione consapevole e apprendere la loro autoregolazione. Il training di biofeedback  è una procedura non invasiva, senza effetti collaterali, col vantaggio non solo di aumentare l’autoregolazione fisiologica, ma anche di promuovere il benessere personale.

Quindi se anche tu sei interessato ad approfondire meglio questa tematica iscriviti mandando una mail ad info@braincare.it o tramite il link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-scopri-quanto-sei-di-stressato-48443114660

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fibromialgia

Fibromialgia. Lo sport aiuta la psiche: un contributo alla fibromialgia

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Fibromialgia. Diversi studi hanno visto lo sport come protagonista in malattie come la fibromialgia. In particolare, nel trattamento della fibromialgia negli adolescenti è stato ripreso l’addestramento neuromuscolare dalla medicina dello sport, con risultati che vedono una riduzione della disabilità ed un incremento della sicurezza in questi pazienti. Come fa? Il programma FIT Teens combina la psicoterapia e l’esercizio a metodi all’avanguardia che vengono impiegati per prevenire gli infortuni (ad esempio le valutazioni biomeccaniche, la realtà virtuale o il motion capture tridimensionale).fibromialgia Il programma è stato inserito in uno studio cominciato lo scorso anno, comprendente 400 partecipanti i cui risultati parziali (in attesa dei definitivi che arriveranno nel 2022) sono già positivi, come l’autore Susmita Kashikar Zuck del Cincinnati Children’s Hospital osserva: i pazienti dichiarano di fidarsi maggiormente del proprio corpo, obiettivo importante per questa tipologia di pazienti che a causa della malattia perde subito tale fiducia (http://www.popsci.it/canali-medicina/dolore/fibromialgia-un-aiuto-dalla-medicina-dello-sport.html?tck=FBE29D9A-E25C-4F97-9CFB-94C494019C03).

Quel che è stato importante modificare in tali pazienti riguarda proprio la concezione del movimento, quindi dell’attività fisica. Spesso, i pazienti con fibromialgia tendono a sviluppare paura di muoversi e associano all’attività fisica il dolore. Grazie a questo studio sono state integrate la terapia cognitivo-comportamentale e l’esercizio neuromuscolare, facendo sì che venisse migliorata la competenza nel movimento minimizzando il dolore muscolare dopo l’esercizio.

Le attività fisiche proposte agli adolescenti variano da moderate a vigorose in base alle loro scelte e i ragazzi vengono poi istruiti sul modo di inserire queste attività all’interno del loro programma in maniera graduale. L’allenamento neuromuscolare, invece, riguarda la forza centrale, il controllo della postura, la ripresa dallo stress e la coordinazione. Dal punto di vista psicologico vengono impegnati in skill gestionali che comprendono la distrazione cognitivo comportamentale, la gestione dello stress, il rilassamento muscolare, la scansione delle attività.

Pertanto, come afferma la Dott.ssa Anna Cantagallo, “il contributo da parte dello sport alla psiche è da rivalutare, senza considerare questo rapporto come unilaterale; aprirsi a queste nuove prospettive può rappresentare un importante punto di inizio sia per la ricerca sperimentale di nuove prospettive nello studio della psiche sia nella pratica clinica per nuove opportunità di trattamento”.

Se pensi di trovarti in queste condizioni e hai riscontrato i problemi esposti sopra, contattaci in BrainCare e formuleremo insieme un programma individualizzato su misura per te!


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programmi motori

I programmi motori per il benessere psichico. Corso di formazione.

Presso il nostro centro organizziamo un corso di formazione sulle tipologie e i benefici dei programmi motori per il benessere psichico.

Puoi scaricare QUI la brochure e vedere il programma della giornata di corso che si terrà Sabato 26 Gennaio 2019.

Intanto ti parlo di alcuni studi che hanno approfondito i benefici dello sport sul disturbo d’ansia. In particolare, gli studi hanno cercato di capire quali sport facciano la differenza rispetto ad altri nell’esercitare un’azione ansiolitica: una revisione di 16 studi pubblicata da Sports Medicine ha dimostrato che gli sport con “allenamento contro resistenza” (ovvero esercizi di potenza come il sollevamento pesi) riescano a diminuire lo stato d’ansia in coloro che li praticano.

In quest’ottica, chi pratica questi sport soffrirebbe meno di disturbi d’ansia.

