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Anosognosia. Valutazione e riabilitazione della persona con disturbi di consapevolezza

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Anosognosia. Valutazione e riabilitazione della persona con disturbi di consapevolezza

Anosognosia. La consapevolezza è un concetto ampio e profondo, che comprende la consapevolezza di sé, dell’intorno, del presente, delle nostre azioni e delle loro conseguenze. Potrebbe essere definita come presenza cosciente nel hic et nunc, qui ed ora. Tutto ciò di cui siamo consapevoli in un dato momento forma una parte della nostra coscienza, “facendo dell’esperienza cosciente l’aspetto, al tempo stesso, più familiare e più misterioso della nostra vita” (Velmans & Schneider, 2007).

L’ anosognosia è un disturbo neuropsicologico legato alla sfera della consapevolezza che si riflette nella inabilità della persona a riconoscere di possedere un deficit neurologico. Il paziente anosognosico quindi non è consapevole di aver perso delle capacità dovute a una lesione cerebrale. Si possono osservare vari cambiamenti nell’individuo di natura comportamentale, affettiva e cognitiva. Ad esempio, il fenomeno dell’ anosognosia riguarda la vista, può essere riscontrato in funzioni motorie nei pazienti colpiti da paresi o plegia, per le funzioni linguistiche, per quelle mnestiche, per la demenza, per il neglect e in altre sindromi e condizioni. Tale fenomeno è molto frequente nei soggetti colpiti da ictus ed ha un forte impatto sulla vita del paziente, per cui è necessario conoscerlo e valutarlo per calibrare meglio il trattamento riabilitativo.anosognosia

La valutazione della consapevolezza di sé può essere effettuata mediante l’utilizzo di alcuni questionari e scale suggeriti dalla letteratura scientifica, come: Open Question Arti Inferiori, Berti et al; AHA- Assessment of Anosognosia For Hemianaesthesia, Spinazzola et al.). Bisogna combinare l’utilizzo di tali questionari al giudizio clinico al fine di valutare il grado di consapevolezza del paziente, in quanto si può possedere una percezione del problema eppure sottostimare o sovrastimare le conseguenze. Esistono dunque vari metodi per valutare il disturbo anosognosico, incluse le tecniche di neuroimaging e altre tecnologie. Le moderne tecniche di neuroscienze cognitive, quali la risonanza magnetica funzionale (fMRI), la tomografia ad emissione di positroni (PET), la tomografia computerizzata a emissione di fotone singolo (SPECT) e l’elettroencefalografia (EEG), offrono un importante contributo nella valutazione e studio dei correlati neuro-anatomici della consapevolezza di sé.

Il trattamento riabilitativo è perlopiù centrato sull’utilizzo di stimolazioni sensoriali e sul potenziamento delle abilità di metacognizione e automonitoraggio. Obiettivo finale di tale training metacognitivo è che i processi cognitivi escano allo scoperto e divengano presenti alla coscienza del paziente. La letteratura ci suggerisce che tipicamente l’anosognosia sia legata ad una lesione cerebrale nell’emisfero destro, dato il suo maggior coinvolgimento nei processi di consapevolezza e le aree maggiormente coinvolte siano i lobi prefrontali e parieto-temporali e, a livello subcorticale, il talamo. Infatti, le lesioni in queste aree si associano spesso a disturbi relativi all’elaborazione visuo-spaziale, al monitoraggio della realtà e della veridicità delle informazioni e al recupero delle memorie al sé, nonché a disturbi neuropsichiatrici come confabulazioni, falsificazioni della memoria autobiografica e stati persecutori (Venneri e Shanks, 2004), tale individuazione neuroanatomica appare plausibile con la variabilità dei sintomi.

Obiettivi

  • Fornire nozioni teoriche e cliniche sul concetto di consapevolezza
  • Imparare a riconoscere i disturbi della consapevolezza
  • Conoscere le implicazione sul sistema cognitivo
  • Conoscere nuove tecniche di valutazione e riabilitazione

Programma Corso

8.30  –  09.00: Registrazione dei partecipanti
9.00 – 10.00: Fondamenti teorici e clinici: la consapevolezza
10.00 – 11.00: Panorama generale: i disturbi della consapevolezza
11.00 – 11.30:  Pausa caffè
11.30 – 12.30:  Test per la valutazione della consapevolezza
12.30 – 13.30: Riabilitare la consapevolezza: quali metodi
13.30 – 15.00:  Pausa Pranzo
15.00 – 16.00: Presentazione di casi
16.00 – 18.00: Strategie personalizzate e tecnologie avanzate per la diagnosi dei disturbi della consapevolezza

Docente:
Dott.ssa Anna Cantagallo:
Medico neurologa e fisiatra, referee in neuroscienze. Direzione scientifica BrainCare.

Quota di partecipazione:
122 € + IVA

Sede:
BrainCare Direzione Generale – Via Fornace Morandi 24, Padova

Modalità di iscrizione:

Per iscriverti ai corsi 2018 è sufficiente compilare la scheda di iscrizione che trovi nella BROCHURE CORSI 2018 inviarla assieme alla ricevuta di pagamento a segreteria@braincare.it

Per effettuare il bonifico di iscrizione ai corsi seguire le seguenti coordinate bancarie:
IBAN: IT 70 Q 03268 12100 052832701030
Intestato a BrainCare srl
Banca Sella s.p.a., via S. Marco, 11/C – 35129 – Padova

Per completare l’iscrizione è sufficiente inviare la ricevuta del pagamento e il modulo di iscrizione adeguatamente compilato, al seguente indirizzo: segreteria@braincare.it.

Il corso fa parte del programma formativo del 2018 in tema di neuropsicologia. Scopri qui tutti i corsi in programma


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Anosognosia. Un deficit nella sfera della consapevolezza

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Anosognosia. Un deficit nella sfera della consapevolezza

Anosognosia. Nel 1895 Von Monakov descrive il caso di un paziente con cecità corticale a causa di una lesione nelle aree primarie della vista. Ciò che faceva risaltare questo paziente era la mancanza di coscienza riguardo il suo deficit. Solo nel 1914, quando Babinski presenta alla Società di Neurologia di Parigi il caso di due pazienti con emiparesi destra e con assenza totale di consapevolezza del loro difetto motorio, la comunità scientifica ha preso coscienza di questa patologia. L’anosognosia (o nosoagnosia) è un disturbo neuropsicologico che consiste nell’incapacità del paziente di riconoscere e riferire di avere un deficit neurologico o neuropsicologico. Più precisamente, il paziente non è consapevole del suo stato di malattia, manifestando invece la ferma convinzione di possedere ancora le capacità che in realtà ha perso in seguito a lesione cerebrale. Se messo a confronto con i suoi deficit, il paziente mette in atto delle confabulazioni oppure delle spiegazioni assurde, incoerenti con la realtà dei fatti.

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