Ossigenazione

L’ossigenazione è un trattamento indicato per la cura di diverse patologie batteriche e virali, ortopediche, dermatologiche e del sistema circolatorio.

Nei soggetti sani inoltre:

  • aumenta la resistenza alla fatica fisica sotto stress e per tempi prolungati aumenta la resistenza cognitiva
  • migliora l’autocontrollo emozionale
  • migliora la determinazione all’obiettivo
  • aumenta il tono dell’umore
  • aumenta le difese immunitarie soprattutto sotto stress
  • … è un efficace anti-aging!

La carenza di ossigeno: conoscerne cause e sintomi per imparare a prevenirla

Cos’è l’ipossia?

Ossigenazione_O2Il mantenimento di adeguati livelli di ossigenazione è essenziale per tutti i processi vitali. Infatti, nelle condizioni di carenza di ossegeno – condizione nota come ipossia – le funzioni cellulari possono alterarsi al punto tale da favorire la comparsa o accelerare la progressione di numerose malattie, spesso ad esordio subdolo e ad andamento cronico.

L’ipossia è una condizione patologica causata da unadiminuzione dell’ossigeno in qualsiasi organo del nostro corpo. Si parla di ipossia generalizzata quando la carenza di ossigeno riguarda tutto il corpo, mentre con il termine di ipossia tissutale si intende mancanza di ossigeno in una determinata regione dell’organismo.
All’ipossia fa seguito l’acidosi che, attraverso il rilascio dei metalli di transizione (ferro e rame), induce la trasformazione degli idroperossidi circolanti in radicali liberi. Questi ultimi esercitano un’azione lesiva diretta anche sulla matrice extracellulare, provocando una disfunzione endoteliale (momento patogenetico comune a tutte le malattie, non solo cardiovascolari) e portano ad una condizione di stress ossidativo, fattore emergente di rischio per la salute associato all’invecchiamento precoce e ad almeno un centinaio di patologie, dall’aterosclerosi al cancro.

I principali sintomi dell’ipossia sono rappresentati dal pallore della cute e delle mucose e da uno stato di confusione e spaesamento, che può essere paragonato a quello dell’ubriachezza. Tuttavia, a differenza di quest’ultima, il soggetto colpito da ipossia non riesce a realizzare le condizioni del suo stato. Questo può portare a sopravvalutare le proprie ridotte capacità percettive, e a prendere sotto gamba una condizione che, se trascurata, può condurre alla morte.

Nella fase iniziale, l’ipossia interessa i tessuti nervosi, in particolare il cervello,l’apparato visivo e quello uditivo, i primi a risentire della mancanza o delle riduzione dell’ossigeno, infatti lo scarso apporto di questo gas al cervello provoca una percezione errata dei colori e un restringimento del campo visivo ed una perdita della visione centrale. L’elemento particolarmente pericoloso è rappresentato dal fatto che la persona colpita da ipossia non è in grado di prevedere i sintomi, se non li conosce, quindi tende a percepire l’aria che respira, anche se con meno ossigeno, esattamente come l’aria con ossigeno.

Quali sono le possibili cause di ipossia?

Le cause dell’ipossia sono diverse, tuttavia la più evidente è l’ipoventilazione alveolare, condizione che si presenta quando l’aria che giunge negli alveoli è meno ricca di ossigeno rispetto alla norma. Il soggetto può andare in ipoventilazione alveolare sia quando l’aria nell’ambiente circostante è povera di ossigeno, sia quando le alte vie respiratorie sono occluse oppure i muscoli respiratori sono lesi.

Un’altra tra le cause dell’ipossia è rappresentata dall’ispessimento della membranache separa l’aria dal sangue negli alveoli, che impedisce il passaggio dell’ossigeno.