Brett Gordon, autore dello studio sopracitato, istruttore di educazione fisica e ricercatore in tema di sport presso l’Università di Limerick in Irlanda, indica che  “l’allenamento regolare con esercizi di potenza, (resistance exercise training, RET) ha significativamente ridotto l’ansia nei soggetti sani e anche in quelli con una patologia fisica o mentale, e la dimensione dell’effetto di queste riduzioni è paragonabile a quella dei trattamenti di prima linea, quali farmaci e psicoterapia” (http://www.popsci.it/gli-sport-di-resistenza-sono-ansiolitici.html).

Non è possibile, ad oggi, indicare se questa tipologia sia l’unica efficace nel trattamento dei disturbi d’ansia, né se sia migliore o peggiore di altre; ciò che risulta però importante è che grazie a questi studi vi sono nuove prospettive per gli approcci terapeutici al disturbo d’ansia, molto spesso considerato dai pazienti come “insuperabile”, dato il grado di difficoltà che produce nel condurre la vita di ogni giorno.

Come la dott.ssa Anna Cantagallo ci indica, “il trattamento del disturbo d’ansia prevede un approccio che non sia limitato alla prescrizione di farmaci ansiolitici, che spesso portano ad assuefazione dopo brevi periodi; insieme ad una terapia psicologica, l’incontro con le neuroscienze ha permesso di considerare altre tipologie di approcci, che riconsiderano l’utilizzo di nuove strategie, quali ad esempio gli sport che dimostrano una particolare efficacia per queste specifiche condizioni”.

Se i sintomi ansiosi non si risolvono e hai voglia di provare dei nuovi approcci terapeutici da affiancare ai classici, in BrainCare puoi trovare un team di professionisti che metteranno le loro competenze ed il loro tempo a disposizione per proporti nuove soluzioni su misura per te.


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Meditazione e rilassamento nella pratica clinica. Corso di formazione.

E quando si parla di benessere fisico e mentale abbiamo imparato che il saper rilassarsi è un passo fondamentale verso il miglioramento della propria qualità di vita.

Al di là del senso comune però, raggiungere uno di rilassamento non è né facile né banale.

Molte volte infatti, anche se vogliamo rilassarci, le strategie che mettiamo in atto non sono efficaci e spesso la nostra percezione di rilassamento è errata.

Diversi studi scientifici dimostrano infatti come alcune tecniche specifiche, se applicate in modo rigoroso da professionisti specializzate, abbiano effetti significativi e duraturi sul nostro benessere.

Le tensioni che normalmente accumuliamo durante la giornata, e delle quali molto spesso non ne abbiamo coscienza, se eccessive e prolungate, possono trasformarsi in disturbi cronici e avere ripercussioni anche significative per la nostra salute.

Le teorie proprie dell’approccio cognitivo-comportamentale evidenziano come i processi psicologici siano connessi con il rilassamento che, intervenire sui meccanismi che regolano quest’ultimo, può rappresentare un valido aiuto nella gestione dei disagi psicologici.

Gli psicoterapeuti che collaborano con Anna Cantagallo saranno in grado individuare quali sono i disagi legati al tuo stato di tensione e individuare quale tecnica di rilassamento può essere più adatta ad ognuno di noi.

Le tecniche maggiormente utilizzate nell’ambito della terapia cognitivo comportamentale sono

la desensibilizzazione sistemica (DS),
rilassamento progressivo di Jacobson,
il training autogeno,
l’ipnosi,
la respirazione lenta,
le tecniche immaginative.

Per approfondire le tecniche di rilassamento e meditazione BrainCare ha pensato di organizzare un corso di formazione in aula.

Si terrà Sabato 13 Ottobre 2018.

Scarica QUI la brochure con tutti i dettagli.

Per info o prenotazioni:  segreteria@braincare.it


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speaking to inspire

Corso Speaking to Inspire: parole e voce, le tue armi segrete

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Corso Speaking to Inspire: parole e voce, le tue armi segrete

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sport di resistenza

Sport di resistenza. Gli sport di resistenza sono “ansiolitici”

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Sport di resistenza. Gli sport di resistenza sono “ansiolitici”

Sport di resistenza.  Lo sport di resistenza rientra nell’ambito di tutti quegli esercizi di potenza, come ad esempio il sollevamento dei pesi. Si potrebbe pensare che discipline del genere non portino particolari benefici, se non quelli legati ad una migliore forma fisica; tuttavia, un recente studio pubblicato da Sports Medicine e condotto dal ricercatore Brett Gordon, ha riscontrato che questi esercizi sarebbero in grado di ridurre gli stati d’ansia di chi li mette in pratica.

