La cerebrolesione acquisita associata a disturbi del comportamento

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La cerebrolesione acquisita associata a disturbi del comportamento

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Cerebrolesione. La Cerebrolesione acquista è definita come un danno cerebrale le quali cause possono essere di diversa natura, come ad esempio traumatica o vascolare. Gli esiti conseguenti al danno sono molto differenti tra loro, ma casi di cerebrolesione acquista grave sono spesso associati a disturbi del comportamento. Questo aspetto è stato confermato anche da alcuni studi che hanno dimostrato che gravi lesioni cerebrali sono associati a disturbi neuropsichiatrici, in particolar modo ad apatia, irritabilità, umore depresso, disinibizione, disturbi alimentari e agitazione (A. Cantagallo et al.,2010). I disordini comportamentali possono essere racchiusi in due diverse categorie, che presentano caratteristiche cliniche differenti. La prima viene definita come passivo-difettuale ed include tutti i comportamenti che si manifestano con una riduzione dell’attività ed iniziativa, anche in assenza di conclamati deficit motori. Alcuni dei sintomi possono essere apatia, riduzione dell’iniziativa, perdita di interesse per attività sociali che precedentemente procuravano piacere e trascuratezza personale. La manifestazione di tali comportamenti coinvolge principalmente le regioni frontali mediali e molte volte esiti di questo tipo possono essere confusi con manifestazioni cliniche depressive, soprattutto quando sono conseguenti a cerebrolesione acquisita lieve con quasi totale assenza di deficit cognitivi (Cantagallo et al., 2012).

cerebrolesionePer questo motivo è sempre necessario fare una valutazione dettagliata per comprendere la reale natura di questi sintomi. L’altra categoria invece include eccessi comportamentali, che procurano maggiori effetti negativi a livello di adattamento ai diversi ambiti di vita quotidiana.  Esiti comportamentali di questo tipo si manifestano sotto forma di aggressività, disinibizione, confabulazione, perseverazione e irritabilità. Nelle situazioni più gravi si possono sviluppare modificazioni della personalità con caratteristiche di tipo psicotico, come sregolatezza, disinibizione e disforia. Queste alterazioni sono soprattutto causate da un danno a livello della regione orbitofrontale  e del sistema limbico (Cantagallo et. al. 2010). Indipendentemente dal tipo di esito i disturbi del comportamento conseguenti a cerebrolesione acquisita  influiscono molto negativamente sia sulla vita del paziente che su quella del familiare che lo deve assistere. Inoltre molto spesso la persona non ha consapevolezza della sua reale condizione, quindi anche a livello terapeutico non è facile intervenire, poiché vi è assenza di compliance. Tuttavia se i disturbi sono di tipo lieve/moderato diverse sono le tecniche riabilitative e valutative che possono essere applicate sia sul paziente che sul caregiver. Ad esempio per il recupero della persona può essere applicata la tecnica cognitivo-comportamentale che unisce la relazione terapeutica alla somministrazione di gratificazione e rinforzi, che facilitano l’aumentano della consapevolezza e il raggiungimento di obiettivi terapeutici  (Cantagallo et. al. , 2012). Dall’altra parte è molto importante che anche i familiari vengano istruiti su come gestire al meglio i disturbi comportamentali e che in questo loro percorso si sentano sostenuti.

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Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini.La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno.Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili.E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli.E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN).Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR).Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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