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Umore. Gli amici contagiano il nostro stato d’animo

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Umore. Gli amici contagiano il nostro stato d’animo

Umore. Il contagio sociale non è cosa nuova nel campo della psicologia. Infatti già Le Bon agli inizi del 1900 diceva che il contagio sociale traduce l’idea che le emozioni e le opinioni si comunicano e, quindi, si moltiplicano e si rafforzano. Questo concetto mostra che i fenomeni sociali non sono dovuti soltanto all’imposizione, ma anche alla forza di adesione degli individui ad alcuni valori od opinioni. Il contagio sociale definisce quindi la tendenza ad imitare un modello di comportamento ed è una cosa che negli animali, e quindi nell’uomo, avviene in modo naturale.

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Anna Cantagallo Medico

Anna Cantagallo – Alterazioni dell’umore, un approccio multidisciplinare

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Anna Cantagallo – Alterazioni dell’umore, un approccio multidisciplinare

Presso Brain Care, troverai lo staff di psicologi e psicoterapeuti di Anna Cantagallo

che potrà aiutarti a trovare le soluzione più adatta per risolvere il tuo problema.

Emozioni negative come la tristezza e la paura, sono comuni a tutti gli esseri umani.

A volte capita di sentirsi svuotati e apatici a causa delle esperienze che capitano nella nostra vita, ma nella maggior parte dei casi, con il passare del tempo, questa condizione viene superata e i sentimenti di negativi diminuiscono o scompaiono.

Alcune volte però la tristezza, la perdita di interessi e la sensazione di non avere via d’uscita permangono, le persone arrivano a sentire di non provare più le emozioni e i sentimenti di prima e sviluppare così un disturbo dell’umore.

La depressione è un disturbo dell’umore caratterizzato da sintomi che interessano la sfera cognitiva, quella comportamentale e quella emotiva.

– aumento o diminuzione dell’appetito con conseguente modificazione del peso corporeo
– sonno disturbato con risvegli presto al mattino o continuo stato di sonnolenza
– diminuzione di interesse per il sesso
– marcato rallentamento o agitazione motoria
– stanchezza e mancanza di energia
– ridotta capacità di concentrarsi
– disturbi della memoria
– pensieri di morte e/o di suicidio
– senso di colpa e autosvalutazione
– sintomi fisici persistenti che non rispondono alle cure ( es. mal di testa, problemi di digestione, dolori persistenti)
– ansia

Spesso le persone depresse si isolano,

pensano che i loro problemi non siano causati da una malattia e credono erroneamente che lo stato in cui si trovano sia “normale”, che lo star male sia dovuto ad una loro mancanza di volontà, cresce così il loro sentimento di colpa per essere in grado di superare il momento di “crisi”.

A lungo andare i sintomi depressivi, se non curati, posso portare allo sviluppo di una patologie più gravi, con conseguente compromissione della qualità della vita.

Nelle forme più gravi di depressione è fondamentale intervenire con un approccio multidisciplinare.

Anna Cantagallo e il suo staff di esperti ti propongono interventi mirati e personalizzati, mettendo a tua disposizione le più recenti conoscenze in ambito medico e psicologico.

Spesso è utile un intervento farmacologico associato ad un intervento cognitivo-comportamentale. In forme più lievi/moderate invece è sufficiente una psicoterapia.

Il farmaco da solo non basta in quando agisce sul sintomo, ma non agisce sui fattori che mantengono il disturbo . Una volta sospeso il farmaco, i sintomi di disagio si ripresentano.

Il trattamento cognitivo-comportamentale della depressione mira a identificare e a modificare i pensieri che generano e mantengono la depressione allo scopo di sviluppare una modalità di pensiero più funzionale. L’obiettivo, inoltre è l‘incremento del bagaglio di abilità per prevenire le ricadute.

L’intervento prevede anche l’insegnamento di modalità comunicative più efficaci e/o strategie per risolvere i problemi. E’ previsto che la persona riprenda gradualmente le attività che sono state abbandonate, ma soprattutto che ritrovi l’interesse e l’entusiasmo per le attività della vita.

LA DEPRESSIONE POST PARTUM

La depressione post-parto come indica il termine è una particolare forma depressiva che esordisce nella madre entro 3-6 mesi dalla nascita del figlio.
Come per la depressione anche quella post-parto ha verosimilmente molteplici cause tra cui la predisposizione genetica, la familiarità per disturbi dell’umore, fattori ambientali, fattori sociali e fisiologici.
E’ un errore sottovalutare i sintomi depressivi perché a lungo a dare si possono avere conseguenze più gravi ed effetti negativi su tutta la famiglia e sulla relazione madre-bambino. Spesso le madri a causa del senso di inadeguatezza che provano, possono negare o nascondere tale condizione, in questo modi si crea un circolo vizioso che porta all’isolamento e alla cronicizzazione del disturbo.
E’ importante che il coinvolgimento e la presenza del partner, per sostenere la propria compagna sia materiale

– aiutare nei lavori domestici e nelle cure parentali

– ed emotivo

– mostrare un atteggiamento di ascolto e di comprensione.

Importante che la neo mamma sia aiutata a mantenersi su un piano di realtà, senza negare né amplificare i problemi: la maternità è una condizione difficile, ci saranno momenti complicati, ma è possibile affrontarla.
L’intervento può essere sia individuale, per ricevere sostegno e prendere coscienza del nuovo ruolo a cui si va incontro, sia di coppia, per affrontare insieme gli “sconvolgimenti” che la nascita di un figlio comporta nella propria vita.

Se i sintomi persistono oltre le due settimane, chiama, anche solo per informazioni, Anna Cantagallo e il suo staff

Autore Anna Cantagallo

Pubblicato il 27 gennaio 2016

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