Lo studio (https://www.medscape.com/viewarticle/886093), messo a punto da alcuni ricercatori irlandesi, consiste in un’analisi di 16 precedenti studi, e ha coinvolto ben 922 partecipanti; questi ultimi sono stati suddivisi in due gruppi: mentre un gruppo aveva il compito di svolgere esercizi di forza, il secondo non praticava alcuna attività. Quello che è emerso è che allenamenti che prevedono esercizi di forza sono associati ad una riduzione dei sintomi ansiogeni.sport di resistenza

Tuttavia, poiché sono stati presi in considerazione soltanto sport di resistenza, non è possibile stabilire se gli effetti positivi derivanti possano portare o meno benefici rispetto ad altre tipologie di esercizi.

Quel che è certo è che il cosiddetto “resistance exercise training”, abbreviato con la sigla RET, porta a significative riduzioni d’ansia sia in soggetti sani che in quelli affetti da patologie fisiche o mentali. L’effetto benefico di questi sport di resistenza è tale da essere paragonato a quello derivato dai trattamenti di prima linea, ovvero quelli farmacologici o psicoterapici.

Il vantaggio del RET risiede nel fatto che richiede un basso costo ad un rischio minimo: per tale motivo, si rileva uno strumento ideale per ridurre l’ansia sia in soggetti malati che sani.

Gli effetti positivi dell’esercizio fisico sulla salute mentale sono ben consolidati; pertanto, se sei interessato a potenziare il tuo benessere, un team di fisioterapisti e psicologi è la soluzione ideale: essi ti accompagneranno per tutto il percorso, indicandoti le tecniche di rilassamento adatte a controllare il tuo livello di attivazione degli stati ansiogeni e della tensione psicofisica. Puoi trovare maggiori informazioni sul nostro sito, al link https://www.braincare.it/neuroscienze-e-sport/.

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linguaggio

Linguaggio. Come l’afasia anomica influenza la produzione narrativa

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Linguaggio. Come l’afasia anomica influenza la produzione narrativa

Linguaggio.  La capacità di comunicare e quindi di verbalizzare i sentimenti, i gesti, i pensieri è un’abilità prettamente umana, che è racchiusa nella sfera del linguaggio. In particolare fin dagli inizi dell’Ottocento questa abilità è stata molto studiata e all’inizio le aree cerebrali adibite al linguaggio sono state principalmente due: l’area di Broca e l’area di Wernicke.linguaggio  La prima localizzata nella terza circonlocuzione del lobo frontale dell’emisfero sinistro, deputata alla produzione, mentre la seconda situata nel lobo temporale superiore sinistro, implicata nella comprensione. Ad oggi, invece, molte ricerche hanno dimostrato che  sono coinvolte anche altre aree corticali e subcorticali, che fanno presupporre un’abilità distribuita su un’ampia rete cerebrale. Per questo motivo metodi riabilitativi tradizionali basati sull’ elettrostimolazione elettrica non sono sempre efficaci a causa della difficoltà nell’individuare le aree danneggiate. Inoltre a seconda dell’area colpita sono diversi gli esiti del danno e quindi di conseguenza il tipo di riabilitazione da mettere in atto. Ad esempio Anna Cantagallo ed altri collaboratori              (https://s3.amazonaws.com/academia.edu.documents/46922408/Narrative_discourse_in_anomic_aphasia20160630-6449-1iw9u3m.pdf?AWSAccessKeyId=AKIAIWOWYYGZ2Y53UL3A&Expires=1517333277&Signature=WsShivd5uBorymlnf%2BvhcPNLy78%3D&response-content-disposition=inline%3B%20filename%3DNarrative_discourse_in_anomic_aphasia.pdf) hanno approfondito la capacità narrativa in soggetti colpiti da afasia anomica. Quest’ultima consiste nella difficoltà di recupero del lessico e quindi di conseguenza a costruire una narrazione coerente. In particolare,  in questo studio sono state messe a confronto le abilità narrative di soggetti con afasia anomica cronica e quelle di persone sane. Quello che è emerso è che i partecipanti afasici producono lentamente, con una lunghezza ridotta dei periodi, usando molte perifrasi e con diversi errori grammaticali. Inoltre è stata vista una forte correlazione tra gli errori commessi per la costruzione di frasi complete e quelli commessi per creare coesione nella produzione, e tra i quest’ultimi e il lessico. Ciò dimostra che aspetti legati al recupero lessicale probabilmente inficiano il processo di produzione narrativa. Quindi in conclusione pazienti affetti da questo tipo di afasia interrompono frequentemente la loro produzione, utilizzando frasi molto semplici con frequenti ripetizioni ed errori lessicali. Questo rappresenta uno dei tanti esiti derivanti da una lesione cerebrale ad una specifica area del linguaggio e quindi conoscere quest’ambito in maniera approfondita è fondamentale. Se dunque sei interessato a saperne di più riguardo alla valutazione e riabilitazione dei disturbi del linguaggio e della comunicazione iscriviti al nostro corso compilando la scheda di iscrizione che trovi al link: BROCHURE CORSI 2018 e inviala assieme alla ricevuta di pagamento segreteria@braincare.it.

