CORONAVIRUS: GLI EFFETTI PSICOLOGICI DELL’EPIDEMIA

  • -

CORONAVIRUS: GLI EFFETTI PSICOLOGICI DELL’EPIDEMIA

In queste ultime settimane, l’Italia intera è stata coinvolta nell’emergenza Coranavirus, pandemia che mesi prima ha messo ko la Cina e che adesso rischia di mettere in ginocchio anche il nostro Paese. Gli effetti devastanti si stanno vedendo su diversi fronti, a partire prima di tutto per la salute fisica ma anche quella mentale.

Queste situazioni di emergenza, infatti, suscitano un diverso mix di emozioni che si presentano in maniera diversa nelle persone che la vivono. Per questo in una medesima situazione, ci saranno quelli che reagiscono negando il pericolo e altri invece che rispondono con un’estrema fobia. Nel primo caso, quindi, viene messo in atto un meccanismo di difesa per proteggersi dall’incapacità di riuscire ad affrontare dei sentimenti negativi troppo intensi. Dall’altra parte, invece, lo stato di ansia e preoccupazione è attivato dalla natura del pericolo: la presenza di un nemico invisibile e dalla durata  totalmente imprevedibile.

Ovviamente in questi momenti è normale provare un senso di ansia, che se contenuta e motivata, può essere anche d’aiuto per un comportamento di maggior prudenza. Diventa, però, patologica nel momento in cui sfocia in azioni esagerate e disfunzionali, che vanno ben oltre l’oggetto della paura. Un esempio, può essere la corsa ai supermercati o la fuga alle stazioni ferroviarie, che per quanto possano sembrare assurde sono spiegabili, perché dettate dal panico e dall’irrazionalità.

Si parla, quindi, di una vera e propria emergenza, in cui prevale la natura della nostra società e anche dell’uomo stesso, che in questo momento sente minacciata la libertà che fino a poco tempo prima era considerata scontata. Oltre a questo, per molti una delle cose più destrutturanti può essere la lontananza fisica dalle persone. Per noi essere umani il contatto fisico è importante, fa parte della nostra quotidianità e la mancanza di un bacio, di un abbraccio o di una carezza anche da parte dei propri cari può avere un forte impatto psicologico.

“Tutti questi sentimenti-dice la Dott.ssa Anna Cantagallo- possono essere racchiusi in quello che viene definito stress da emergenza”. Infatti, lo stress derivante dalla diffusione del Coronavirus può comportare oltre ad ansia e preoccupazione, anche umore deflesso, senso di ottundimento, nervosismo, irritabilità, disorientamento e incapacità a rassicurare sé stessi e i propri cari.

Tuttavia, il fatto che tutti questi sentimenti siano comuni e condivisi dalla maggior parte delle persone fa emergere anche la caratteristica sociale dell’essere umano, che in questo caso non si muove come individuo singolo, ma come comunità, che ha un obiettivo unico e preciso: fronteggiare e sconfiggere il  Coranavirus. Questa idea di collettività da un punto di vista psicologico è molto importante perché rincuora le persone dalla paura di essere soli ed impotenti di fronte a qualcosa che è sconosciuto e pericoloso. Questo senso di aggregazione, quindi, è uno degli strumenti che può aiutare le persone ad affrontare questo momento come un maggiore serenità, senza lasciar prevalere i sentimenti negativi.

Se ritieni di avere bisogno di parlare con noi delle tue paure o angosce, se ti sembra di non sapere come fare a superare questo momento, contattaci. Siamo sempre disponibili per colloqui di sostegno online!


About Author

Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini. La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno. Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili. E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli. E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN). Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR). Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

News Area Clinica

News Area Benessere

News Area Espansione

News Area Formazione

News Area Franchising

Translate »