Microbioti. I batteri presenti nell’intestino influenzano il nostro cervello

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Microbioti. I batteri presenti nell’intestino influenzano il nostro cervello

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Microbioti. I batteri presenti nell’intestino influenzano il nostro cervello

Microbioti. In un uomo “medio” sono presenti circa 30 trilioni di cellule e 39 trilioni di batteri, questo significa che il rapporto è all’incirca intorno all’1:1 anche se, poiché la maggior parte dei batteri dimora nel tratto intestinale, ogni defecazione può capovolgere il rapporto in favore delle cellule. Questi numerosi “ospiti” presenti nel nostro corpo sono chiamati microbioti e comprendono  la popolazione di batteri, funghi, virus e protisti che convivono in noi. Questa popolazione multivariegata e multistrutturata, è dotata di una propria autonomia anche se è in diretta e costante interazione con il nostro cervello; tuttavia non è del tutto chiaro come essa funzioni.

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Nel 1994 è stato compiuto un incredibile esperimento dalla Oxford University (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2526137/ ) che ha mostrato come dei ratti, naturalemente nemici dei gatti, modificavano il loro comportamento quando venivano infettati dal  Toxoplasma Gondii, agente della Toxoplasmosi. Quest’ultimo è un protista che si riproduce solo all’interno dell’intestino del gatto, mentre il resto degli animali (tra cui anche l’uomo), sono per lui degli “ospiti intermedi”. Se il ratto era affetto da Toxoplasma, tendeva ad andare a soggiornare nei luoghi in cui vi erano tracce di urina di gatto, portando il roditore a quello che potremmo definire un “comportamento suicida”. Lo studio ha inoltre dimostrato che ciò è possibile in quanto, la presenza di questo battere nel topo, in qualche modo ne stimola l’attività neurale dell’attrazione sessuale quando quest’ultimo percepisce l’odore dell’urina di gatto. Questo comportamento ovviamente aumenta notevolmente il rischio che il roditore venga mangiato dal gatto, cosa che permetterebbe al batterio di arrivare nella sua flora intestinale e finalmente riprodursi.  La domanda sorge quindi spontanea: “E’ possibile che un microrganismo riesca a modificare a tal punto il comportamento di un ospite?”

Tuttavia nonostante questa scoperta, ad oggi, non vi erano alcune prove su quanto i microbioti possano influenzare il cervello umano. Per colmare questa lacuna, infatti, alcuni ricercatori dell’Università della California (Los Angeles) hanno deciso di compiere una studio su 40 donne sane (http://journals.lww.com/psychosomaticmedicine/Abstract/publishahead/Brain_structure_and_response_to_emotional_stimuli.98803.aspx). Dopo avere analizzato le loro feci per 16 anni, le donne sono state divise in due diversi gruppi:  33 presentavano una predominanza del battere Bacteroides, mentre le restanti  7 mostravano maggiori quantità del battere Prevotella. Venivano poi sottoposte a risonanza magnetica funzionale (fMRI) per comprendere se i microbioti riuscivano effettivamente ad influenzare le caratteristiche comportamentali e cerebrali delle donne. I risultati hanno mostrato che: il gruppo Prevotella ha mostrato meno attività ippocampale (area del cervello coinvolta nella memoria) ed è stato associato alle differenze anatomiche delle regioni cerebrali che controllano l’emotività, l’attenzione e i processi sensoriali. Per la materia grigia, il cluster Bacteroides ha mostrato una maggiore attivazione nel cervelletto, nelle regioni frontali e nell’ippocampo;  anatomicamente presentava uno spessore maggiore della materia grigia nella corteccia frontale (regione cerebrale coinvolta nell’elaborazione delle informazioni). L’imaging di materia bianca e grigia ha discriminato i due gruppi con un’accuratezza rispettivamente del 66,7% e dell’87,2%.

Questi risultati supportano la tesi dell’esistenza di interazioni cervello-intestino-microbioti negli umani sani, tuttavia, essendo uno studio correlazionale, non è ancora stato dimostrato se i batteri causino dei cambiamenti cerebrali o se sono le varie strutturazioni cerebrali pre-esistenti a predisporre a determinati batteri.

Non vorresti conoscere quali batteri vivono in predominanza nel tuo organismo? Sapendo la concentrazione dei microbioti nel nostro intestino possiamo imparare a coltivare quelli benefici, ostacolando invece quelli patogeni. Attraverso l’analisi delle feci potrai valutare il tuo microbioma intestinale, confrontarlo con quello di un soggetto sano, regolare il tuo stile di vita (alimentare e non solo) per ottenere un minor rischio di infiammazioni, patologie cardiovascolari, problemi gastrici e molto altro!

Ti aspettiamo in BrainCare, vieni a trovarci!

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About Author

Anna Cantagallo

Anna Cantagallo opera nell’ ambito clinico da oltre 25 anni come medico specializzato in neurologia e medicina riabilitativa, esperto di riabilitazione neurologica e neuropsicologica. Fra i suoi casi clinici citiamo Federico Fellini.La creatività, l’innovazione e il desiderio di poter avviare un servizio più trasversale e completo, dove i confini fra dis-abilità, normo-abilità e iper-abilità sono meno netti, sono stati i valori che l’hanno condotta a distaccarsi dal settore della sanità pubblica per orientare la sua professionalità verso le strutture private. L’ascolto del bisogno di espansione delle abilità di ciascuna persona, in una dimensione di scoperta del proprio potenziale e di flessibilità, l’hanno avvicinata non soltanto alla singola persona ma anche ai gruppi di lavoro, in cui viene chiamata spesso come organizzatore e supervisore esterno.Attualmente è consulente presso numerosi Centri di Riabilitazione, e dal 2011 Direttore Scientifico di BrainCare, unica realtà in Italia che si occupa di stimolazione e potenziamento cognitivo nei soggetti disabili ma anche nei normo e iper-abili.E’ docente presso gli Atenei di Padova, Torino, L’Aquila, Firenze e Napoli.E’ stata Presidente della Società Scientifica Gruppo Interprofessionale di Riabilitazione in Neuropsicologia (GIRN) dal 2006 al 2014. Ha coordinato le sezioni di Riabilitazione Neuropsicologica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER) e della Società Italiana di Riabilitazione Neurologica (SIRN).Ha pubblicato 3 libri, oltre 90 articoli su riviste internazionali e 5 test di valutazione neuropsicologica. E’ Editor Assistant della rivista scientifica “European Journal of Physical Medicine and Rehabilitation” (EJPMR).Ha co-prodotto due cortometraggi dedicati alla memoria, ai suoi disturbi e al percorso necessario per il recupero, attraverso la storia narrata di 5 personaggi. Molto attiva nella divulgazione della neuropsicologia e delle scienze cognitive in tutte le età e in tutti i livelli culturali, viene spesso chiamata a comunicare su esse attraverso la stampa non scientifica e la televisione, o in caffè culturali.

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