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memoria dei muscoli

Memoria dei muscoli. Come l’esercizio fisico è memorizzato dal DNA

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Memoria dei muscoli. Come l’esercizio fisico è memorizzato dal DNA

Memoria dei muscoli. Abbiamo una buona notizia per gli appassionati della pratica sportiva ma non sempre pronti a passare all’azione!. In un recente studio è stata scoperta una particolare caratteristica dei muscoli derivante da una proprietà del DNA: quest’ultimo, infatti, funziona come da memoria per l’attività sportiva svolta dalla muscolatura e ne favorisce un maggiore sviluppo nel momento in cui l’attività fisica viene nuovamente praticata, anche dopo un periodo di non attività fisica. Lo studio britannico pubblicato sulla rivista Scientific Reports dall’Università di Keele in collaborazione con quelle di Liverpool John Moores, Northumbria e Manchester Metropolitan (http://www.dottnet.it/articolo/23407/il-dna-memorizza-gli-allenamenti-sportivi-utile-per-il-doping/?tkg=1) ha preso in esame 850.000 siti del DNA umano attraverso nuove tecniche di analisi del genoma giungendo alla conclusione che l’attività fisica interviene attivamente disattivando gli interruttori molecolari che tengono spenti molti geni.Esiste quindi una memoria dei muscoli poiché nella successiva sessione sportiva i geni si attivano più facilmente perciò la crescita muscolare avviene più rapidamente e in maniera più elevata.Ciò significa che per gli sportivi della domenica c’è speranza e per gli atleti professionisti esiste la possibilità di programmare degli allenamenti personalizzati in quanto non tutti hanno la medesima modalità e quantità di attivazione molecolare.

memoria dei muscoli

Questa scoperta ha delle ripercussioni anche per quanto almeno 3 aspetti.

  1. Gli integratori: le sostanze esogene assunte dagli atleti per aumentare le performance sportive potrebbero proprio a causa della memoria dei muscoli procurare degli effetti a più lungo termine del previsto. Se desideri avere maggiori informazioni puoi visitare il nostro sito al seguente link: https://www.braincare.it/palestra-nutrizionale/.
  2. L’Elettromiostimolazione Viene praticata attraverso un’apparecchiatura provvista di elettrodi che stimolano i principali distretti muscolari e se effettuata mentre vengono eseguiti i movimenti specifici di uno sport risulta essere il 40% più efficace dell’allenamento senza stimolazione. Anch’essa attiva la memoria muscolare, dei programmi motori effettuati sotto stimolazione elettrica. Se desideri avere maggiori informazioni puoi visitare il nostro sito al seguente link: https://www.braincare.it/elettromiostimolazione/.
  3. Valutazione del genoma: attraverso l’esame del DNA puoi scoprire se sei portato maggiormente verso sport di resistenza o di velocità, e se sei predisposto ad una maggiore incidenza di traumi sportivi, oltre che scoprire quale integrazione alimentare può aiutarti a prevenire l’ossidazione del corpo in allenamento fisico intenso. Se desideri avere maggiori informazioni puoi visitare il nostro sito al seguente link:https://www.braincare.it/analisi-genomica/

Inoltre se sei interessato a scoprire di più riguardo ai benefici che lo sport può portare alla mente e al corpo, iscriviti alla serata Cibo per la Mente. Per saperne di più, clicca qui.