Altre cause dell’ipossia sono:
Invecchiamento: a partire dai 50 anni l’ossigeno cellulare diminuisce del 50%.
Tabagismo: per un fumatore la riduzione della capacità di trasportare ossigeno da parte dell’emoglobina è di circa il 20%.
Inquinamento atmosferico: il monossido di carbonio ha una capacità di fissarsi nell’organismo 250 più elevata rispetto all’ossigeno.
Stress: il sistema nervoso è uno dei maggiori consumatori di ossigeno.
Malattie varie: le malattie in genere causano un rallentamento dell’assimilazione di ossigeno.
Obesità: nei soggetti obesi le cellule tendono ad essere provviste di ossigeno.

Tra le ulteriori possibili cause dell’ipossia sono da annoverare l’inquinamento alimentare, delle acque e domestico, le apnee notturne, i metalli pesanti, che danno origine a radicali liberi dannosi per la respirazione, in particolare, il Mercurio è l’unico metallo volatile in grado di penetrare attraverso i polmoni e la pelle con effetti negativi sul sistema nervoso, sul sistema ormonale e sul mitocondrio.

I sintomi dell’ipossia:

Ossegenazione_IpossiaI sintomi dell’ipossia dipendono dal livello di gravità di tale condizione. Una delle più frequenti conseguenze dell’ipossia è il così detto “del mal di montagna”, di cui i sintomi principali includono mal di testa, affaticamento, nausea, mancanza di respiro e una sensazione di disforia.
Ad un gradino successivo di gravità dell’ipossia, altri sintomi sono: stordimento, euforia ed ilarità, incapacità di coordinare i movimenti, dispnea, cianosi, stanchezza e sonnolenza.
Infine ulteriori sintomi dell’ipossia quando essa si fa più grave sia per riduzione di O2 nel sangue sia per il prolungarsi del tempo di questa condizione, sono: errori di valutazione, perdita di autocritica, vertigini, lentezza nel pensiero, depressione, tachipnea, spasmi muscolari e convulsioni, tremori alle estremità, ridotta forza muscolare, perdita di coscienza.

Esistono delle cure?

L’ipossia è il risultato di diverse malattie e malfunzionamenti e colpisce, quindi, un gran numero di persone. I metodi più efficaci per trattarla consistono nella somministrazione di ossigeno. Ad esempio, quando l’ipossia si verifica ad alta quota, la disponibilità di ossigeno nell’aria è fortemente ridotta e, per tale ragione, gli scalatori hanno bisogno di partite extra di ossigeno.
Altre strategie efficaci per prevenire l’ipossia tissutale consistono nell’assunzione di integratori che sono in grado di modulare on-demand la biodisponibilità di ossigeno, aumentandone i livelli in caso di ipossia e contrastando gli effetti indesiderati dei radicali liberi, così da concorrere efficacemente alla normalizzazione del metabolismo ossidativo che è alla base di tutte le funzioni cellulari. In questo modo questi agenti sono potenzialmente in grado di prevenire o rallentare la comparsa di una serie di malattie, spesso a carattere degenerativo e ad andamento cronico, come quelle associate allo stress ossidativo.

A BrainCare potrai trovare, dopo un’attenta valutazione dello stato di ossigenazione e/o di ossidazione – infiammazione cronica delle nostre cellule, utili suggerimenti di cura forniti dai nostri esperti e seguire programmi di respirazione eprogrammi di ossigenazione tissutale.
Inoltre a BrainCare puoi trovare programmi di integrazione alimentare personalizzati: nel contesto di un’alimentazione equilibrata e di un attività fisica adeguata, l’assunzione di integratori, che modulano “fisiologicamente” la biodisponibilità di ossigeno ed agiscono favorevolmente sulle cellule endoteliali, risultano utili sia nella prevenzione dell’invecchiamento precoce e delle malattie correlate allo stress ossidativo in soggetti sani (specialmente se praticanti regolarmente un’attività sportiva) sia nell’integrazione nutrizionale associata a trattamenti medici convenzionali di condizioni morbose acute e croniche legate a uno squilibrio del bilancio ossidativo.

Ti aspettiamo!

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