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Anna Cantagallo: Il Default Mode Network e il suo coinvolgimento nei processi di pensiero

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La dottoressa Anna Cantagallo illustra le evidenze su una rete di connessioni cerebrali implicata in buona parte dei nostri processi di pensiero.

La rete in modalità predefinita (DMN) è un concetto che è stato utilizzato per spiegare alcune interazioni

che avvengono tra regioni del cervello e che hanno delle caratteristiche per cui sono distinte da altri tipi di interazioni.

Questa rete ha la particolarità di attivarsi quando una persona è in uno stato di riposo vigile

(ad esempio durante il tipico sogno a occhi aperti o il comune “sovrappensiero”) e di conseguenza non ripone la propria attenzione verso l’ambiente esterno.

Inoltre si attiva quando l’individuo pensa agli altri, ricorda il passato o pianifica il futuro.

Possiamo giustamente dedurre che la sua attivazione sia inversamente proporzionale all’attivazione dell’attenzione o

in situazioni che richiedono una concentrazione per lo svolgimento di compiti cognitivi.

Quale potrebbe essere la sua funzione? “Innanzitutto – spiega la dottoressa Cantag

By Andreashorn - Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34327919

By Andreashorn – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=34327919

allo – è noto il suo coinvolgimento in molte funzioni differenti come, ad esempio, nelle informazioni autobiografiche,

nei riferimenti ai propri tratti comportamentali o nelle riflessioni sulle proprie emozioni.

Per quanto riguarda il pensiero rivolto agli altri, la rete è coinvolta in processi come: immedesimarsi in un’altra persona,

riflettere sulle emozioni altrui ed entrare in contatto con i loro sentimenti, determinare le conseguenze morali ed etiche delle azioni.

Non solo, anche ricordare, immaginare, portare alla memoria episodi o racconti e comprendere implicano un’attivazione di questa rete”.

Gli studi hanno dimostrato che quando la gente guarda un film, ascolta una storia, o legge una storia,

le connessioni DMN sono fortemente correlate tra loro.

Non si trovano correlazioni, invece, se le storie sono criptate o sono in una lingua che non è conosciuta.

Questi risultati suggeriscono che la rete è impegnata nella comprensione e nella successiva formazione della memoria di quella storia.

A conferma del fatto che la DMN sia coinvolta nella comprensione e non nell’aspetto uditivo,

è stato svolto un esperimento in cui veniva presentata una stessa storia a persone diverse in lingua diversa

e si è notato che durante la fase di comprensione vi era un’attivazione delle connessioni DMN.

Le strutture corticali e sottocorticali comprese nella rete possono variare tra gli individui, ma sono sostanzialmente riconducibili

ad alcune regioni principali: ippocampo, giro para-ippocampale, corteccia prefrontale mediale,

regioni temporali laterali e temporo-parietali, cortecce posteriori mediali (corteccia cingolata posteriore e precuneo).

Questa rete è rilevante per i disturbi quali il morbo di Alzheimer, l’autismo, la schizofrenia, la depressione,

il dolore cronico e altri.

Ad esempio, nei pazienti con l’Alzeheimer è stata notata una riduzione del glucosio nelle aree di cui fa parte la rete.

Nei casi di individui con disturbo dello spettro autistico sono invece state osservate peggiori connessioni tra le aree.

Una connettività più bassa è stata trovata anche nelle persone che hanno subito traumi, come l’abuso di infanzia.

Un’elevata connettività è stata invece collegata alla depressione e in particolare alla condizione del “rimuginare”.

La dottoressa Anna Cantagallo illustra le evidenze su una rete di connessioni cerebrali implicata in buona parte dei nostri processi di pensiero.

 


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Deficit neuropsicologici – Corso di aggiornamento Castelfranco Veneto

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Deficit neuropsicologici

Deficit neuropsicologici

Deficit neuropsicologici – Corso di aggiornamento Sabato, 19 marzo 2011

Castelfranco Veneto (TV) P.zza Serenissima, 59

Approccio multidisciplinare alla diagnosi, interpretazione e riabilitazione dei deficit neuropsicologici.

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