Catastrofi inaspettate, creano enormi scompensi emotivi

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Catastrofi inaspettate, creano enormi scompensi emotivi

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Catastrofi inaspettate, creano enormi scompensi emotivi

Catastrofi inaspettateAnna Cantagallo spiega che le calamità, imprevedibili e non preannunciabili, creano enormi scompensi emotivi in coloro che le hanno vissute. Come quindi affrontarle?

Cosa succede innanzitutto alle persone che sono coinvolte in un disastro naturale o un evento traumatico?

“Normalmente- racconta Anna Cantagallo- le reazioni tipiche sono quelle di shock, negazione, incredulità, che molto spesso nella fase iniziale hanno un ruolo di comportamento protettivo per l’individuo, mentre con il passare del tempo possono portare angoscia e anche stati patologici gravi.

In particolare lo shock è uno stato di alterazione della coscienza che lascia in una condizione di intontimento e confusione, mentre la negazione consiste in un rifiuto dell’evento o a non vivere con la giusta intensità lo stesso.

Spesso poi l’associazione di questi due stati fa sì che in situazioni pericolose ci si “congeli” e non si fugga, per es. di fronte a un terremoto.

Di conseguenza questo tipo di risposta emotiva può mettere ad alto rischio la propria vita”.

Catastrofi inaspettate, creano enormi scompensi emotivi

Quando poi lo stato iniziale di shock si attenua, quali possono essere le reazioni provate?

“Ovviamente le reazioni variano da persona a persona, ma vi sono alcuni stati emotivi che possono essere riscontrabili in coloro che hanno avuto esperienza  di un evento traumatico.

Ad esempio si potrebbe essere particolarmente ansiosi o vivere uno stato depressivo, si potrebbe rivivere il trauma in modo vivido attraverso flashback, avere il timore che l’evento traumatico si possa ripetere o ancora esperire un maggiore conflitto personale, che si manifesta in discussioni frequenti con colleghi o familiari.

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Gli stati psicologici, poi, possono essere accompagnati da un corteo di sintomi fisici come nausea, mal di testa, vertigini”.

In ogni caso non vi è un’unica modalità con cui le persone possono reagire ad un evento traumatico, in quanto la reazione potrebbe essere immediata o apparire dopo alcuni mesi.

Vi sono però alcuni fattori che possono influenzare il tempo di recupero, tra cui la capacità del soggetto ad affrontare situazioni emotivamente difficili, altri episodi stressanti che hanno preceduto l’evento ed infine la gravità e l’intensità dello stesso.

In che modo quindi si può affrontare una catastrofe o un evento traumatico?

Secondo Anna Cantagallo esistono diversi modi per poter affrontare queste calamità naturali con successo, sia da un punto di vista emotivo cognitivo che comportamentale. Prima di tutto è necessario darsi del tempo per poter elaborare quanto accaduto.

Infatti la perdita di cose o persone deve essere superata con calma, senza sentire il bisogno di dimenticarla subito.

In secondo luogo è importante affidarsi a coloro che possono essere in grado di rapportarsi in maniera empatica a ciò che si sta vivendo, parenti o amici.

Poi impegnarsi a mettere in atto comportamenti salutistici che permettano di affrontare lo stress eccessivo (mangiare in maniera sana, utilizzare tecniche di rilassamento per attenuare eventuali problemi di sonno ecc.).

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Evitare, inoltre, di prendere decisioni importanti, che unite all’evento traumatico, potrebbero scatenare uno stress eccessivo. Aspettate!

In ultimo, ma non meno importante, affidarsi a professionisti del settore, come psicologici o medici, nel momento in cui l’evento inaspettato crea nelle persone reazioni prolungate, che influiscono negativamente nelle attività lavorative, nelle relazioni interpersonali e nelle performance quotidiane.

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